“Dice la Mamma”, ultimo appuntamento della stagione 2025/26 di Incanti Scenici a Varallo
Madre
Il sanscrito matra, come anche il greco meter, significa sia ‘madre’ che ‘misura’… Molti vocaboli oggi presentano questa radice: metrica, mestruazione, marchio, geometria… Le donne hanno effettuato misurazioni spaziali e temporali per così tanto tempo in passato che gli uomini un tempo pensavano che fossero in grado di partorire proprio per le loro superiori abilità nel calcolo. (da Hindu Myths, nell’Enciclopedia femminile dei miti e dei segreti di Weny O’Flaherty, 1983)
Per ogni parola composta contenente ‘madre’ che denoti amore, rispetto o riverenza ne corrisponde una d’odio, paura o disrispetto. Un esempio è ‘Madre Natura’: sia buona che cattiva, un potere che protegge ma anche che manipola: la madre, allora – come la natura, che manda tempeste e locuste così come sole e fragole – è percepita come capricciosa, in certi casi volutamente malevola.
Ci sono pochi testi teatrali, nella storia, in cui si vedono delle donne parlare tra loro.
Dice la mamma si ispira ad una piece dell’autrice inglese Charlotte Keatley, la cui opera non è mai stata tradotta in Italia.
La scrittrice anglosassone disse in proposito che “scrivere uno spettacolo di sole donne è drammatizzare il modo in cui le donne usano il linguaggio, e quindi come si costruiscono la loro visione del mondo”.
Dalla nascita del teatro occidentale (V secolo a.C.) i testi teatrali sono stati scritti soprattutto da e per gli uomini e, nonostante a partire dagli anni sessanta sia cominciata una produzione sostanziale di autrici donne, il teatro rimane una forma artistica dove il maschio è visto come universale e la femmina come aberrazione dalla norma: “Non leggiamo Amleto come un testo per giovanotti un po’ nevrotici, ma come una metafora di tutti gli umani! Abbiamo bisogno di più testi scritti da donne, affinché anche le protagoniste femminili diventino rappresentative dell’intera umanità” – dice sempre la Keatley.
Dice la mamma: addentriamoci in questo mondo al femminile dove gli uomini non sono presenti sul palco ma dove le protagoniste vivono con degli uomini. Le loro aspettative e le loro scelte sono tutte azioni e reazioni dovute agli uomini che le circondano.
E le donne sanno essere molto più dure nei giudizi fra loro.
Dove: una qualsiasi città d’Italia o d’Europa.
Quando: durante il secolo passato, il ‘900, in modo caleidoscopico, non consecutivo. La musica scandisce (non sempre e non per forza) i passaggi temporali.
Chi: quattro donne, quattro generazioni a confronto, attraverso le quali esplorare i conflitti interni alla famiglia e alla società, l’una madre e/o figlia dell’altra: un legame potente e drammatico, fatto di amore e gelosia.
C’è poi un mondo senza tempo e senza spazio in cui la narrazione è sospesa e le quattro protagoniste sono tutte bambine che giocano insieme: non sono infantili, piuttosto è la visione del ‘nucleo’ di ognuno di noi, inibito dal tempo mentre cresciamo.
Dice la mamma è l’ultimo appuntamento della stagione teatrale Incanti scenici 2025/26 ed è interamente (per stare in tema) “partorito” dall’associazione culturale Fiorile e Messidoro: testo e regia di Costanza Daffara; luci, audio e scenotecnica di Luigi Gabriele Smiraglia; recitazione di Sara Montanari, Agnese Muré, Elena Orsolano, Anna Tosi.
Lo spettacolo, come di consueto, si terrà nella sede del Salone XXV Aprile di Varallo il giorno 9 maggio alle ore 21:00
Ingresso € 12,00