Reportage eventi

Valduggia: XXXII Festival Storici Organi

Applaudito concerto del XXXII Festival Storici Organi della Valsesia a Valduggia, nella serata di Venerdì 13 settembre, presso la Chiesa di Santa Maria.

Don Dante, parroco di Valduggia, ha aperto la serata ringraziando il Maestro Duella e l’organista Maestro Carlo Benatti. Il Maestro Duella ha ricordato che proprio suonando questo maestoso strumento, dalle magnifiche qualità timbriche, qualche anno fa incise un CD.
Il ricco programma si apriva con un brano del compositore settecentesco svedese Johan Helmich Roman, mentre nella parte centrale del concerto sono stati eseguiti due Corali di Bach, un Concerto e il famoso Preludio e Fuga in la minore BWV 543. Dal Barocco si è passati al periodo Romantico con il compositore francese Alexandre Guilmant. Lunghissimi applausi hanno indotto Benatti ad un breve bis.

Al termine del concerto Pier Luigi Prino, Sindaco di Valduggia e Presidente dell’Unione dei Comuni Montani, ha ringraziato il Maestro Benatti, il Maestro Duella e Don Dante per l’ospitalità, sottolineando come i programmi dei concerti siano sempre più ricchi ed apprezzabili, tali da soddisfare il pubblico, che risponde con affettuosa partecipazione. Duella ha ricordato che ogni anno a Valduggia si fanno ben due concerti, uno a Rastiglione, dove al termine il Geometra Bardone offre saporose pizzette infornate in un grande forno, e uno in Santa Maria: l’augurio è sempre quello di poter restaurare l’organo di San Giorgio ed inserire un’ulteriore concerto.

Dopo i concerrti di Gattinara e Lozzolo, la stagione si concluderà sabato 28 settembre con un concerto straordinario a Cressa, mentre il programmato concerto di Vocca è stato annullato per un problema di salute del Parroco Don Luigi Pozzi.

Complimenti e auguri al Maestro Mario Duella che ancora una volta ha saputo tenere saldamente le redini di un programma, ricco, diversificato, capillare sul territorio, che è stato gradito da pubblici diversi, conquistati dalla bravura dei musicisti che si sono esibiti, ma anche dalla possibilità di ascoltare strumenti differenti e di entrare in chiese poco conosciute, ma ricche di storia.

Piera Mazzone

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