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A Grignasco si è concluso il XXVI incontro di Poesia dialettale valsesiana Pinet Turlo

Domenica 12 dicembre il Teatro Società Operaia di Grignasco, ingentilito dall’elegante addobbo floreale offerto da: “Zanet Garden”, era gremito per la ventiseiesima edizione della Rassegna Biennale di poesia dialettale valsesiana “Pinet Turlo”, con la presentazione del venticinquesimo Quaderno, che ha sempre mantenuto la sobrietà che lo caratterizza.

Uno accanto all’altro questi Quaderni costituiscono un’antologia dell’ultimo mezzo secolo di poesia dialettale valsesiana e dei territori confinanti, un’importante testimonianza dello “stato di salute” della nostra “lingua del cuore”, come amava definirla il Dottor Pier Lorenzo
Arpino, Presidente del Centro Studi e Segretario dell’Incontro.

La prima delle sorprese che hanno caratterizzato questa edizione è stata la presenza sul palco del grande quadro di Franco Fizzotti che raffigura il Pinet con il suo umile grembiule di cuoio da calzolaio (di proprietà del Comune di Grignasco) e dello scrittoio al quale sedette per comporre i suoi versi, gentilmente prestato dall’ultima erede del Pinet, Lina Negri, che da qualche tempo è tornata a vivere a Grignasco e ha condiviso con i poeti presenti e con il pubblico il suo ricordo: “Avevo due anni quando Pinet morì, ma mia madre mi raccontava che veniva ogni giorno a casa mia per vedermi, indossando un ampio tabarro nero che faceva volteggiare davanti ai miei occhi sgranati, e ancora oggi non so se ne avessi paura o mi divertisse”.

All’inizio della Rassegna, dopo l’introduzione di Angelo Zanolini, Presidente del Centro Studi, è stato portato il saluto di Katia Bui, Sindaco di Grignasco, che non ha potuto partecipare alla manifestazione, ma ha delegato l’Assessore alla Cultura Pier Tomaso Garampazzi per portare il saluto dell’Amministrazione, assicurando il sostegno dell’iniziativa.

Sul palco si sono alternati i poeti che avevano inviato le poesie pubblicate nel Quaderno, per leggere le loro composizioni: alcuni molto spigliati, altri emozionati, altri con il fisico gravato dagli anni, ma la mente vivace e la battuta pronta. I nostri poeti dispiegano l’intero ventaglio delle parlate valsesiane e hanno scelto temi molto originali, spesso utilizzando l’ironia insita in espressioni intraducibili in lingua, se non con una metafora. La lettura delle poesie era intervallata da considerazioni sul Pinet e sulla sua opera e da interventi a sorpresa, come quello delle due maschere di Grignasco: Giuvanin Baceia, Conte di Mologna, accompagnato dalla sua sposa, Marianna Corbella dei Principi di Rebaglini di Pianazza, i quali scaturirono dalla fervida fantasia del Pinèt e fecero la loro comparsa in occasione del Carnevale del 1895, impersonate quest’anno dai giovanissimi: Edoardo Andorno e Giulia Fontanetto.

Un diploma di Sostenitore del Comitato e della Rassegna è stato consegnato ad Arduino Vettorello, che ha donato un generoso contributo per la stampa del Quaderno e della pubblicazione dedicata al Pinet. Arduino Vettorello ha ringraziato per questo riconoscimento, rammaricandosi solo del fatto che, a una rassegna di poesia dialettale, non si parli solo dialetto, e dell’assenza dei giovani. Vettorello si era anche occupato della Filatura di Grignasco, cercando di contribuire al suo salvataggio, ma il tentativo allora era fallito, forse adesso ci sono delle nuove speranze: sarebbe importante per il paese e per i grignaschesi, che potrebbero di nuovo fare affidamento su un’industria forte, che dà occupazione e garantisce stabilità. Franco Franchi dedica la sua poesia: “T’am fai pen-a” proprio a quei malinconici sentimenti che affiorano guardando lo stabilimento, tristemente vuoto e silenzioso. Con Aldo Lanfranchini, Franchi compose un libro della Memoria per Grignasco: “Ainô. Quan cà sunava al cornu”, pubblicato nel 2020.

Alcune poesie, come La fumna di Enzo Dalberto, Ciacula, che da un esordio divertente si fa seria, accennando al problema della violenza sulle donne, hanno offerto l’occasione per approfondimenti o “divagazioni pinettiane”: Annita Guglielmina ha recitato a memoria: La pressa di foumni, una delle poesie più conosciute del Pinet, dedicata alla seconda moglie, Carolina.

Sono stati ricordati i poeti che solitamente partecipavano all’Incontro, scomparsi in questi due anni: Piera Maria Arienta, sensibile poetessa di Ghemme, che proprio il giorno della Rassegna affrontò una difficile operazione al cuore che le fu fatale, Bruno Barbi,
che viveva a Milano con Grignasco nel cuore, Walter Gatti, portato via dal Covid che ha falcidiato i nostri affetti, Gianfranca Zerboni, sensibile poetessa ghemmese e valente pittrice, e i poeti novaresi Giuseppe Tencaioli e il Maestro Lino Abele Antonione.

Nella seconda parte del pomeriggio sono state lette le poesie composte nei dialetti confinanti: molti i poeti provenienti dal novarese, sul quale la Valsesia per tradizione gravita. Il foliage, ha ispirato in modo differente Primo Vittone in: “A crova na fòja” e Gianfranco Pavesi, autore di: “Al Sammartin di foj”, che hanno colto la poeticità intrinseca del volteggiare fino a terra della foglie, che non muoiono, ma preparano un soffice tappeto per chi dovesse scivolare. Cliacopetrarca, anagramma di Pier Carlo Tacca, ha declamato un’appassionata dichiarazione di rinnovato amore a: “La me muruse vegie”, la moglie, con la quale condivide
l’esistenza da quasi cinquant’anni. Silvana Tovo, poetessa di Buronzo, molto legata alla Valsesia perché proprio in alta Valsesia iniziò la sua quarantennale carriera di maestra elementare, con: “Che neucc tendra”, ha fatto anche ricordare la voce del poeta Arnaldo Colombo, il cantore della risaia e della Baraggia, scomparso il 9 dicembre 2015.

Tra i poeti, che si fanno notare per l’eleganza dei loro sonetti, composti secondo le regole della metrica, ma nati dal cuore, erano presenti il serravallese Rodolfo Lamine, che “D’impruvis”, non l’ha letta, ma declamata a memoria e il cavallirese, ma grignaschese di nascita, Gianni Martinetti, che ha composto: “Corona Virus”.

A ciascun poeta sono stati consegnati un attestato di partecipazione, il XXV Quaderno e la nuova pubblicazione: “Argudand ‘l Pinet” Poesie scelte di Pinet Turlo (1871 – 1951) nel 150° anniversario della nascita, che suggella in modo solenne questa Rassegna e che verrà donato a tutti i ragazzi che frequentano la scuola a Grignasco, nell’edificio che fu solennemente inaugurato proprio il 1 settembre 1912, cui Pinet dedicò una poesia e Giovanni Franchi, nel 1997, pubblicò un prezioso ed ormai introvabile libricino, Il Palazzo delle Scuole di Grignasco, che ne ripercorre gli antefatti della nascita, la costruzione e l’importanza all’interno di un paese in cui il Sindaco Zanola, aveva saputo pensare in grande, proiettandosi verso il futuro, ben conscio che l’istruzione è fondamentale per diventare dei veri Cittadini.

L’operato della Giuria, composta da: Marisa Brugo, artefice della rinascita del teatro dialettale a Romagnano, rinvigorito con serate alle quali vengono invitate anche le Compagnie del territorio, Margherita Saglietti, Annita Guglielmina e Silvano Pitto, che,
pazientemente e con grande competenza linguistica, hanno apportato alle poesie degli Autori che hanno dato il consenso, le correzioni in base alla trascrizione fonetica raccomandata, al fine di favorire la corretta lettura delle poesie, dando una veste unitaria dal punto di vista grafico alle lingue del territorio.

Il Comitato Organizzatore ringrazia il Centro Studi di Grignasco, rappresentato in modo egregio dal Presidente Angelo Zanolini e dalla referente del Gruppo Studi Linguistici, Giovanna Chiari, preziosa ed instancabile collaboratrice, tutti i Poeti partecipanti, il Comune di Grignasco per aver messo a disposizione il teatro, per il servizio audio, Michele Zanolo, nuovo responsabile del Gruppo Studi Musicali, costituito all’Interno del Centro Studi di Grignasco, il numerosissimo pubblico che ha seguito con attenzione e partecipazione la lettura delle poesie, cui è seguito il consueto e gradito momento conviviale, offerto dal Centro Studi e dalla Pro Loco di Grignasco.

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