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Varallo: sabato 7 dicembre duplice presentazione libraria in biblioteca

La Biblioteca Civica , che inaugurerà il “Natale in Biblioteca” venerdì 6 dicembre, con i bambini della Scuola d’Infanzia e dell’Istituto Comprensivo di Varallo, gli studenti della Scuola Media, dell’istituto Alberghiero “G. Pastore” e del Liceo Artistico di Varallo, con l’apertura della XXV Edizione di “Libri in Libertà”, sabato 7 dicembre presenterà due nuovi libri “valsesiani”.

Alle 11, in Sala Conferenze sarà presentato: “Il puncetto circolare” di Anna Axerio, Maestra puncettaia, che vive in Spagna, a Gijòn, ma ha nel cuore la Valsesia, la quale – proseguendo l’opera della Maestra Angela Petterino Camaschella, scomparsa tragicamente sotto la frana che investì il Levante, autrice di: Manuale del puncetto valsesiano, Puncetto – Schemi – Disegni – Illustrazioni – negli anni ha pubblicato: Manuale di Base, Le Stelle, Le puntine, Gli angoli.

Anna Axerio nel 2018 ha donato alla Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo un prezioso e unico campionario costituito da oltre novecento disegni di puncetto, ognuno dei quali accompagnato dal rispettivo campione in filo, custodito in dodici raccoglitori suddivisi secondo le categorie: angoli, circolare, puntine, stelle miste, stelle verticali, stelle diagonali (Per ogni tipologia si parte dalla base, dai moduli più semplici, che vengono sviluppati fino a raggiungere le elaborazioni più vertiginose) – cui si aggiunge un tredicesimo raccoglitore contenente le riproduzioni in fotocopia di tutti i centrini realizzati in vent’anni di lavoro – testimonianza unica della varietà del Puncetto Valsesiano tra il secolo XX e il XXI, permettendo di allestire durante il periodo dell’Alpàa, nel portico del Cortile d’Onore della Biblioteca, un’originale mostra, oggi trasformata in chiave natalizia nel nuovo allestimento, collegato al Natale in Biblioteca.

Questo nuovo manuale di puncetto, edito dal Centro Libri Punto d’Incontro, mantiene le caratteristiche dei precedenti, come scrive nella presentazione Anna Axerio: “Il mio primo centro di puncetto fu rotondo”, ma avverte che per affrontare la lavorazione circolare occorre già avere una buona dimistichezza con il puncetto, per saper risolvere le difficoltà che si possono incontrare nell’esecuzione.

Alle ore 15, sempre in Sala Conferenze sarà presentato il volume: “Cornelia Ferraris (1909 – 1983). La vita e le opere di un’artista senza confini a Rimella e nel mondo”, fortemente voluto dal Centro Studi Walser di Rimella per conoscere l’attività artistica di una donna che negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso aveva assiduamente frequentato Rimella lasciando in numerosi disegni e in un inedito manoscritto testimonianze delle tradizioni, degli usi, dei costumi e della gente di quel paese. Si tratta di un’opera nuova e completa che si suddivide in due parti: la prima, curata da Ornella Maglione, che documenta in modo esaustivo la vita e l’arte di Cornelia Ferraris, mentre la seconda contiene la trascrizione integrale de: “La mia Rimella” una raccolta di memorie, redatta da Cornelia negli ultimi anni di vita. Paola Borla, responsabile dello Sportello Linguistico, ha curato la trascrizione di questo significativo documento etnografico, corredandola di note. Il volume è riccamente illustrato con opere che attraversano tutta la produzione artistica della Ferraris.

Sabato 3 agosto, nel Municipio di Rimella, era stata presentata la mostra permanente delle opere della pittrice morta a Torino nel 1983, che trascorse lunghi periodi nel paese Walser, interiorizzandone lo spirito e l’anima, soprattutto dell’universo femminile, quell’”anello forte” della Valle, che si esprimeva poco con le parole, ma molto con i gesti e gli sguardi. L’architetto Ornella Maglione, che aveva progettato la disposizione dei quadri, spiegò che: “Le centoquaranta opere sono state disposte in modo tematico: ritratti, paesaggi, nature morte e le vetrate sono state schermate con una speciale pellicola trasparente che filtra i raggi UV, non facendo deteriorare il pigmento pittorico”.

Cornelia Ferraris nacque a Casalino (NO) il 28 aprile 1909. Visse a Biella dove fu allieva di Gino Piccioni e successivamente si trasferì a Torino diplomandosi all’Accademia Albertina nel 1937. Ebbe come maestri Marcello Boglione per l’incisione e Cesare Maggi per la pittura. Espose alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (1940;1942), alla Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma (1943; 1951-1952), a Torino, a Milano, ad Asti e a Parigi. Negli anni Cinquanta e Sessanta compì numerosi viaggi all’estero, dapprima in Europa (Bosnia, Macedonia, Montenegro, Russia) e poi in Africa, nei Paesi Arabi, in Oriente e in Estremo Oriente, affascinata dalla gente, dalla cultura e dalle arti arabe e orientali: un mondo nuovo, enigmatico e misterioso che diventò per lei fonte di ispirazione. Cornelia volle essere ricordata come incisore e scultore, ma la critica la cita soprattutto come acquafortista.

In Biblioteca a Varallo sono presenti quadri e incisioni donati da Mario Remogna, Presidente del Centro Studi Walser di Rimella, che in occasione della presentazione del volume saranno esposte nella vetrina della Biblioteca, come omaggio a quest’artista schiva e riservata.

Piera Mazzone
Direttore Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo


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