Reportage eventi

Una specie di Paradiso – presentazione volume

AL ROTARY CLUB VALSESIA SI PARTE PER IL PRIMO VIAGGIO INTORNO AL MONDO: FRANCO GILIBERTO E GIULIANO PIOVAN RILEGGONO IL DIARIO INTIMO DI ANTONIO PIGAFETTA CHE ACCOMPAGNO’ FERDINANDO MAGELLANO NEL PRIMO VIAGGIO INTORNO AL MONDO

Giovedì 19 luglio, in una torrida serata estiva il Rotary Club Valsesia ha veleggiato intorno al mondo, con Ferdinando Magellano.

Franco Giliberto – di padre siciliano e madre veneziana, con un passato avventuroso: scappato di casa diciassettenne per arruolarsi nella Legione Straniera, partecipò alla battaglia di Dien Bien Phu in Indocina, poi, tornato alla vita normale fu inviato speciale del quotidiano “Stampa” di Torino, con i Direttori Ronchey, Levi, Fattori, Scardocchia, Mieli e Mauro, il primo, e forse l’unico, giornalista italiano a farsi ricoverare nel manicomio  di Collegno, prima della Legge Basaglia, fingendosi malato, per conoscere la vera vita all’interno della struttura, poi descritta in cinque “puntate” sulla “Stampa”, per i quali articoli ricevette il Premio Saint Vincent del Giornalismo – è un uomo dall’aspetto distinto, dai modi educati e pacati, che, con l’amico veneziano Giuliano Piovan -capitano di lungo corso, ufficiale di Stato maggiore della riserva di marina, consulente navale, insignito della medaglia d’oro per lunga navigazione -, ha trasformato nel romanzo: Una specie di Paradiso la straordinaria avventura descritta da Antonio Pigafetta nel primo viaggio intorno al mondo con Ferdinando Magellano.

 

L’avventura iniziò il 14 settembre 1519: cinque caracche (caravelle, come spiega il glossario pubblicato in fondo al libro) e 265 uomini partirono alla ricerca del passaggio diretto tra Oceano Atlantico e Pacifico, quello che oggi è denominato lo stretto di Magellano. Tre anni dopo, il 6 settembre 1522 tornò solo la “Victoria”: “Malconcia ma orgogliosa e carica di preziose spezie”: solo diciotto furono i superstiti di quel viaggio. In uno scontro con gli indigeni di un’isola delle Filippine perì lo stesso Magellano, come racconta Pigafetta nella sua relazione, il cui originale è andato perduto, ma circola in una cinquantina di versioni posteriori. Gli autori hanno scelto quella ritrovata nel 1797 all’Ambrosiana di Milano, che oggi pare la attendibile e l’hanno trasformata in un diario intimo, in cui il vicentino, riversa le sue impressioni, i dubbi e le incertezze, scrivendo uno straordinario réportagedi viaggio,intessuto di elementi fantastici che amplificano l’epicità del racconto. Il libro è avvincente, scritto in uno stile chiaro e comprensibile e può essere apprezzato attraverso vari livelli di lettura. I personaggi sono realistici e descritti soprattutto dal punto di vista psicologico, cercando di calarsi nei loro panni per comprenderne meglio le azioni, anche le più violente, come la brutale repressione dell’ammutinamento messa in atto da Magellano, che voleva proseguire il viaggio, perché era certo della meta.

Alla serata ha partecipato anche il giornalista Vincenzo Tessandori, che fu colui che “scoprì” le Brigate Rosse, scrivendo il libro: “Imputazione banda armatae ha curato una bellissima recensione di “Una specie di Paradiso”, pubblicata su “Il fatto quotidiano. Sia Giliberto che Tessandori sono stati colleghi “di scrivania” di Lorenzo Del Boca, che ha voluto offrire loro una copia di un volume ormai introvabile, curato da lui e Vittoria Sincero: “La Valsesia”, come invito a conoscere il nostro territorio attraverso filtri inconsueti: da quello letterario e poetico, all’enogastronomia, passando per storia e tradizioni, arte ed economia.

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