Maggiora (NO)Notizie dal territorio

A Maggiora presentato il libro “Il Monte Antico” di Alessandro Orsi

Il Monte Antico: in copertina, stagliato su uno sfondo color ocra, compare l’inconfondibile sagoma del Monte Fenera, raffigurato in un quadro di Gian Luigi Strobino.

In eserga una frase tratta da “Valsesia e Monte Rosa” di Don Luigi Ravelli: “Il Fenera è assurto a simbolar la valle. Chi vede Fenera vede Valsesia. E’ un po’ come il Superga dei Torinese, le Grigne dei Milanesi, il Grappa dei Veneti”, nel frontespizio compare il sottotitolo che ne illustra i contenuti: “Il Fenera: leggende, ambiente, itinerari della montagna alle porte della Valsesia”.

La Prefazione è firmata dal Direttore di Notizia Oggi, Piercarlo Pera, che racconta come i suoi dubbi su un’ennesima pubblicazione dedicata al Fenera siano stati fugati dall’autore, Alessandro Orsi, con: “Un testo capace di mostrarci il Fenera sotto una luce nuova, di farci scoprire fatti sorprendenti, personaggi unici, misteri e luoghi di una storia che anche questa volta è la storia di tutti… Un ottimo strumento per promuovere il nostro territorio, per farlo conoscere anche a chi arriva da lontano”.

Per la prima presentazione è stata scelta la Biblioteca di Maggiora, su invito del Presidente dell’ANPI, Alfredo Perazza, che ha percorso con Orsi i sentieri del Fenera, tra il pubblico il Sindaco Roberto Bazzano, il Sindaco di Boca, Flavio Minoli, e tanti amici, dal guardia-parco Mauro Bettini, a Ubaldo Gianotti e a molti che conoscono i segreti del Monte.

Il libro si divide in tre parti: la prima arriva alla seconda guerra mondiale e parla di personaggi come Pietro Calderini, Pinet Turlo, Don Ravelli, Federico Strobino, Ginevra Vinzio, con descrizioni su Santi e Oratori, da San Bernardo di Chiaravalle a Sant’Agata a San Giulio a San Bernardo di Mentone, racconta la complessa storia della Croce, punto trigonometrico, che fu oggetto ad inizio secolo di una polemica furibonda tra Comitato Cattolico e Comitato Socialista e Liberale. Orsi svela una cosa curiosa, conosciuta da pochi: “Il Fascismo negli anni Trenta lanciò l’idea del progetto di un Parco Littoriale del Fenera”.

La seconda parte riguarda la Resistenza, perché sulle pendici del monte la Resistenza si organizzò presto, subito dopo l’8 settembre, con un mitico comandante assai poco disciplinato, il Pesgu, come Commissario politico un prete, Don Sisto, e una Brigata, l’Osella, che portava il nome di un imprenditore e podestà, fucilato dai fascisti. Cino Moscatelli amava sottolineare che i partigiani si ispiravano a Dolcino, che, nell’estate del 1304, inventò la guerriglia per fermare l’esercito messo insieme dal vescovo di Vercelli.

L’ultima parte: I sentieri della Libertà, è costituita da cinque itinerari di percorsi per conoscere la storia del Monte e delle genti che l’hanno frequentato nei secoli. Ogni sezione è corredata da fotografie storiche, spesso inedite, uscite dagli archivi famigliari e per questo ancora più
preziose.

Il libro è costruito attraverso conoscenze desunte dalle fonti bibliografiche, dai giornali, dalla frequentazione diretta dei luoghi, ma anche e soprattutto attraverso la storia orale, quei racconti che fluiscono quando si diventa Amici e si condividono le stesse esperienze. In nome dell’Amicizia Sandro dedica il libro alla memoria di Giorgio Orsolano e di Paolo Ceola, che si sono incamminati per un sentiero per noi oggi sconosciuto.

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