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Varallo: presentato il volume “Sandigliano: Da Sarajevo alla Cyberwar. Appunti per una storia contemporanea”

Al Centro Congressi di Palazzo D’Adda di Varallo, il Generale B.A. dott. Antonio Daniele, ha presentato il nuovo libro di Tomaso Vialardi di Sandigliano: Da Sarajevo alla Cyberwar. Appunti per una storia contemporanea, edito dall’Istituto in collaborazione con Istituto del Nastro Azzurro e Società Italiana di Storia Militare, con introduzione del prof. Virgilio Ilari.

Enrico Pagano, Direttore Istituto Storico, ha spiegato che questa è la prima collaborazione editoriale con l’Associazione di Storia Militare, di cui è Presidente il Professor Virgilio Ilari, che donò al Comune di Varallo la sua ricca Biblioteca specialistica, ora depositata presso l’Istituto Storico. Grazie al Presidente Onorario dell’Istituto, Enzo Barbano, si è creato il contatto con Tomaso Vialardi e si è giunti alla pubblicazione: “Questo libro, nella storia dell’Istituto allarga la visione alla storia contemporanea, rappresenta un momento di coraggio, di responsabilità, perché si tratta di storia in fieri, ancora non sedimentata, oggetto di discussione”.

Il generale Daniele dal 2007 è il Direttore della rivista Il nastro azzurro, cui collabora Vialardi, con articoli talmente importanti e significativi che si è pensato di raccoglierli in un volume, composto da ventiquattro articoli scelti tra quelli pubblicati, proposti in una sequenza caratterizzata da continuità tematica e cronologica. Daniele, dopo aver osservato che si tratta di articoli non solo per specialisti, ma che offrono una lettura coinvolgente, che arricchisce, facile, agevole, veloce, ha passato in rassegna ogni saggio di commento ad eventi visti dal punto di vista dell’intelligence, soffermandosi anche sulla copertina, che ha il pregio di sintetizzare i contenuti del volume, racchiudendo l’ampiezza degli argomenti trattati.

Lo stile di scrittura in questo libro è fondamentale: dardeggiante potremmo definirlo, sciabolate di luce che per un attimo infrangono orizzonti plumbei, cortine dalle quali nulla sembrerebbe poter filtrare. Sette articoli raccontano situazioni e personaggi sulla Seconda Guerra Mondiale, tre il mondo uscito dal conflitto, sette i retroscena, lo Stato Islamico, la Jihad, guerra santa, declinata attraverso i fatti accaduti, in una visione di sintesi, che non si disperde nei rivoli della cronaca. Due articoli parlano di Europa dell’Est e dell’Ovest, con sullo sfondo la Russia come battitore libero e antagonista. Gli ultimi cinque articoli sono una finestra sul futuro con l’impatto informatico sul mondo dell’informazione: “Ci informano su cosa sta accadendo: sono articoli meravigliosi, lo stile narrativo è secco, stringato, in poche parole l’autore tratteggia situazioni ed eventi, rivelando approfondite capacità di sintesi e di analisi. Una vastissima cultura di base emerge nella capacità di gestire le informazioni e di presentarle in modo consequenziale e stringato”.

Figure, a volte sconosciute al grande pubblico, che sembrano secondarie, assurgono al primo piano proprio grazie al modo in cui l’Autore le descrive. Eventi conosciuti, perché magari letti sui giornali, o studiati a scuola, sono raccontati in modo tale da ampliare le capacità di giudizio, senza fermarsi al livello di presentazione dei fatti, ma chiedendosi il perché si siano verificati e quali fossero i retroscena. Nell’ultima parte del libro si entra nel futuro, con cenni all’intelligenza artificiale, alla Cyber War. Non servono più spie che vivono pericolosamente e spesso vengono uccise: oggi si raccolgono informazioni con i mezzi tecnologici. Questo libro rivela le grandi capacità di sintesi storiografica dell’Autore, che traccia un quadro d’insieme in cui si inseriscono i personaggi. La lettura è utile anche per gli specialisti, che hanno modo di allargare il campo visivo rispetto al loro ristretto campo d’analisi: “E’ un libro utile e piacevole”.

Tomaso Vialardi di Sandigliano è intervenuto complimentandosi con il Direttore dell’Istituto che ha saputo: “Fare il salto, passare dalla storia del piccolo orto a quella maggiore, superando virtualmente gli stretti confini delle periferie in cui l’Istituto agisce per competenza territoriale e iniziando a dialogare in maniera più incisiva con la comunità degli studiosi a livello nazionale”.

Pagano ha sottolineato che l’Istituto segue una linea di polifonia culturale, cercando di produrre cultura. Vialardi, anglosassone di formazione, cultore di storia militare particolarmente dedicata agli assetti geopolitici dell’intelligence e del terrorismo globale, è autore di libri e saggi interdisciplinari pubblicati in vari volumi e riviste internazionali di approfondimento con cui collabora: “Non considero la storia un fatto legato ad una nazione: sono un apolide della storia, che, i fatti l’hanno ampiamente dimostrato, non è maestra di vita: spesso si ripetono gli stessi errori. L’unica speranza è nell’uomo. Si è passati da una contrapposizione est-ovest allo scenario dell’estremo oriente, il convitato di pietra oggi è la Cina, che possiede la capacità di sviluppare tecnologia, intelligenze artificiali, mentre gli
Stati Uniti hanno anche il potere economico. La Russia invece ha fatto un’altra scelta, creando la più grande brigata di hackers, pirati informatici”.

Al termine di tutti gli interventi è stato ringraziato il personale dell’Istituto: Raffaella
Franzosi e Marilena Orso Manzonetta, per l’apporto professionale, e Miriam Giubertoni, che ha collaborato editorialmente.

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