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Varallo: presentato il nuovo libro di Roberto Maroni

Un’ora insolita: le 19.30, più da aperitivo, che da presentazione di un libro, eppure la Sala Conferenze della Biblioteca era gremita di
persone, in attesa di Roberto Maroni, già ministro del Lavoro e dell’Interno, oltre che governatore della Lombardia dal 2013 al marzo
2018, che avrebbe presentato il suo ultimo libro: “Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza”, pubblicato a gennaio, che si chiude con una domanda su quello che sarebbe avvenuto dopo l’appuntamento elettorale del maggio 2019: “A quel punto, reggerà l’alleanza tra Salvini e Di Maio? Oppure – come io ipotizzo – si andrà ad elezioni anticipate nella primavera del 2020?”.

Maroni è convinto che non sia giusto fare il politico di professione e lo ha dimostrato non ricandidandosi governatore della Lombardia: “In Italia se lasci la politica vuol dire che sei stato cacciato, mentre io adesso voglio fare qualcos’altro, come ad esempio la traversata dell’Oceano Atlantico in barca a vela, come ho fatto l’autunno scorso, tornando alla mia passione per il mare”.

Tornare a Varallo per Roberto Maroni è stato un omaggio all’amico Gianluca Buonanno: “Questo libro è nato casualmente l’anno scorso quando in un’intervista a Claudio Cerasa, che mi interrogava sulla collaborazione con Beppe Sala, del PD e interista, per l’Expo 2015, dichiarai che quello era il rito ambrosiano: se c’è una cosa giusta da fare la facciamo, mettendo da parte le appartenenze, siamo gente concreta che affronta e risolve i problemi”.
Milano oggi è una città europea, un punto di riferimento straordinario: nel libro Maroni, dal suo punto di vista, spiega le ragioni del primato del capoluogo lombardo contro “l’immobile palude romana”, un modello vincente oltre gli schieramenti, sintetizzabile in quattro parole chiave: coraggio, simboleggiato da Alberto da Giussano, che sfidò il Sacro Romano Impero e Federico Barbarossa, condivisione, di cui fu protagonista il popolo di Milano durante le Cinque Giornate, insorgendo contro il maresciallo Radetsky, concretezza, incarnata dall’imprenditore bustocco Cristoforo Benigno Crespi, che nell’Ottocento realizzò il Villaggio di Crespi D’Adda, oggi patrimonio mondiale dell’umanità e uno degli undici siti Unesco della Lombardia, carità, interpreta da San Carlo Borromeo, piemontese d’origine e milanese d’adozione, il cui messaggio è stato attuato nel nostro tempo da Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima. Il rito ambrosiano prevale nettamente su quello romano: “Il primo è concretezza, rapidità, efficienza, il secondo liturgia, lentezza, procedure”, ma Maroni non nega quella che definisce: “L’eccezione in negativo, rappresentata da un rito giudiziario che ha alterato il diritto alla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, come sancito dalla Costituzione Italiana”.

Facendo riferimento alla propria esperienza romana come politico arrivato dalla Padania, Maroni ha citato alcuni esempi del “rito romano”, con i salotti e le terrazze rinfrescate dal Ponentino, tornando poi al tema a lui caro dell’autonomia del Nord: “Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna pagano cento miliardi di tasse in più rispetto a quello che ricevono dallo Stato, Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, ricevono trentatré miliardi in più rispetto alle tasse che pagano”.

Maroni ha poi sottolineato che dall’Europa non si deve uscire, ma la politica europea va riformata, ricordando che dal 2016 esiste l’Euroregione delle Alpi, che comprende otto regioni in Italia e quarantatré in Europa e quest’anno Presidente di questa macro-regione è la Lombardia. Nel dibattito successivo l’economista Giuseppe Della Torre, valtellinese e romano, è intervenuto per spiegare che a Roma esiste quella ritualità stigmatizzata da Maroni, ma non c’è solo quello, opinione condivisa dall’autore di “Il rito ambrosiano”, che conosce e distingue le bellezze della Capitale.

Al termine Maroni si è fermato per firmare i libri e per gustare l’aperitivo offerto dall’Associazione Vecchie Contrade, offerto sulla terrazza della Biblioteca, che si affaccia sul Cortile delle Carrozze, apprezzando molto la ristrutturazione del Palazzo e il suo utilizzo come Biblioteca e centro culturale.

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