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Simone, il nuovo gestore dell’Ospizio Sottile

Eccomi, come vi avevo preannunciato, vi racconterò com’è andata la prima salita di questa stagione al nostro amato rifugio..!

Domenica, quindi, alle 5 è fissata la partenza da casa, perchè mi aspetterà un lungo viaggio di qualche centinaio di km prima di poter arrivare in Val Vogna e fare così ritorno alla montagna, dopo ben 2 mesi di lockdown, un migliaio di ricette nuove provate e totalmente fuoriforma mi accingo a scendere dall’auto.

La giornata non è delle migliori, ma già l’avevo capito all’uscita dell’autostrada quando ad accogliermi c’erano nubi sparse che avvolgevano i fitti boschi e cielo terso, creando così un atmosfera caratteristica, quasi spettrale tutta tipica valsesiana, dove la natura primeggia e mette quasi in soggezione. Mi cambio velocemente, è abbastanza umido e freddo, prendo i panini li metto nello zaino con l’imancabile salame della zia (tranquilli ve lo farò assaggiare😂) e sono pronto per partire.

Il sentiero è lungo, per chi come voi lo conosce bene, ma il tempo scorre veloce e la compagnia è buona, attraversiamo velocemente la bella frazione walser di Peccia, imboccando il Sentiero Italia e la Via Alpina in direzione opposta, risalendo verso il Sottile.
Che la natura abbia preso il sopravvento in questi mesi lo si è notato subito, dalla slavina sulla strada, alla porta buttata giu dal vento, costruita infianco alla chiesetta, creata come opera artistica 2 anni fa durante il Richiamo Della Foresta.

Guadagnamo presto quota giungendo in poco tempo a quota 1800/1900 metri, dove incontriamo la neve, fortunatamente tiene ancora bene, superando il bivio per il Larecchio, l’umidità è forte, siamo totalmente immersi nelle nubi e inizia a piovigginare.
In questo momento si faticano a vedere i bollini cai, bisogna intuire dove salire.

Superiamo 2 slavine, molto probabilmente da poco staccate, e il pensiero va subito a tutti quei viandanti e alle avversità che dovevano superare per trovare lavoro, a come resistette così tanti anni quel soldato napoleonico, primo temerario rifugista, tutti quegli inverni!

Senza nemmeno accorgerci sbuchiamo al Colle Valdobbia dopo 3 ore di cammino, la visibilità era così scarsa che non si vedeva nemmeno il rifugio a distanza di 20 metri.
Apriamo e riavviamo il generatore, almeno abbiamo la luce, mangiamo un boccone veloce senza tutta quell’umidità, però il clima non è assolutamente mite.
Ci mettiamo subito all’opera, in un paio d’ore abbiamo finito di fare l’inventario e così verso le 2 del pomeriggio ci riavviamo verso la macchina.

Scegliamo il giro panoramico per il ritorno, la neve si fa molle e un timido sole sta per sbucare. Breve pausa alla piana del Larecchio dove ho scattato questa foto, che ho scelto di pubblicare con la storia, perchè mi ha fatto molto riflettere.
Mi ha fatto pensare a quanto le cose passano veloci e come la natura procede senza di noi, ma mi ha fatto avere anche speranza, nonostante la giornata avversa, uno spiraglio di sole c’è, la primavera sta arrivando, i fiori stanno sbocciando e forse anche noi stiamo riuscendo a liberarci da quest’incubo, quasi irreale!

Resistiamo che l’estate sta per arrivare e questo brutto periodo sta per finire!
Spero di essere riuscito a raggiungervi con questo testo, di avervi coinvolto, so che ci saranno errori, ma non sono uno scrittore ed ho voluto scrivere questo racconto di getto, per tentare di trasmettervi esattamente le emozioni che io ho provato domenica risalendo a quel Colle!

A presto
Il rifugista
Simone❤️

Cominciamo così questo articolo, con le parole scritte da Simone Polenghi, il giovane che da quest’anno gestirà l’Ospizio Sottile al Colle Valdobbia.

Sono parole che subito trasmettono passione per quello che Simone sta facendo e andrà a fare nei prossimi mesi. Decreti permettendo infatti, si avvicina il giorno dell’apertura dell’Ospizio più alto d’Europa (non per vantarci ma anche questo è un primato che la Valsesia detiene 😉 ) così i tanti appassionati delle montagne valsesiane, potranno raggiungerlo e vivere sia un’esperienza unica paesaggisticamente parlando che dal punto di vista dell’enogastronomia ma senza dimenticare il trascorso storico molto importante di questo “rifugio” costruito nel lontano 1822 dal Canonico Sottile.

La storia racconta che il passo Valdobbia era molto frequentato dai Valsesiani che volevano andare o tornare dalla Francia e dalla Svizzera e purtroppo a quei tempi non vi era un riparo adeguato al considerevole numero di persone che da lì passavano e che venivano sorpresi dalle improvvise intemperie, esisteva infatti solo una piccola stalla ed una cappella fatti costruire nel 1787 da Gian Giuseppe Liscotz di Gressoney e il Capitano Giovanni Giuseppe Gianoli di Riva. Si racconta che nel febbraio del 1820 un’improvvisa e forte tormenta colpì una coppia di marito e moglie e purtroppo per la giovane donna non ci fu nulla da fare mentre il marito perse cinque dita di una mano. Venuto a conoscenza di questo triste episodio, il Canonico Sottile si recò in agosto sul colle e qui volle far costruire un Ospizio, per offrire riparo ai viandanti. Nella primavera del 1821 iniziarono i lavori e nella primavera del 1822 furono terminati. Degno di nota è che qui nel 1871, venne inaugurato il primo osservatorio meteorologico del Piemonte oltre che il più alto.

L’apertura 2020 dell’Ospizio è prevista per la metà di Giugno ma ovviamente tutto dipenderà dalle prossime direttive del Governo dovute all’emergenza Coronavirus.

Simone dice che saranno attuate tutte le misure indicate dal protocollo sanitario, per poter permettere agli ospiti di essere accolti nel pieno rispetto della normativa.
Ci ha anticipato che verranno utilizzati piatti, bicchieri, posate mono uso e per quanto concerne la biancheria da letto saranno utilizzati copripiumini sostituiti e igienizzati dopo ogni singolo utilizzo. Viene richiesto a chi desidera pernottare, di portare da casa un sacco lenzuolo ma all’occorrenza il rifugio ne avrà a disposizione.

Saranno implementati all’esterno dell’Ospizio quattro posti tenda, anche se rimane fortemente sconsigliato il campeggio a questa altitudine, visti i repentini cambi di condizioni meteorologiche e le temperature che possono scendere di molto la notte. Il tariffario sarà presto reso noto sul sito ufficiale.

Simone oltre che essere da sempre appassionato della montagna è anche un estimatore della buona cucina e del buon bere ma di quello totalmente naturale ed artigianale. Per questa ragione durante la sua gestione, sarà possibile assaporare piatti della tradizione montanara e molti piatti fatti in casa con prodotti a km 0 e da aziende agricole di montagna. Punto di forza sarà la pasta fatta in casa. L’offerta culinaria si abbinerà felicemente con dell’ottima birra alla spina di un birrificio artigianale o dell’ottimo vino “Naturale” cioè frutto solamente della semplice spremitura dell’uva, senza che nulla venga tolto o aggiunto.

Quest’anno è fortemente consigliata la prenotazione prima di recarsi fin lassù e decidere di usufruire dei servizi dell’Ospizio, per questa ragione contattate Simone tramite:

sito ufficiale: https://www.rifugioospiziosottile.com/

Cellulare:  328 475 4869

e-mail: rifugiosottile@gmail.com

Pagina facebook: https://www.facebook.com/RifugioOspizioSottile/

 

 

 

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