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Si è conclusa la 260^ Rappresentazione del Venerdì Santo

Romagnano Sesia 21 aprile 2019

Si è conclusa domenica di Pasqua, la 260^ edizione della “Rappresentazione del Venerdì Santo” di Romagnano Sesia.

La rappresentazione consiste nell’interpretare 14 quadri della passione di Cristo lungo le vie e nelle piazze del paese ed inoltre, due processioni nella giornata di venerdì, una al mattino e una alla sera.

Grandissima come sempre la partecipazione di pubblico, che ha potuto assistere, non senza emozioni naturalmente, alle toccanti scene interpretate dai 350 bravissimi attori non professionisti, in costumi d’epoca

che con grande entusiasmo e sentimento, hanno interpretato i ruoli a loro assegnati; anche la Banda cittadina ha sempre un ruolo importante nella manifestazione, la mattina del venerdì Santo infatti, con i suoi tamburini, sveglia la popolazione verso l’alba passando per le vie del paese, proprio per sottolineare l’inizio della “lunga agonia” della rappresentazione.

Ci sono stati attimi di paura domenica sera, per l’interprete di “Giuda”, Alessandro Miolli, che durante la scena dell’impiccagione, è scivolato cadendo a terra, procurandosi una brutta botta ma senza conseguenze gravi. Il pubblico presente urlando per lo spavento, ha temuto per il peggio, ma a parte questo piccolo “intoppo” la rappresentazione ha raccolto grandissimi complimenti e plausi.

Ricordo che alcuni interpreti della rappresentazione, tra i quali “Gesù”, Andrea Ioppa, hanno avuto la grande opportunità di partecipare giorni prima, alla rappresentazione sacra nella città di Matera. Anche le telecamere di RAI1 sono giunte a Romagnano per riprendere in diretta alcune scene, andate in onda nella trasmissione “La vita in diretta”.

Qui sotto, ti propongo una selezione di foto del bravissimo Ernesto Vivoli,  che con la sua grande sensibilità e bravura, ha saputo immortalare attimi significativi della rappresentazione. Alcune sue foto della passata edizione, sono anche diventati stupendi quadri dell’artista Saverio Genise che sono stati esposti in una mostra, durante il periodo dell’evento.

L’appuntamento ora è tra due anni, come vuole la tradizione. 

 

 

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