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Notizie dal territorio

A Grignasco una giornata dedicata a “Franco Fizzotti”, con il Centro Studi.

Un centinaio di persone si è ritrovato domenica 22 giugno alla stazione di Grignasco per partecipare allo speciale evento organizzato dal Centro Studi: “Al me paìs an tal cor”. Grignasco attraverso lo sguardo di Franco Fizzotti, una passeggiata che si è snodata tra le vie del centro storico, concludendosi nel cortile della Casa delle Associazioni, dove il Comitato Carnevale in collaborazione con la Pro Loco ha offerto un ricco rinfresco. Sul ballatoio che si affaccia sul cortile interno è stata allestita una mostra personale di Franco Fizzotti, con quadri a olio provenienti da una collezione privata, completamente inediti, non compresi nel catalogo della mostra allestita nel Palazzo delle Scuole, 25 maggio – 25 agosto 2013, curato da Cristina Trapella: La sapienza delle mani e la luce dello sguardo.

Il centenario della nascita di Franco Fizzotti a Grignasco viene ricordato con una serie di eventi, il primo dei quali è stato l’Armanac 2025 dedicato a Franco pittore e poeta, pubblicato dalla Pro Loco in collaborazione con le Associazioni locali, Il 6 gennaio nella Sala Consiliare (ex Biblioteca), organizzato dal Comitato Carnevale, era stata inaugurata una mostra interamente realizzata con materiali di proprietà privata, dedicata al rapporto speciale che l’artista ebbe sempre con il Carnevale: Fizzotti nel dopoguerra diede alla maschera locale, Giuan Baceja, inventata dal Pinet Turlo, volto e identità.

Una passeggiata in paese per ricordare “Franco Fizzotti”.

Lara Gobbi ha presentato l’itinerario “fizzottiano”: “Per Franco il paese era il luogo più amato, dal quale non si separò mai, senza svelare alcune sorprese che si sarebbero incontrate lungo il percorso. Il Sindaco, Roberto Beatrice ha osservato: “Una presenza così numerosa conferma quanto Franco fosse amato e oggi quanto è ricordato”. Quasi fosse stato evocato da tanto affetto, sfrecciando in bicicletta è arrivato il Franco, che si recava alla stazione per prendere il treno per Milano, impersonato da Pier Giuseppe Poggia che ha letto la poesia: “’Na vitta an trenu” e illustrato il “kit” del pendolare: cuscino per poggiare la testa e l’immancabile Tuttosport.

In ogni “tappa” c’erano pannelli con poesie di Franco, o riproduzioni di sue opere:  Cristina Trapella ha illustrato come il treno sia arrivato in Valsesia, ricordando l’opera paziente di tre ingegneri  valsesiani: Giuseppe Antonini, Pietro Axerio e Costantino Perazzi, che furono coloro che si impegnarono affinchè anche la Valsesia fosse dotata di una linea ferroviaria: la tratta Romagnano-Grignasco fu inaugurata il 6 novembre 1884. Il treno significava comunicazioni più dirette e veloci, portava turisti e idee nuove.

Imboccando Via Tartagliotti, sulla cancellata del Parco Mora, erano state appese alcune delle più celebri serie di acqueforti di Fizzotti: i giochi dei bambini, le oche e gli animali, i gatti fruscianti. Scendendo per l’acciottolato è stata raggiunta la chiesa parrocchiale, proponendo una visione originale, non frontale, ma di lato, per cogliere il gioco di pieni e di vuoti del barocco che fece scrivere all’architetto Portoghesi che: “Questa è una chiesa che respira, proprio come le persone”, come ha spiegato Cristina Squaratti, illustrandone le principali fasi costruttive e le difficoltà nel trovare il luogo, il denaro e il progetto per costruirla. La chiesa fu completata nel 1770 e consacrata nel 1773, ma il Vittone non riuscì a vedere la sua opera, perché morì nel 1767. Alla base della chiesa la monumentale fontana che, con il lavatoio, fu voluta da Pietro Iannetti, che, dopo aver fatto fortuna a Roma come pizzicarolo, donò al paese l’acqua pubblica, sgravando parte del lavoro femminile con la costruzione nel 1873 di un lavatoio coperto, mentre prima per il bucato si doveva scendere al fiume. Al lavatoio la signora Martina e la figlia Cinzia Tosalli, che simulavano il lavoro delle lavandaie, hanno recitato la poesia “La maldicensa”.

Proseguendo per le vie interne del borgo si è arrivati al Palazzotto Durio, che ospitò l’ultimo studio di Fizzotti, nel quale il Centro Studi, in collaborazione con il Comitato Carnevale, il 19 settembre 2020, aveva allestito la mostra: Argurdand Franco Fizzotti. Nella mitica Piazzetta, è stata rievocata la figura di Pinet Turlo nato nel 1871 e morto nel 1951, come ricorda la lapide posta sulla sua abitazione. La figura del poeta è stata tratteggiata da Cristina Squaratti, che ha proposto anche alcuni suggerimenti di letture.

Proseguendo lungo l’itinerario è stata descritta e visitata la chiesa di Santa Maria delle Grazie, Gèsa Vègia per i grignaschesi, di proprietà della famiglia Durio, ipotizzandone l’origine come torrione di un ricetto, poi trasformata in cappella e infine in chiesa nel 1489, arricchita con il ciclo di affreschi di Tommaso Cagnola, pittore di corte a Milano, incaricato di affrescare la sala per le nozze di Ludovico il Moro. Nel 1543 l’interno fu ridipinto da Angelo De Canta, nipote di Tommaso Cagnola, secondo il nuovo gusto gaudenziano. La chiesa fu utilizzata come parrocchiale, ma nel 1617 ebbe problemi di staticità e fu chiusa per restauri, quindi il titolo di parrocchiale passò alla chiesa di San Graziano – meta della tappa successiva – ampliamento di una cappella precedente, originariamente dedicata a San Sebastiano il protettore contro la peste, infatti nel primo Seicento di peste a Grignasco morirono circa duecento persone su novecento abitanti.

San Graziano, luogo sopraelevato dal quale si gode un panorama unico sul borgo e sul territorio oltre Sesia, nel Seicento fu un punto di osservazione privilegiato, fornito di guardie incaricate di vegliare giorno e notte. Fulvio Zanolini ha concluso leggendo una poesia di Fizzotti dedicata a Grignasco.

Lisa Astolfi ha ringraziato il Comune di Grignasco, il Comitato Carnevale, la Pro Loco, Emanuela Manuzzato e la collezionista che ha messo a disposizione i quadri di Franco, le due “guide” d’eccezione: Cristina Trapella e Cristina Squaratti, che hanno curato i commenti storico-artistici, Pier Giuseppe Poggia, Fulvio Zanolini, Cinzia Tosalli e la mamma Martina, Marco Martinetti che ha fatto le riprese e le fotografie, ma soprattutto il pubblico numeroso ed attento: “Siamo felici di avervi offerto la possibilità di vedere diversamente le strade che percorrete ogni giorno”.

Franco Fizzotti, oltre che artista, è stato davvero anima del Paese, rivitalizzandolo nei suoi aspetti più autentici: anche l’incontro biennale di poesia dialettale valsesiana Pinet Turlo – cui Franco partecipò con entusiasmo e fu premiato nel 1971 alla prima edizione, per la poesia: “La Téresin d’Arbò” – lo ricorderà, focalizzando l’attenzione sui suoi scritti dialettali in prosa e in poesia.

📷Foto gallery evento.

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