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Varallo dal 15 al 29 marzo: mostra bibliografica su Ucraina e Russia

Da martedì 15 a martedì 29 marzo in Biblioteca a Varallo è stata allestita una mostra bibliografica: “Ucraina e Russia. Un viaggio attraverso la storia e la letteratura per costruire la pace”, visitabile su richiesta, o negli orari di apertura al pubblico della Biblioteca.

La celebre Colomba di Pablo Picasso è l’emblema di quella pace auspicata: le due bandiere, ucraina e russa, garriscono al vento,
libere come vorrebbero esserlo i popoli. La pace è il presupposto fondamentale per una civile convivenza: la nostra Costituzione all’articolo 11 recita: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

La prima vetrina ospita libri di pace e libri sulla pace.

Conoscere la storia, e saperla leggere, dovrebbe garantire dal ricadere in vecchie trappole, purtroppo non è così: in mostra sono esposte alcune storie della Russia, dell’URSS e della Russia attuale, e monografie dedicate ai personaggi che ne hanno segnato i destini.

Dopo la costituzione della Comunità di stati indipendenti (21 dicembre 1991), gli impegni più urgenti furono, da un lato, quello di instaurare un’economia di mercato, dall’altro quello di arginare le tendenze indipendentiste delle diverse entità nazionali presenti in Russia. Il 24 agosto 1991 l’Ucraina proclamò l’indipendenza, passando da “membro della famiglia delle nazioni sovietiche” a stato sovrano ed iniziando un lungo, e non privo di intoppi, cammino verso la democrazia.
Non mancarono eminenti scrittori ucraini che scrissero anche in russo. Il maggiore fra questi fu sicuramente Gogol’. La prima parte della produzione di Gogol’ è chiamata ciclo ucraino ed è un notevole tributo alla terra in cui era nato. Tutti i racconti di questo ciclo sono ambientati in Ucraina e prendono spunto dal folklore delle campagne ucraine. Tolstoj, Dostoevskij, Cechov, Turghenev, Puskin, ma anche Mussorgsky, compositore russo del periodo romantico: a ciascuno di loro viene dedicato uno spazio espositivo, così come alle celebri Fiabe Russe di Afanasjev e di Puškin.



L’arte dell’icona fece la sua comparsa in Russia con il cristianesimo, nel 988. Le prime icone furono portate da Bisanzio, città che all’epoca ebbe una forte influenza culturale e politica sul territorio russo, a Kiev. L’imperatore Jaroslavl Il Saggio fece venire artisti bizantini per formare i suoi sudditi sulle tecniche di pittura delle icone, dell’affresco e del mosaico. Nel giro di poco tempo andò creandosi una vera e propria scuola delle icone, che raggiunse il massimo splendore nel XV secolo.

Oltre ad alcuni splendidi volumi di icone ne è stata esposta una realizzata da Silvano Ghelma, poiché nel 2009 la Biblioteca partecipò alla Mostra di icone in stile bizantino, realizzate dagli artisti Silvano Ghelma e Eugenio Ferrari, che fu esposta al Sacro Monte di Varallo, nella Cappella del Santo Sepolcro.

In una grande bacheca di cristallo sono esposte alcune tavole di disegnatori russi dell’Ottocento, che fanno parte di una preziosa edizione in formato atlantico, che fu donata da Cino Moscatelli al padre del Dottor Mario Remogna.

Il Futurismo russo non fu caratterizzato dal bellicismo di quello italiano, ma molti artisti, tra i quali Malevic, ne accolsero i principi nelle loro opere. Marc Chagall ha lasciato dipinti colmi del folklore della vita popolare russa, della sua infanzia e della religione ebraica. La sua vita fu ricca di successi ma anche di profondo dolore. Eppure, nonostante questa componente particolarmente forte, la pittura di Chagall è un’ode alla delicatezza della felicità quotidiana, la cui magia è esaltata dai colori vivaci e pieni, da ambientazioni fiabesche.


La cucina russa
è legata ai modi di vita e alla storia del popolo russo, ha subito le influenze delle varie culture presenti nel vasto territorio del Paese e ha inglobato in sé molte pietanze proprie di altre nazionalità. La cucina ucraina si riconosce in modo particolare per la grande varietà di sapori e la diversità di ingredienti utilizzati. Alcuni libri propongono ricette tradizionali.

La Biblioteca è consapevole della gravità di questo momento e partecipa alle sofferenze del popolo ucraino. Varallo ha accolto famiglie di esuli, i bambini sono stati inseriti a scuola: stiamo cercando di procurarci libri per bambini in ucraino/italiano per favorire l’integrazione.

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