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Valsesia: circa 5000 persone alle Giornate FAI di Primavera a Doccio e Locarno

Le Giornate di Primavera del Fai della Delegazione FAI della Valsesia, le prime dopo il COVID, grazie al capillare lavoro di preparazione sul territorio, tessendo rapporti e cercando di aprirsi a tutte le collaborazioni, sono state un successo, suggellato da circa cinquemila “passaggi” di visitatori. Il rapporto costante con le scuole, mantenuto anche nei due anni di pandemia, ha permesso di poter disporre di un buon numero di studenti volontari, validamente preparati dai loro insegnanti, che hannomostrato come la Valsesia sia ricca di proposte variegate, dall’artigianato di alta classe all’arte, alla fede, ma come, soprattutto, sia aperta all’accoglienza.

Il clima primaverile ed il cielo sereno hanno permesso ai visitatori di compiere l’intero percorso proposto, approfittando di tutte le offerte, opportunamente presentate e segnalate.

Daniela Agliati, segretaria della Delegazione FAI della Valsesia, che ha trascorso le due giornate in una postazione lungo il percorso, è rimasta ancora una volta molto colpita dalla spontaneità con la quale i visitatori ringraziavano il FAI per aver fatto conoscere realtà localiper molti sono sconosciute: “Commovente la persona anziana che si è avvicinata e ha lasciato un’offerta per il FAI ringraziando, con le lacrime agli occhi, perché è stato fatto conoscere il suo piccolo paese”.

Interesse e curiosità hanno suscitato le due realtà artigianali d’eccellenza che aprivano il percorso: Atelier Reggiani e Maison Claire. Elena Reggiani crea, con gli esclusivi tessuti Reggiani, una moda giovane, elegante, dalle linee che modellano armoniosamente il corpo femminile: i suoi abiti accostati alla mostra degli abiti preziosi delle collezioni del Museo Storico Etnografico di Romagnano in cui invece il corpo veniva adattato agli abiti, con busti e crinoline, amplificano il concetto di bellezza attraverso il tempo. Maison Claire – che è stata scelta con altre quattro industrie piemontesi per rappresentare l’Italia all’Expo di Dubai, riscuotendo molti apprezzamenti, meritati per l’eleganza e la qualità dei materiali utilizzati per le esclusive collezioni di biancheria per la casa e per la raffinatezza dei servizi da tavola rifiniti con decorazioni in oro zecchino e personalizzati con le iniziali dei committenti – proponeva un itinerario attraverso i laboratori per vedere come nascono, crescono e si concretizzano i progetti. All’interno della Maison, Giulia Scalvini ha aperto i suoi bauli per mostrare costumi valsesiani e antichi puncetti, tra i quali una splendida tovaglia realizzata con tela tessuta a mano, intarsiata di puncetto.

Doccio, oggi frazione di Quarona, ma un tempo comune, con ben tre chiese ha arricchito il percorso “aprendo” ad un vasto pubblico, capolavori di fede e arte: la chiesa parrocchiale di San Bonomio, con il maestoso altare proveniente dalla Certosa di Pavia, l’Oratorio di Santa Marta, con il quadro della bottega del Cerano, che meriterebbe un restauro, in cui l’esposizione delle sculture di Maria Grazia De Grandi, realizzate anche con il marmo verde di Cilimo e il marmo rosa di Locarno, in forme fluide ed armoniose, richiamano il fluire del tempo di una Comunità laboriosa,e l’oratorio della Madonna del Rosario, che conserva una pala di Fermo Stella ed un altare ligneo tra i più antichi della valle. Doccio ha offerto anche l’apertura straordinaria dell’antico forno edella gipsoteca dello scultore Casimiro Debiaggi senior, illustrata dal curatore dell’allestimento, Franco Cameroni.

Locarno, oggi frazione di Varallo, era raggiungibile percorrendo il sentiero del Gabbio grande, che conduce alle vasche di ripopolamento, alimentate con i “piccoli” schiusi dalle uova nelle vasche del soprastante Incubatoio Ittico, inaugurato nel 1994, dall’allora Presidente dell’Associazione Pescatori Sportivi della Valsesia, Maestro Arturo Pugno, che oggi è il Presidente Onorario,presidiato dagli studenti che hanno mostrato e spiegato l’impianto: “Uno dei più belli ed ecosostenibili del Piemonte”, alimentato con l’acqua di sorgente che viene recuperata e riutilizzata.

Nel centro di Locarno era visitabile la Chiesa Parrocchiale di San Dionigi, con gli antichi affreschi, restaurati nel 1994 dal Professor Ermanno Zamboni, riportando alla luce gli antichi colori deteriorati da infiltrazioni d’acqua, così come quelli della deliziosa cappella di Sant’Anna, ornata dagli affreschi quattrocenteschi della bottega dei Cagnola. Salendo lungo il paese il percorso toccava l’Oratorio della Madonna di Costantinopoli e poi saliva al grandioso Santuario della Madonna Ausiliatrice di Locarno, nato per volontà di Don Giuseppe Delsignore, come sviluppo di una cappelletta edificata nella prima guerra mondiale per propiziare il ritorno dei soldati, la cui storia, affascinante come un romanzo, è stata pubblicata da Silvano Pitto.

Molto apprezzato è stato il consueto volumetto FAI: Valsesia sconosciuta. Percorsi d’arte e di fede, contenente saggi monografici arricchiti da molte immagini a colori.

Il Presidente della Delegazione Fai della Valsesia, Mario Manfredi, e tutti i collaboratori esprimono la loro soddisfazione per la risposta numerosa ed attiva, e ringraziano gli allievi volontari degli Istituti Superiori  G. Ferrari  Mercurino di Borgosesia – Gattinara, D’Adda di Varallo e l’Istituto Tecnico  Agrario G. Bonfantini di Romagnano, preparati dagli insegnanti Samanta Viazzo, Roberto Bianchi, Maria Piccolo, Francesca Vigone, Giacomo Gagliardini, Sara Silva, Massimo Bozzalla, Andrea Polidori, Giuseppe Oliva e i loro Dirigenti Scolastici.

Un grazie viene espresso ai sindaci: Eraldo Botta e Francesco Pietrasanta, dei comuni di Varallo e di Quarona ed alle rispettive amministrazioni comunali. In modo particolare si ringraziano le Associazioni di Doccio e gli Alpini, la Pro Loco di Locarno, i cui volontari tanto si sono prodigati per presentare al meglio il loro territorio e il Presidente dell’Associazione Pescatori Sportivi della Valsesia Savino Re.

Infine un grazie davvero speciale a Don Matteo Borroni, parroco di Doccio e Locarno, che ha aperto al FAI le sue chiese con generosità ed accoglienza.

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