Reportage eventi

Serravalle: un successo per “La cultura..in cammino”

Un successo la prima edizione de: “LA CULTURA..IN CAMMINO” conclusa alla Pieve di Santa Maria di Naula, con la presentazione delle opere di conservazione e manutenzione straordinaria e con la Santa Messa solenne celebrata dall’Arcivescovo di Vercelli

Dopo il successo della serata di sabato con gli Aperitivi in Musica, domenica 1 settembre a Serravalle ha esordito con un cielo sereno ed un’aria frizzante, preludio di una giornata memorabile.
La Pro Loco, presieduta da Mauro Piolo, ha ideato e realizzato, con la collaborazione del Comune di Serravalle, del Comitato Bornatese, del Comitato Carnevale di Serravalle, dei volontari del Museo Don Florindo Piolo, con l’assistenza della Pabv, la prima edizione de: “La cultura…in cammino, passeggiata tra storia e arte, attraverso le bellezze del
nostro paese, con intervalli eno-gastronomici”.

Alla partenza si sono presentati puntuali i settanta iscritti, che hanno
ritirato il cartellino identificativo, lo zainetto, l’indispensabile bottiglietta d’acqua e i due libricini contenenti brevi schede di orientamento relative ai beni visitati lungo il percorso e la “Passeggiata tra i versi dei poeti serravallesi”.
La macchina organizzativa complessa ha funzionato alla perfezione grazie allo staff operativo costituito da Mario Piolo, Enrico Vanoli e Anna Urban. All’architetto Andrea Musano e a Piera Mazzone è stato affidato il compito di “ciceroni”, guide storico-artistiche e letterarie, affabulatori per rievocare una storia che supera il millennio.
L’oratorio di Santa Maria di Bornate (dove è stata servita un’abbondante colazione), è un piccolo gioiello sopravvissuto nei secoli, in origine ad una sola navata rettangolare, terminata da un’abside semicircolare, documentata dal 1190, sdoppiata nei secoli XII e XIII, sopraelevata all’inizio del Settecento. La chiesa parrocchiale, seicentesca fu realizzata in
soli dieci anni. La figura di Don Giuseppe Mazzone, sacerdote, insegnante ed educatore, che dal 1841 fu il promotore di una scuola superiore di letteratura ed agricoltura, ideata per dar modo anche ai ragazzi di famiglie meno abbienti di proseguire gli studi, fu importante al punto che, nel decennale della morte, nel 1901, alcuni suoi allievi gli dedicarono
una pubblicazione.
La chiesa di San Martino, oggi all’interno del cimitero, è stata la seconda tappa: è stato appena completato il rifacimento del tetto, garantendo quindi la sicurezza dell’edificio che è una testimonianza storica importantissima. Le attuali forme sono settecentesche, ma la chiesa ha un’origine molto più antica. Nel cimitero ci si è soffermati presso la tomba Sezzano, misteriosa e solitaria, ombreggiata da un noce, albero insolito per un cimitero: il busto in bronzo all’esterno è del Lusardi, mentre il medaglione marmoreo all’interno fu scolpito da Casimiro Debiaggi Senior. Ai piedi della grandiosa scalinata del Santuario di Sant’Euseo è stato servito l’aperitivo, poi Andrea Musano ha illustrato le caratteristiche strutturali dell’edificio sacro e le sue trasformazioni. Nell’interno è stato recepito il contrasto tra la fastosa decorazione e la semplicità primitiva della cappella con gli affreschi quattrocenteschi, raffiguranti il Cristo in mandorla, il tetramorfo e la teoria degli Apostoli.
Dopo aver attraversato le storiche contrade dell’antico borgofranco, fondato dal Comune di Vercelli nel 1255, per il gruppo un meritato riposo in Piazza Tirondello, dove l’attivissimo Comitato Carnevale aveva predisposto dei gazebo e ha servito un ottimo pranzo.

Nel primo pomeriggio nuovamente in marcia verso il castello di Serravalle, noto anche come il castello degli Avondo, gli antichi proprietari della Cartiera, per visitare il Museo Don Florindo Piolo. Percorrendo la pista ciclabile, si è giunti in vista di quanto rimane del vecchio ponte in pietra della ferrovia della Valsessera Grignasco-Coggiola, crollato a causa dell’alluvione del 1934, dove è stata offerta frutta di stagione.

L’itinerario si è concluso all’antica pieve per Santa Maria di Naula, dove, gustando il dolce, sono state presentate le opere di conservazione e manutenzione straordinaria della chiesa di Santa Maria di Naula fin qui realizzate attraverso i contributi delle Fondazioni Bancarie, del Comune di Serravalle, della Provincia e della CEI.

La Messa solenne, nella Giornata Nazionale per la custodia del Creato, è stata concelebrata dall’Arcivescovo di Vercelli, Don Marco Arnolfo, dal Parroco di Serravalle, Piane, Vintebbio e Bornate, Don Ambrogio Asei Dantoni, da Monsignor Gianluca Gonzino e dal Diacono Don Emilio Forte. All’Arcivescovo è stato offerto il libro del serravallese Giorgio Faglia: “Cave spente”, nato da anni di ricerche in chiese e cimiteri per scoprire i materiali di costruzione e le cave dai quali provenivano. Il libro è un omaggio al passo tratto dal Vangelo di Matteo: “La pietra scartata dai
costruttori è diventata testata d’angolo”.
Don Ambrogio ha definito la fabbricera della Chiesa, Bianca Bosonotto, non solo come l’amorosa custode della Pieve, ma la personificazione della Pieve stessa e ha chiesto all’Arcivescovo di convalidare l’affermazione e poi di consegnare al Sindaco di Serravalle Massimo Basso, un piccolo omaggio, che era stato preparato per lui dopo la collaborazione offerta durante il Centro Estivo. L’Arcivescovo ha ringraziato le due Corali, accompagnate dai musicisti: Raffaella Biglia, Sara Sisti e Luca Travaglia, che hanno scelto ed eseguito Canti molto significativi e si è complimentato per la precocissima testimonianza di Fede costituita dalla Pieve, della quale già si attestava l’esistenza nel V secolo, poco più di cento anni dopo l’opera di evangelizzazione di Sant’Eusebio, che continua nel presente a trasmettere con gioia l’importante valore della Fede attraverso una Comunità unita e coesa, e la collaborazione leale e sincera tra il Sindaco
ed il Parroco.

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