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Varallo: Un incontro per ricordare Stefania Stefani Perrone

Domenica 15 dicembre, presso il Salone dell’Incoraggiamento di Palazzo dei Musei, il progetto, nato dal Soroptimist Club di Valsesia, si è concretizzato in un incontro per ricordare la figura di Stefania Stefani Perrone, che per trent’anni fu Direttore del Sacro Monte, Direttore della Pinacoteca, socia fondatrice dell’Inner Wheel Valsesia, fondatrice e prima Presidente del Soroptimist Valsesia.

Il Salone era stracolmo, a testimonianza dell’affetto e dell’ammirazione per la studiosa che seppe far “innamorare” dell’arte valsesiana, declinata nei secoli. Dopo il saluto del Presidente della Pinacoteca, Mario Remogna, è iniziato l’incontro intitolato: Stefania Stefani Perrone.

L’arte come ragione di vita, perché Stefania riuscì a fondere in modo armonioso le competenze di storica dell’arte, critica e studiosa, ma nel contempo di insegnante in grado di affascinare gli studenti, semplicemente inducendoli a guardare la bellezza quotidiana sotto i loro occhi.

Hanno partecipato studiosi di ambiti diversi, ciascuno dei quali ha ricordato un aspetto della multiforme attività di Stefania Stefani Perrone. Piera Mazzone, Direttore della Biblioteca Civica Farinone-Centa di Varallo, ha tracciato un nitido profilo biografico e bibliografico della studiosa nata a Pisa nel 1928, laureata in lettere moderne all’Università Statale di Milano, con una tesi in storia dell’arte, dedicata alla scultura trecentesca in Toscana. Divenne assistente della Professoressa Annamaria Brizio e nel 1964 venne a Varallo per approfondire il discorso sul Sacro Monte, negli anni in cui lo frequentava e lo studiava anche un altro importante studioso con il quale si creò un fecondo sodalizio: Giovanni Testori. Nel 1968
Stefania fu nominata Direttore Artistico della Pinacoteca di Varallo, dal Consiglio di Amministrazione della Società di Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia, presieduto dall’ing. Giorgio Rolandi: servizio esente da retribuzione, espletato con continuità per un trentennio. Nel 1970 fu nominata “Ispettore Onorario” per le opere d’arte in Valsesia con decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali per promozione della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Piemonte. Nel 1972 fu nominata dal Consiglio Comunale di Varallo: Direttore Artistico del Sacro Monte di Varallo, incarico non retribuito, vacante dal 1960, dopo la morte di Emilio Contini, direttore del Sacro Monte e della Pinacoteca di Varallo, mantenuto sino al novembre 1994. Nel 1985, sebbene non fosse più giovanissima, partecipò e vinse il concorso per titoli ed esami indetto dalla Regione Piemonte Settore Parchi e fu nominata direttore della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo, lavorando da subito per la gestione concreta della città sul
Monte, dove spostò la sede direttiva e operativa. Nel 2000 fu eletta Presidente del Consiglio di Amministrazione della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo, carica dalla quale si dimise nel 2002, ma nell’immaginario collettivo resterà sempre la: “Stefania del Monte”, come la chiamava Testori.

Stefania da alcuni anni conduceva vita molto ritirata nel suo “eremo” in Via Gian Giacomo Massarotti, un palazzetto arroccato su un’altura, da dove continuava ad aggiornarsi e a studiare. Dalla finestra del suo studio si inquadrava l’amato Sacro Monte: anche quando le sue condizioni di salute si erano fatte più precarie, continuava a leggere e a fornire preziose consulenze a giovani studiosi, come il serravallese Lorenzo Fecchio, dottorando in “Architettura, Storia e Progetto” presso il Politecnico di Torino, architetto, che ha appena pubblicato: Il nuovo miglior ordine per il Sacro Monte di Varallo Sesia. Architettura, costruzione e amministrazione, 1560-1584”, dimostrando ancora una volta di credere nel futuro.

Carla Falcone, Direttore Conservatore Palazzo dei Musei, ha focalizzato l’attenzione sul particolare momento in cui Stefania Stefani giunse in Pinacoteca, quando Presidente era l’ingegner Giorgio Rolandi, che acquistò il Palazzo che fino ad allora era concesso dal Comune in comodato d’uso e arruolò uno stuolo di studiosi per il riallestimento delle
collezioni. Con Marco Rosci, anch’egli allievo della Brizio, Stefania Stefani curò il catalogo della Pinacoteca. Dal 1985, quando arrivò Vittorio Galli, che era Capo Delegazione del FAI di Novara e Valsesia, si evidenziò un duplice
approccio, legato al territorio e alle singole collezioni. Per Stefania Stefani Sacro Monte e Pinacoteca costituivano un continuum artistico, che oltrepassava i confini burocratici istituzionali. I volumi della collana degli Artisti valsesiani, da lei curati, rimangono riferimenti fondamentali per le accurate ricognizioni archivistiche.

Elena De Filippis, Direttore Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte, ha ricordato la Varallo tutt’altro che decentrata o periferica, in cui arrivò Stefania Stefani: “La mostra vercellese di Gaudenzio del 1956, quella torinese del 1959 dedicata al Tanzio, il Convegno SPABA del 1960, furono importanti eventi che in quegli anni portarono a Varallo studiosi piemontesi e lombardi”, sottolineandone la capacità propositiva e di coinvolgimento: “Galeazzo Alessi e Giovanni D’Enrico furono le due tracce di ricerca che l’accompagnarono per tutta la sua vita di studiosa. Con il convegno internazionale dell’Ottanta sui Sacri Monti, inaugurò l’approccio internazionale al tema dei Sacri Monti. Propose il recupero e riallestimento del Museo del Sacro Monte, lavorò affinché Varallo diventasse un centro di restauro, quello poi sorto alla Venaria”.

Davide Dall’Ombra, Direttore dell’Associazione Giovanni Testori, ha ripetuto con forza che: “Stefania è ben viva nel cuore di chi l’ha conosciuta e nel frutto dei suoi studi, concepiti non solo per i varallesi, ma per dialogare con i più importanti studiosi di arte. Stefania ha voluto che le sue carte, raccolte in centoventidue faldoni fossero donate all’Università di Milano, che era in grado di studiarle e valorizzarle. Sotto il coordinamento del Professor Agosti, quattro studenti stanno lavorando per riordinarle e mettere il prezioso archivio a disposizione degli studiosi”. Dall’Ombra ha presentato la terza edizione, con un apparato fotografico completamente aggiornato, del prezioso volume: “Testori a Varallo. Sacro Monte, Santa Maria delle Grazie, Pinacoteca e Roccapietra. Guida ai capolavori”.

Le due Presidenti dei Club di Servizio femminili, Inner Wheel e Soroptimist, hanno dedicato a lei questa riedizione che riassume gli interessi di studio che accomunarono i due studiosi. Donatella Mossello Rizzio e Rosanna Salvoldi Prosino, intitolano la presentazione: Stefania Stefani e Giovanni Testori. Un lungo solidale cammino per la
valorizzazione dell’arte valsesiana.

Ciascuna delle due Presidenti nell’intervento all’incontro ha ricordato che Stefania fu: “Maestra e amica”: Donatella Mossello Rizzio la conobbe personalmente e collaborò in comuni progetti storico- artistici, Rosanna Salvoldi Prosino incontrò Stefania l’8 maggio 2015, in occasione della sua ultima uscita in pubblico, per la consegna delle borse di studio istituite dal Soroptimist, intitolate ad Elena Nathan Loro Piana, e ne percepì la
moralità e la preparazione culturale, i due valori che erano anche alla base dei premi attribuiti alle studentesse dell’Istituto Alberghiero. Rosanna Salvoldi Prosino ha sottolineato il ruolo che Stefania ebbe nel Club come promotrice dei services più importanti e significativi, tra i quali la realizzazione di percorsi per i disabili che consentissero loro di visitare il Sacro Monte, cui seguì, qualche anno dopo, la pubblicazione di una Guida per disabili che prendeva in considerazione tutta la Valsesia, da Prato ad Alagna. In occasione del decennale del Club, proprio nel Salone dell’Incoraggiamento, volle allestire la mostra dedicata alla casa valsesiana: durante i lavori di preparazione arrivò la notizia dell’attacco alle Torri Gemelle, un attentato che avrebbe cambiato le sorti del mondo.

Al termine sono intervenuti per ringraziare tutti gli organizzatori ed i numerosi presenti, Giorgio Perrone, marito di Stefania e il figlio Luca, che ha sottolineato come anche negli ultimi, difficili, giorni di vita, Stefania avesse mantenuto la sua voglia di studiare, approfondire, comunicare.

In Pinacoteca a Varallo, all’ingresso delle sale dedicate all’arte del Seicento e del Settecento, dal Soroptimist Valsesia è stata apposta una targa che ne ricorda il fondamentale contributo come appassionato Direttore Artistico.

Piera Mazzone

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