Reportage eventi

Un grande successo le Giornate FAI d’autunno a Varallo Sesia

Diamo i numeri…per le Giornate FAI di Autunno gestite dall’attivissimo Gruppo Fai Giovani della Valsesia, coordinato da Federico Miele: passaggi registrati nelle tre ville varallesi 3.500, ma sicuramente sono stati molti di più, perché mentre si potevano facilmente contare gli ingressi a Villa Virginia e a Villa Barbara, a Villa Durio era difficile calcolare gli accessi effettivi alla villa e al parco. Il fulcro delle Giornate d’Autunno del FAI sono state le tre ville eclettiche con i loro giardini, Villa Durio, oggi sede del Municipio di Varallo, Villa Barbara, che ospita anche la sede della Delegazione FAI Valsesia e Villa Virginia (ex Villa Axerio), sede dell’Unione dei Comuni Montani, che si potevano visitare guidati dai giovani ciceroni, ma che ospitavano anche mostre tematiche e laboratori. A Villa Virginia, Dino Bolognesi, Maestro del Marmo Artificiale di Rima, che è stato allievo dell’indimenticabile Silvio Della Vedova, e i suoi assistenti, hanno offerto laboratori per mostrare questa tecnica geniale inventata dai rimesi, che arrivò nelle principali capitali d’Europa, essendo un prodotto competitivo rispetto al marmo, ma soprattutto perché questo “stucco” speciale possedeva la capacità di essere modellato. L’epopea del marmo artificiale è al centro del romanzo, scritto da Annalina Molteni, intitolato con un felice calembour: Il Walser dell’imperatore, finalista al Premio Mario Rigoni Stern, mentre la  bisnipote del De Toma, Anna Parish Pedeferri, ha pubblicato: Anton Detoma (1821 – 1895) da Rima a Vienna, una biografia riccamente illustrata: entrambi i volumi erano esposti presso le postazioni FAI.

A Villa Virginia era stata ambientata la mostra: “L’Assenza. Un percorso fotografico e sonoro di Claudio Farinone”, in tema con la dedicazione 2019 delle Giornate FAI d’Autunno: “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Claudio Farinone è musicista, conduttore radiofonico per la radio Svizzera Italiana e fotografo, ama i progetti che uniscono le varie arti: teatro, fotografia, video e aveva esposto recentemente a Prato, all’interno della centrale idroelettrica Sipea, di proprietà di Arduino Vettorello. Le immagini esposte a Varallo – volutamente piccole – raccontavano il tema dell’assenza, ed erano enfatizzate dalla musica  di chitarre elettriche modulari e sovrapposte: “Strati di oggetti musicali che entrano ed escono come le persone”. 

A Villa Barbara una vera sorpresa: la prima mostra personale dell’artista varallese Giovanna Vettorello: “Movimenti di ferro e luce, una ricerca creativa di Giovanna Vettorello”: il suo ”soprabosco”, nasce da forme in metallo ispirate alla natura. Le lastre di materiali metallici, scelti in funzione del progetto creativo, vengono tagliate con il laser, e attraverso fusioni i singoli elementi vengono applicati alle basi. Le sculture vengono completate con l’inserimento di luci che creano suggestivi giochi di profondità e di rifrangenza, oltre a dare l’idea del movimento. L’artista, che ha il suo laboratorio nel complesso dell’ex Manifattura Rotondi, accanto al Museo dell’Energia, partendo da un momento di introspezione, dialoga con il silenzio della natura.

Nel vasto atrio di Villa Durio, in quello che era il Salone delle Feste, la Società Operaia di Mutuo Soccorso esponeva i lavori delle Maestre di puncetto, che per le Giornate FAI d’Autunno avevano creato spille e orecchini a tema, mentre all’ingresso Augusta Medana proponeva la tessitura a mano.

Dai visitatori sono stati molto apprezzati i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Varallo, preparati dal docente di cucina Giorgio Anselmetti e supportati dall’assistente tecnico Giovanni Grano, che hanno servito un ottimo risotto alla zucca, gustato da un gran numero di persone, tanto che il Sindaco in persona, ha collaborato per far portare dei tavoli per assaporarlo più comodamente. Insuperabili gli “apprendisti ciceroni” del Liceo di scienze applicate dell’Istituto Mercurino Arborio di Gattinara, preparati dalla professoressa Samanta Viazzo e gli studenti dell’Istituto Agrario Bonfantini di Romagnano, coordinati dal professor Massimo Bozzalla Canalino e dalla professoressa Alessandra De Nicola, che gestivano anche  uno stand in cui erano in vendita i loro prodotti: vino, meloni, piantine di “pumin d’amor” e lo zafferano prodotto a Coggiola da Enrico Covolo. Tutti gli insegnanti coinvolti sono stati concordi nel ringraziare Marcello Valli e Giovanna Gattoni, volontari FAI: senza il loro lavoro capillare, attento ed affettuoso non sarebbe stato possibile motivare ed entusiasmare gli studenti. 

Gli espositori che hanno arricchito l’offerta del FAI giovani, incentrata sulle ville e sulle mostre, sono stati artigiani e produttori che offrivano degustazioni dei loro prodotti: ricordiamo il tavolo tecnico scientifico curato dalla Pro loco di Piozzo, dove si poteva sapere tutto sulle zucche, ammirare le oltre quattrocento varietà di zucca, prodotte con sementi che provengono da tutto il mondo, Fabio Berto esponeva originali lampade ricavate dalle zucche Lagenarie, un particolare tipo di zucca originario del centro America, che viene utilizzato come contenitore, ma che oltre allo scopo funzionale, può diventare un oggetto ornamentale, i tessuti artigianali di Country G. Gianna Acquadro, gli  scapin valsesiani nei colori della zucca, realizzati da Carmen Croso, gli originali manichini di P.S., Paola e  Sabrina, ambientati nel parco di Villa Durio, la mostra  del puncetto valsesiano, curata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, i gioielli realizzati con l’oro biologico del Brasile: Capim Dourado  (Erba Dorata) che cresce solo in luoghi particolari del Brasile, viene raccolto tra settembre e novembre, essiccato e lavorato da Selly come se fosse una filigrana, le collane in cashmere di Cristina Barberis Negra, la tessitura a mano su telaio di Augusta Medana. Era possibile acquistare i prodotti di stagione: le mele della Valle d’Aosta di Silvio Facciotti, che ha fornito gratuitamente le zucche per il risotto, i porri di Cervere, le confetture, il miele e gli sciroppi dell’Azienda Agricola Colle della Gioia di Guardabosone, Jacopo De Dominici, giovane artista varallese, è l’autore dell’etichetta del miele 2019: il trionfo di sole della “regina” dei fiori. Il Raviolificio Pasticceria Bertoli offriva ravioli e crostate alla zucca, la Panetteria Grandotti pane, grissini, dolci alla zucca, Luciano Acquadro salumi e formaggi biellesi, la Pro Loco di Varallo miacce, il Birrificio Artigianale di Cellio proponeva birre di tutti i tipi, le Cantine Delsignore di Gattinara esponevano i loro vini, l’Azienda Agricola Serra di Aramengo esibiva una selezione di oltre duecento varietà di peperoncini.

Federico Miele ringrazia il Capo Delegazione FAI Valsesia, Mario Manfredi, per il sostegno e l’aiuto concreto per portare a Varallo tutto quello che serviva per organizzare la Giornata, il referente regionale del FAI Giovani, Emanuele Comoglio, che anche quest’anno è stato presente, il Sindaco di Varallo Eraldo Botta, che ha aperto Villa Durio e Villa Barbara, il Presidente della Comunità Montana Valsesia, Pier Luigi Prino, che ha messo  disposizione Villa Virginia, la Pro Loco di Varallo, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, presieduta da Ornella Marchi, Ezio Casaccia e Franco Manio che hanno contribuito a creare pittoresche scenografie mettendo a disposizione antichi attrezzi agricoli, una carriola e un carro, e tutti gli espositori che hanno arricchito di colori e di sapori una Giornata d’Autunno FAI davvero speciale.

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