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Vercelli: “Sei sfumature di riso”: un innovativo volume sul riso.

Sabato 23 febbraio a Vercelli, nella Sala Parlamentino dell’Ovest Sesia, il giornalista Enrico De Maria ha brillantemente presentato il volume: “Sei sfumature di riso”, di Paola Bernascone Cappi, presidente dell’Università Popolare di Vercelli e Delegata dell’Accademia Italiana della Cucina, studiosa della storia del cibo e dell’alimentazione, Agostino Gabotti, ufficiale della Polizia Municipale di Vercelli, da sempre appassionato di cucina, Pier Luigi Pensotti, presidente degli Amici dei Musei e del Panatlhon Club Vercelli, e appassionato studioso d’arte, pubblicato dall’editore vercellese Lorenzo Proverbio, Edizioni Effedì.

Il denominatore comune che unisce i tre autori è la passione per il colore, declinata attraverso competenze differenti, unita al cibo e al riso in particolare. Si mangia con gli occhi, si guarda agli artisti vercellesi contemporanei che hanno interpretato la risaia e la cultura del riso, si gusta la qualità dell’elaborazione delle immagini di Marco Repetto e il raffinatissimo bianco e nero delle fotografie  di Cele Bellardone e Dino Boffa: un libro da gustare e regalare, anche ad amici stranieri, essendo corredato da una accuratissima traduzione in inglese.

Paola Bernascone, l’ideatrice dell’impresa, scrive in modo piacevole, simpatico, “gustoso”, non annoia e ha spiegato come alla base di questa originale ricerca ci sia una ricca bibliografia, che comprende testi fondamentali come le affascinanti storie di: “Storia di un colore” di Michel Pastoreau, che fanno cogliere la differenza del significato attribuito ai colori nelle diverse culturee “Il test dei colori” dello psicoterapeuta Lusher.

Dare colore ai cibi è un’usanza antica, attestata già nel Medioevo, i Romani utilizzavano tovaglie coloratissime sulle quali ponevano piatti d’oro e d’argento, oggi si parla spesso di “cromocucina”, cucinare e mangiare in base al colore del cibo, la poesia immerge nel colore come dimostra la frase del poeta libanese Gibran, posta in exerga e la citazione dei versi della poetessa Alda Merini che chiudono la presentazione.

Gigi Pensotti ha pensato di abbinare ai racconti e alle ricette quadri di autori vercellesi che nei loro colori riprendano le sei sfumature: da Ezio Mattiuzzi a Ezio Balliano, alla famosa mondina di Agenore Fabbri, colta nella solitudine di una nevicata, immobile nel suo gesto che indica una direzione ben precisa, Alessandro Gilardino, Valentina De Luca, Massimo Paracchini, che ha saputo creare uno stile particolare utilizzando il colore con grande forza espressiva, restando fortemente ancorato al territorio

Agostino Gabotti ha ironicamente descritto il suo contributo al libro: “Mi è stata assegnata una mission: creare quattro ricette per ciascuno dei sei colori scelti, e non è stato facile perché bisognava passare sotto le forche caudine di Paola, che esigeva la perfezione nei colori, nei sapori e nell’impiattamento. Gli accostamenti audaci dovevano corrispondere a sapori piacevoli. Al termine del lavoro quasi ero giunto a detestare il riso. E’ stata un’avventura esaltante ma faticosa, ho imparato a conoscere molte cose, e a percepire l’importanza delle mille sfaccettature dei colori”.

Al termine della presentazione ci si è chiesti quale sia la vera panissa vercellese. Paola Bernascone ha ricordato che la ricetta concordata del risotto alla milanese è depositata alla Camera di Commercio, forse sarebbe opportuno fare lo stesso per la panissa, che a Vercelli e nel Vercellese viene declinata in decine di modi diversi. Gabotti ha proposto la “sua” versione. In mancanza di una decodifica della panissa vercellese, De Maria ha suggerito agli autori di pensare ad altre sei sfumature di riso, perché c’è sicuramente materia per un secondo volume.

pubblico presentazione Sei sfumature di riso
Autografi a Sei sfumature di riso.

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