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Varallo: ancora pochi giorni per visitare la mostra “Ucraina e Russia”

Martedì 29 marzo si concluderà la mostra bibliografica: “Ucraina e Russia. Un viaggio attraverso la storia e la letteratura per costruire la pace”, allestita in Biblioteca a Varallo.

L’intento di questa mostra era quello di mettere al centro l’obiettivo comune della pace, utilizzando i libri come messaggeri. In quella
tormentata zona d’Europa la storia si è modellata attraverso i secoli, creando un sostrato comune, che oggi si tenta di disgregare con
la forza delle armi.

L’arte, la musica, il teatro, la letteratura, la poesia, persino la cucina, presentano caratteristiche che accomunano lo spirito dei popoli.
L’arte dell’icona fece la sua comparsa in Russia con il cristianesimo, nel 988. Le prime icone furono portate da Bisanzio, città che all’epoca ebbe una forte influenza culturale e politica sul territorio russo, a Kiev. In una grande bacheca di cristallo sono esposte alcune tavole di disegnatori russi dell’Ottocento, che fanno parte di una preziosa edizione in formato atlantico, che fu donata da Cino Moscatelli al padre del Dottor Mario Remogna.



Il Futurismo russo è stato rappresentato attraverso Malevic, Marc Chagall ha lasciato dipinti colmi del folklore della vita popolare russa, della sua infanzia e della religione ebraica. Tolstoj, Dostoevskij, Cechov, Turghenev, Puskin: a ciascuno di loro viene dedicato uno spazio espositivo, ma non mancarono eminenti scrittori ucraini che scrissero anche in russo, il maggiore fra i classici fu sicuramente Gogol”.

Ai bambini sono dedicate le celebri Fiabe Russe di Afanasjev e di Puškin: il personaggio della Babajaga è diventato patrimonio comune dell’infanzia, così come la luna di Kiev, raccontata in versi da Gianni Rodari: “Viaggiando quassù / faccio lume a tutti quanti, / dall’India al Perù, / dal Tevere al Mar Morto, / e i miei raggi viaggiano / senza passaporto”.

“Conoscersi è il primo passo per rispettarsi” ha scritto un visitatore nel Quaderno delle firme, un altro aggiunge: “I libri liberano la mente dai confini”: la comunicazione più autentica non è un mondo di risposte, ma un mondo di domande sempre rinnovate, un’ideale antologia russo-ucraina sarebbe un contributo per la cultura europea, individuando i comuni valori. Per venire incontro allo smarrimento e alla desolazione di chi ha dovuto partire abbandonando ogni cosa, anche un piccolo libro
bilingue, ucraino/italiano, potrebbe ridare un sorriso ai bambini: come biblioteca li stiamo cercando e un volontario sta traducendo una favola inglese/ucraino in italiano, per raccontare la pace.

In questo momento le parole di Norberto Bobbio: “Siamo come viandanti in un labirinto. Agiamo come se ci fosse una via d’uscita,
Ma non sappiamo ancora dov’è”, sono un forte invito a cercarla, senza abbandonare la Speranza.

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