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Varallo: grande successo il Concerto degli “Alpin del Rosa” e poeti dialettali

Il Comitato pro Chiesa Cucco, presieduto da Ferruccio Guaschino che è anche Capogruppo degli Alpini di Varallo, sabato 30 novembre ha organizzato al Teatro Civico, con il patrocinio del Comune di Varallo, lo spettacolo: “Alpin e Pueti dla Vall” con la partecipazione del Coro “Alpin dal Rosa”, della Sezione Valsesiana A.N.A. e di ben diciassette poeti valsesiani.

All’ingresso del teatro Emma, Renata e Giuse, che indossavano gli eleganti costumi valsesiani, hanno raccolto le offerte che verranno utilizzate per finanziare la manutenzione della chiesetta di Santa Barbara al Cucco. Il Coro Alpin dal Rosa, magistralmente diretto da Ivan Cantarutti, è entrato in teatro di corsa, cantando: “Aprite le porte”, accolto da molti applausi. Il ricco programma della serata comprendeva i classici brani della tradizione dei cori alpini: Trentatrè, Da Udin siam partiti, Là sulle cime nevose, Somalia bella, Al Reggimento, accanto a canti “valsesiani”: Madonnina valsesiana, Ciao Alpino, cantato anche nella versione dialettale. Il Silenzio fuori ordinanza, che ricorda tutti i Caduti,
sostenuto dalla tromba di Fernando Santucci, ha creato una grande emozione, così come la versione cantata della famosa Preghiera dell’Alpino.

Ferruccio Guaschino, a nome del Gruppo Alpini di Varallo e del Comitato pro Chiesa Cucco, ha salutato e ringraziato tutti gli intervenuti, illustrando lo scopo della serata: “Sostenere il Comitato nelle opere di manutenzione e di miglioria della chiesetta del Cucco e mantenere vive le tradizioni legate all’ambiente di montagna e della nostra valle, quali sono le canzoni alpine e le poesie dialettali. In questo contesto, vogliamo in particolare ricordare quegli alpini e poeti dialettali valsesiani andati avanti” negli ultimi cinque anni” e ha presentato la conduttrice della serata Piera Mazzone: “Direttore della nostra biblioteca civica, entusiasta promotrice e sostenitrice delle varie iniziative socio-culturali in Valsesia”.

Sono stati invitati sul palco per un saluto: la Consigliera Comunale Nathalie Ricotti, in rappresentanza del Sindaco Eraldo Botta, che ha patrocinato l’iniziativa, mettendo a disposizione il Teatro Civico, il Prevosto Don Roberto Collarini, che ha sempre condiviso l’impegno del Comitato Cucco, sia nella fase del restauro, che nel ripristino della festa patronale della chiesetta dedicata a Santa Barbara, e Gianni Mora, Presidente Sezionale della Valsesiana.

Nel 2015, con “Puisia Varalina”, erano stati ricordati i poeti dialettali varallesi scomparsi, all’inizio della serata sono stati citati i nomi di tutti quelli defunti nell’ultimo lustro: Pino Cucciola, “Al pueta dla Vall”, di Boccioleto, autore del libro “Al mè pais” e valido collaboratore di “Montagna Antica, montagna da salvare“, Commissione del CAI di Varallo, Marco Ghelma, “Fulëtt”, di Cravagliana, che ha pubblicato due libri di poesie: “Al puesii dal Fulëtt” e “Al Bundì dal Fulëtt”, Gianfranco Caimi, “Gian da San Grà”, di Camasco, poeta dialettale, ideatore e sostenitore della Rassegna di Poesia dialettale tenutasi a Camasco dal 2000 al 2014, Sergio Minazzi di Morca, che ci ha lasciato: “L’ rumor dal mè creus”.

Ferruccio Guaschino ha scandito i nomi degli Alpini del Gruppo di Varallo “andati avanti” dal 2015, sottolineati dal Coro all’unisono che rispondeva: “Presente!”: Ettore Temporelli, Bruno Galassi, Franco Francione, Felice Marchini, Mario Uccelli, Paolo Delzanno e Renato Dipietromaria del Coro Alpin dal Rosa, Zelmiro Maffeis, Renato Conti, Giulio Reffo, Roberto Novali, Daniele Curri, che ha sempre sostenuto l’iniziativa del Cucco intervenendo in precedenti serate con il suo gruppo musicale: “I cabarettanti”. Sono poi stati ricordati due alpini appartenenti alla Sezione Valsesiana: Giampiero Rotti di Valduggia, che fu Presidente della Sezione e Presidente del Coro Alpin dal Rosa, oltre che poeta
dialettale e Renato Pascariello di Varallo, che fu Coordinatore della Protezione Civile ANA e ogni anno provvedeva alla manutenzione della strada pedonale e dei terreni erbosi e boschivi attorno alla chiesetta del Cucco.

E’ stato più volte sottolineato il carattere di “valsesianità” della serata, alla quale hanno aderito ben diciassette poeti dialettali di tutto il territorio, da Romagnano all’Alta Valle, ciascuno dei quali ha letto la sua poesia.
Intercalati dai canti del Coro Alpin dal Rosa, i poeti, suddivisi in quattro gruppi, hanno declamato le loro poesie: Maria Rita Nobile, poetessa di Romagnano: Cüi chin gnüi dopu, contro la tentazione di un presente immemore, Primo Vittone di Locarno: Brüma, Maria Rosa Gilardi, di Failungo di Pila, La vigilia dl’amia Marta, Piero Debiaggi, di Doccio, Seugn
e realtà, Marilena Rotti di Crevola: L’emigrant, Davide Cerutti di Serravalle ha recitato una poesia con lo stesso titolo della precedente, nella quale veniva ripreso in modo originale il tema dell’emigrazione, Pierangelo Pitto, di Locarno: ‘l veggiu, poesia di quarant’anni fa, che ha mantenuto intatto il suo fascino, Gianna Calderini, di Borgosesia, con la poesia: La scussal, ha ricordato un elemento caratteristico dell’abbigliamento femminile, che poteva servire per cose tra loro molto diverse, dall’asciugare una lacrima, ad essere utilizzato come nascondiglio dai bambini, oppure per trarne da
una tasca il rosario da recitare a fine giornata, Mauro Campora, di Borgosesia in ‘Na gita s’la tera, immagina che Aldo Garbaccio, Franco Fizzotti e Ferruccio Mazzone tornino a farsi un giretto nei rispettivi paesi d’origine, riportandone grandi delusioni, Marco Camurri, di Bornate, Che percors, Marco Tosi, Brenno, poeta di Varallo: I previ, Enzo
Dalberto (Ciacula) di Varallo: San Lurens, Mary Massara, di Varallo: La preja bianca, poesia riferita all’antica usanza valligiana di porre sul colmo del tetto una pietra bianca per proteggere dal fulmine e dalla mala sorte, Lia Fila Robattino di Serravalle, La caréssa d’l busch, Marino Vidali, di Bornate: Parchè, Fulvio Folghera di Parone, purtroppo per motivi
di salute non ha potuto essere presente e la sua poesia: Ȁl neuf orlogiu dȅl campanin, è stata scandita, come le ore della Comunità, dal poeta varallese Giorgio Salina, Giors, che ha concluso la serata con: “L’aria dla Vall”, abbracciando idealmente tutte le parlate e le tradizioni valligiane, ritessendo una sorta di preziosa filigrana.

Ferruccio Guaschino ha ringraziato il pubblico per la partecipazione e tutti coloro che hanno a vario titolo collaborato: il fotografo Ennio Reolon per la sua disponibilità, Gianpiero Giupponi per aver predisposto il programma della serata – con nell’ultima facciata due fotografie della serata Pro Cucco del 2010, in cui i nostri poeti c’erano ancora tutti e Daniele Curri cantava con i Cabarettanti: un omaggio e un ricordo a coloro che sono andati avanti – Graziano Giacometti per l’impeccabile supporto tecnico, la VALFLOR per l’arredo floreale. Sulle note della “Canssun dl’Alpin” il Coro è uscito dal teatro cantando, dando appuntamento alla Chiesetta del Cucco, per la festa del giorno successivo.

Piera Mazzone

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