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Valsesia: paesaggi incantati con la prima neve

E’ arrivata come avevano preannunciato praticamente tutti i servizi meteo tv e web e non hanno affatto sbagliato!

Candida e silenziosa nei giorni scorsi la neve ha fatto capolino anche in Valsesia, come in tutto il Nord d’Italia, e si è posata coprendo di bianco le strade, le vie, le piazze, i paesi e le nostre montagne. Certo, è innegabile che porta con sè alcuni disagi ma basta avere un pò di pazienza e di buonsenso che tutto si supera facilmente. La nevicata è stata piuttosto abbondante ed ha subito regalato una bella atmosfera invernale che insieme agli addobbi natalizi, in gran parte già installati, ha fatto dimenticare per un momento il triste periodo che stiamo vivendo legato alla pandemia.

Finalmente un inizio di Dicembre “coi fiocchi” è proprio il caso di dire e speriamo che non si sciolga troppo in fretta, così da permetterci di trascorre le prossime vacanze di Natale, con la giusta atmosfera. Già ci mancano i bellissimi mercatini ma almeno con la neve sarà più facile sentire lo spirito natalizio.

LE NEVICATE DEL PASSATO

Sono state a volte veramente abbondanti in Valsesia, le così dette Big snow, ed hanno causato ahimè valanghe e isolamenti di paesi ed abitanti. Qui sotto potete vedere una piccola gallery di foto del 1974, 1975, 1986 e 2014.

Nel 1973 come riporta la pagina facebook Valmastallone, Rimella (ma non fu l’unico paese in Valsesia) rimase isolata per 8 giorni e gli abitanti furono soccorsi dall’elicottero dei Carabinieri che portò loro medicine, pane, pasta e zucchero. Con piacere condivido in questo articolo la dettagliata  cronaca dell’isolamento e le eccezzionali immagini di Franco Sandri.

LA CRONACA

RIMELLA SOTTO LA NEVE: OTTO GIORNI DI ISOLAMENTO
Cronaca dettagliata dell’isolamento di Rimella dal 19 al 27 dicembre 1973 di don Angelo Fortina “Radio Angelo” e Immagini originali (grazie a Franco Sandri)
S. Natale: festa della luce, della gioia, dell’incontro dei cuori. Nella bellissima chiesa di Rimella il gruppo Radioamatori Equipe Valsesia, d’accordo con il parroco don Angelo, ha preparato la S. Messa della Mezzanotte di Natale celebrata dal Vescovo di Novara.
La popolazione di Rimella aspetta con gioia l’avvenimento, ma veniamo ai fatti:
19 dicembre – mercoledì: il cielo è nuvoloso e nella mattinata incomincia a nevicare: Verso mezzanotte la neve a Rimella raggiunge i 20 cm.
20 dicembre – giovedì: continua a nevicare abbondantemente, nelle ore serali la neve scende con una media di 8 cm per ora. Verso sera cade la linea telefonica, verso le ore 23.00 cade anche la linea elettrica.
La strada è bloccata dall’abbondante nevicata che raggiunge i cm 80. Il parroco segnala via radio alle ore 24.00: “ Rimella è isolata, siamo senza luce, senza telefono e la strada è bloccata”.
21 dicembre – venerdì: continua a nevicare, la neve raggiunge il metro nella frazione centrale Chiesa, mentre invece via radio si viene a sapere dall’emittente situata alla frazione San Gottardo che là la neve ha superato i cm. 150. II parroco continua a trasmettere via radio la situazione di isolamento in cui Rimella si trova; gli viene risposto dai radioamatori dell’Equipe Valsesia che seguono gli avvenimenti, che le autorità sono state avvisate e che nella giornata di sabato dovrebbero arrivare le turbofrese.
22 dicembre – sabato: non nevica, appare il sole, le valanghe fanno sentire in modo prepotente i loro boati. Vero le ore 9 si sente in lontananza il rombo della turbofresa che sta aprendo un varco tra la neve sulla strada per Rimella. Alle ore 13 la turbofresa arriva in piazza a Rimella.
«Radio Angelo» trasmette: “in questo momento Rimella non è più isolata, siamo ancora senza luce e senza telefono. È è arrivato il pane”.
In Rimella tutta la gente sta spalando neve per poter fare dei sentieri simili a trincee che scorrono per il paese. Nel pomeriggio arriva diversa gente a Rimella: turisti, parenti, tredici scouts da Gattinara, guidati da Franco Sandri, che prendono alloggio in casa parrocchiale. Alcuni turisti, vista la situazione precaria del paese se ne tornano a valle.
23 dicembre – domenica: nella mattinata riprende a nevicare. Il parroco e la popolazione incominciano a pensare che quest’anno faranno un Natale molto brutto, forse saranno isolati. Alla sera la strada non è più percorribile neppure a piedi, la neve sulla strada arriva al ginocchio. «Radio Angelo» trasmette: “Siamo nuovamente isolati, siamo sempre senza luce, senza telefono; ormai siamo a corto di scorte di viveri”.
24 dicembre – lunedì: vigilia di Natale. Continua a nevicare abbondantemente. La neve ha superato al Centro di Rimella i cm. 150, mentre l’emittente di S. Gottardo dice: — La neve ha raggiunto nella mia frazione i cm. 200.
L’emittente di Villa Superiore dice: “anche da me la neve ha raggiunto i cm. 200”.
Rimella è completamente isolata. Gli scout aiutano la popolazione a spalar neve, si cerca di lottare contro il tempo per tener sgombero il sentiero (trincea) che conduce alla Chiesa.
Scende la notte: “Notte Santa di Natale”. Tutto è buio. La neve scende abbondantemente. Verso sera si viene a sapere che diversa gente ha cercato, da Varallo, di raggiungere Rimella a piedi ma non ce l’hanno fatta. Solo due militari in licenza ci sono riusciti, lasciando però la propria macchina sepolta sotto una valanga.
Arriva la mezzanotte: la Chiesa di Rimella è buia, alcune candele cercano di illuminare l’altare. La Chiesa è pronta per la grandiosa celebrazione della Messa di Mezzanotte per la popolazione di Rimella con tutti i Radioamatori dell’Alta Italia attorno al Vescovo di Novara: invece Rimella è isolata. Alcuni giovani arrivano in Chiesa, vengono dalle frazioni vicine, hanno camminato per più di un’ora nella neve altra due metri per poter venire alla S. Messa di Mezzanotte. Il parroco li conta: sono 50 giovani forti e coraggiosi. Nella Chiesa, fredda e buia, incomincia la Santa Messa di Mezzanotte, mentre i due gemelli Riolo con le fisarmoniche accompagnano i canti pastorali.
Gesù torna a rinascere in montagna, come 2.000 anni fa: al buio e al freddo tra due metri di neve nei cuori della popolazione di Rimella.
Terminata la S. Messa tutta la gioventù si raduna nella Casa parrocchiale, dove ci si scalda con qualche bicchiere di spumante e qualche fetta di panettone. Poi, in silenzio, tutti si raccolgono alla trasmittente del parroco. Si sentono tanti Radioamatori che si scambiano gli auguri di Buon Natale.
Don Angelo (in frequenza “Radio Angelo”) prende in mano i maik: “…CQ…CQ dall’Angelo “ Risponde Rivoli: “Attento Angelo, qui è Rivoli che ti ascolta, e con me ti stanno ascoltando tutti gli amici dell’Équipe Valsesia”.Roger, qui è l’Angelo che riprende: 73-51. A te ed a tutta l’Equipe Buon Natale almeno per voi. A Rimella abbiamo incominciato un Natale molto triste. La neve sta raggiungendo i mt. 2, mentre a S. Gottardo ci sono mt. 3 di neve. Siamo isolati, senza luce, senza pane, senza zucchero. I medicinali scarseggiano ed il telefono non funziona. La mia radio sta lanciando gli ultimi sussulti poiché è quasi scarica di batteria. Così abbiamo incominciato il S. Natale 1973. Ci sono con me 15 persone che dovrebbero scendere a valle ma sono bloccati. Impossibile tentare di scendere a piedi poiché continuano a cadere le valanghe. Passo! “.
“Attento Angelo, qui è Rivoli che riprende. Molti Radioamatori nella serata hanno tentato di salire a Rimella ma hanno dovuto fare retromarcia causa valanghe. Avendo sentito le vostre necessità stiamo provvedendo per inviarvi un elicottero di soccorso”.
25 dicembre – giorno di Natale: ore 8.15: Inizia la S. Messa dell’Aurora; ci sono in Chiesa solo due persone (la mamma del parroco ed un chierichetto). È triste nel giorno di Natale celebrare la S. Messa con solo due persone. D’altronde è da incoscienti uscire dalle proprie case con la neve che supera i 2 metri e che continua a scendere fitta.
Il giorno di Natale passa così nel silenzio più assoluto, disturbato ogni tanto da qualche boato di valanga. Scende la notte; alle ore 18 l’emittente di S. Gottardo dice: “la neve ha superato i cm. 300. Le scorte dei viveri stanno esaurendosi. Siamo senza pane e senza zucchero”.
Ore 24: L’Angelo accende la trasmittente; un Rimellese ha portato la batteria della propria auto per alimentare la radio. «CQ…CQ… dell’Angelo». « Roger Angelo, sono Rivoli nel CTH Colombo, tutta l’Équipe Valsesia ti sta ascoltando, vieni avanti! ».
« Roger! Qui è l’Angelo che riprende; purtroppo faccio fatica a copiarti perché in molti stanno querremmando il canale 1. E si vede che non sanno che il canale è riservato al soccorso alpino.
Attento Rivoli che a Rimella stiamo andando in situazioni molto grige: manca completamente pane, zucchero, medicinali e materiale di illuminazione ». «O.K. è Rivoli che riprende: Attento Angelo che domani alle ore 11 arriverà da te l’elicottero dei Carabinieri con tutto il necessario e con un gruppo elettrogeno. Devi fare battere la neve che c’è sulla piazza in modo che l’elicottero possa atterrare».
« O.K. ricevuto dall’Angelo ». Gli scouts si offrono per battere la pista per l’elicottero.
26 dicembre – mercoledì: ore 9: Il cielo è sereno, non nevica più finalmente. L’Angelo riceve via etere gli ultimi avvisi per preparare la pista d’atterraggio per l’elicottero.
ore 10.30: L’elicottero è partito da Varallo. ore 10,45: Sopra Rimella si sente il rombo dell’elicottero che fa un giro d’ispezione; vede i segnali di atterraggio (cenere sparsa in giri concentrici sulla neve con delle bandierine rosse) poi atterra.
Scendono dall’elicottero il Tenente Martini, due radioamatori: Rivoli e Colombo. il maestro di Rimella: G. Michelone. Con kg. 100 di pane. kg. 100 di zucchero, kg. 20 di pasta, uno scatolone di medicinali e un gruppo elettrogeno.
Poi l’elicottero si alza da Rimella e va a portare altri rifornimenti a Carcoforo (anche lei isolata). A Rimella finalmente si può mangiare un pezzo di pane.
27 dicembre – giovedì: Si sente in lontananza il rumore della turbofresa. ore 11,30: Rimella non è più isolata.
Ore 20,30: arriva finalmente la corrente elettrica ed il telefono. Deo gratias: l’isolamento di Rimella durato otto giorni è finalmente terminato.
Grazie all’intervento dei Radioamatori dell’Equipe Valsesia.
Grazie ai Carabinieri di Varallo e del Centro Elicotteri di Torino. Grazie al lavoro di spalatura neve fatto dagli Scout di Gattinara. Grazie al dott. Livio Parvis di Borgosesia per i medicinali. Grazie al panettiere Giacobino che in un giorno di neve, con trenta chili di pane sulle spalle, ha sfidato le valanghe per venire a Rimella.
«RADIO ANGELO»
Articolo di gennaio 1974

LA FOTO VALSESIANA PIU’ CONDIVISA SUL WEB

Dopo questo spaccato di storia Valsesiana, che ben fa comprendere le difficoltà di chi vive in questi luoghi di montagna quando le condizioni meteoroligiche si fanno critiche, (vedi anche l’alluvione di Ottobre 2020 qui l’articolo dedicato) eccovi una foto di questi giorni che sta facendo il giro del web. Arriva dalla pagina facebook “Destinazione Carcoforo” che Erika da anni tiene attiva, con molto amore e dedizione per il suo “paesello” (come viene chiamato sul web). Carcoforo infatti è un piccolo Comune in Val Sermenza, che conta meno di 80 abitanti.

Carcoforo. Cornelia ph. Patrizia Bertolini

La foto in questione vede ritratta la Signora Cornelia, una donna Carcofina di 83 anni, che non si è certo fatta intimorire dalla neve caduta nei giorni scorsi anzi, armata di pala si è messa a spalare per aprire un varco dalla sua abitazione fino alla strada principale. Certo per lei non è di sicuro la nevicata più abbondante mai vista in vita sua! Cornelia sa bene, quanto sia necessario rimboccarsi le maniche e lavorare senza aspettarsi troppo dagli altri, quando si vive in paesi di montagna. Che dire?? Brava Sig.ra Cornelia!! Un esempio per tanti!

Le foto della nevicata del 4/5 dicembre 2020. 

Grazie ai Social è facile ed immediato ai giorni nostri, condividere le foto ed i video che facciamo con il cellulare. Instagram e Facebook vengono immediatamente sommersi da belle immagini che non passano certo inosservate e che possono essere viste da tutt’altra parte del mondo anche in tempo reale.

Ho quindi selezionato alcune foto tratte dai social per condividerle con voi in questo articolo.

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