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Varallo fino al 12 marzo: mostra bibliografica dedicata alle Donne

In occasione della Giornata Internazionale della Donna la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo ha allestito nel portico del cortile d’Onore una mostra bibliografica, che sarà visitabile fino al 12 marzo, negli orari di apertura della Biblioteca.

Giovedì 3 marzo hanno visitato la mostra gli studenti dell’Istituto Superiore D’Adda, che aderiscono al Progetto: “Alla scoperta di Varallo”, accompagnati dai professori Sara Silva e Giacomo Gagliardini.

Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano” scrive Daria Bignardi nella prefazione al libro omonimo di Bollmann – appartenuto ad Aldamaria Varvello, che fu direttore del Corriere Valsesiano – che racconta la storia della lettura femminile dal Medioevo al XXI secolo. Il tema della lettrice ha affascinato gli artisti di tutte le epoche. Sono stati tuttavia necessari molti secoli perché alle donne venisse permesso di leggere ciò che volevano.

Tra i libri della biblioteca che parlano di donne, ne abbiamo scelti alcuni per costruire dei percorsi al femminile.

La mostra è un arcipelago disseminato di isole alle quali avvicinarsi, approdare o da circumnavigare: si parte dai diritti delle donne e dalla vita quotidiana delle donne nelle varie epoche storiche, con un approfondimento sulle donne “famose”. Dal talento femminile nei vari campi: dal design, alla musica, alla letteratura, alla pittura, si passa alle donne nella seconda guerra mondiale: donne partigiane ma anche donne “nere”, ausuliarie nella RSI. Femministe e donne che si sono distinte nello sport, donne operaie e contadine, “tacafili” o “mundaris”, donne scienziate come Madame Curie, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, ma anche donne di mafia, o donne pericolose e “cattive”, perché come scrive Ute Ehrhardt: “Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive dappertutto”.

Un grande spazio purtroppo racconta di donne senza diritti, calpestate, umiliate, vessate, che però sono riuscite a riemergere e a raccontare.
L’ironia è una delle armi delle donne: per fortuna sanno ridere, anche di se stesse, ed ecco le donne nei fumetti, o nei libri di costume come: “Mamme, manager, mogli e amanti. Come fanno a fare tutto?”.

Come ultima tappa della mostra ci sono le donne valsesiane: “Donne di montagna, donne in montagna”, ma anche le “Storie di donne speciali”, di Luisa Lana, attuale direttore del Corriere Valsesiano. Donne singolari come ognuna di quelle che ogni giorno scrive una pagina di vita: la sua.

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