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Romagnano Sesia: una mostra per ricordare Maria Adriana Prolo fondatrice del Museo storico etnografico

Il Museo Storico Etnografico di Villa Caccia a Romagnano Sesia ricorda Maria Adriana Prolo, comune fondatrice dell’istituzione romagnanese e del Museo Nazionale del Cinema di Torino, ospitando la mostra fotografica “Maria Adriana Prolo: un museo, la sua fondatrice”, realizzata dal Museo del Cinema nel ricordare i trent’anni dalla morte.

Dopo una prima esposizione davanti alla Mole Antonelliana, sede del museo, dallo scorso 19 febbraio al 2 maggio, oggi la mostra approda a Romagnano, paese natio di Adriana, grazie a un gentile prestito del Museo del Cinema al Museo di Villa Caccia, quell’”altro museo” voluto e fondato da lei stessa nel 1973 per di mantenere in vita gli usi e le tradizioni della “sua” Bassa Valsesia.

Una vita, quella della Prolo, intrisa di passione, di impegno tenace, di indipendenza e di competenza, ripercorsa attraverso una serie di immagini che la ritraggono dagli anni Venti fino agli anni Ottanta: dagli scatti privati provenienti anche dall’archivio di famiglia, alle fotografie della Prolo alla prima sede del Museo del Cinema a Palazzo Chiablese, per arrivare alle immagini realizzate sul set del documentario “Occhi che videro” di Daniele Segre (Italia 1989, 50’), pellicola di cui Maria Adriana Prolo e il “suo” Museo furono protagonisti.

I due musei, vere e proprie “creature” di Adriana, ricordano insieme una donna straordinaria, pioniera del collezionismo e della storiografia del cinema, ma anche attenta alla trasmissione delle proprie radici. Le due istituzioni, legate non solo dalla comune fondatrice, ma anche dall’essere ospitate in due edifici -la Mole e Villa Caccia- di Alessandro Antonelli, hanno avviato nel 2021 una proficua collaborazione che prelude a ulteriori progetti comuni.

La mostra, che ha il patrocinio dell’ATL della Provincia di Novara e del Comune di Romagnano Sesia, vedrà una prima presentazione per la stampa martedì 26 ottobre alle ore 11.00, mentre sarà inaugurata al pubblico sabato 30 alle 16.00 e resterà visitabile fino al 21 novembre, negli orari di apertura del museo, oppure su prenotazione.

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