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Varallo 30 Ottobre: presentazione libro di Giorgio Macchiorlatti “Io… e il Pascià. Il varallese a fianco del principe”

Sabato 30 ottobre alle ore 11, nell’ampia sala conferenze della Biblioteca, sarà presentato il libro autobiografico: “Io…e il Pascià” di Giorgio Macchiorlatti.

 

Il termine “pascià” indica il titolo onorifico, posposto al nome proprio, attribuito ai
figli maggiori del sultano e ai funzionari ottomani di grado elevato (ministri, alti gradi militari), ma nel linguaggio comune evoca ricchezza ed agiatezza.

Giorgio ha raccontato un’esperienza lavorativa davvero unica: per oltre trent’anni è stato al servizio di un autentico Pascià in Costa Azzurra. Questo nababbo di origine turca, il Pasha Hilamy Hussein, imparentato con la famiglia reale d’Egitto, cognato del re Farouk, nato nel 1908 e morto nel 1992, scelse di vivere in un luogo di luce e di mare, in una sontuosa villa all’italiana, costruita dall’artista pittore americano Ralph Curtis, arricchita da collezioni di arte e da arredi preziosi. Giorgio era il cameriere personale del Pascià, quindi la persona a lui più vicina, ne condivise vita e frequentazioni di altissimo livello, lo seguì nei numerosi viaggi, apprezzandone la signorilità che: “Faceva apparire tutto normale”.

Furono anni intensi: Giorgio veleggiò sul leggendario panfilo, visitando i luoghi più affascinanti. La favola si concluse in maniera un po’ amara: alla sua morte, tutti i beni del Pascià furono venduti all’asta e Giorgio rimase il malinconico custode della fine di un mito, riprendendo poi a vivere in una quotidianità costellata di piccole soddisfazioni, che però riempiono la vita, come il poter finalmente dedicarsi alla sua grande passione: il ciclismo.

Quegli anni dal sapore di favola si dipanano tra le pagine del libro, illustrato da moltissime fotografie a colori, dedicato ad Annalisa, Elena e Giulia, le donne della sua vita, in un volume che reca la prefazione dell’amico giornalista e scrittore Marco Valle, il quale ne ha anche curato l’edizione.

In biblioteca a Varallo Elena, figlia di Giorgio, nel 2015, aveva presentato la sua esperienza di “miracolata”, a detta dei medici che attraverso cure mirate le avevano salvato la vita, curando la grave forma di cancro che l’aveva aggredita, e già in quell’occasione era emersa l’importanza della sua famiglia e della figura del padre in particolare, che le era stato accanto anche nei momenti più difficili, quindi le due presentazioni idealmente chiudono un cerchio di affetti.

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