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A Varallo presentato il libro autobiografico ” …E poi?” di Mario Pastore

Sabato 6 novembre, in Biblioteca a Varallo, è stato presentato il primo volume della “trilogia del tempo”: il romanzo autobiografico di Mario Pastore: “…E poi?”, il futuro, cui seguirà Tramonto, che uscirà a gennaio, dedicato al presente e si concluderà con Odore di pulito, incentrato sul passato, non come sterile Amarcord, ma come custodia di valori.

Aristide Torri, Presidente del Consiglio di Biblioteca, ha ricordato l’amicizia che lo legò a Cesare, il padre di Mario Pastore: “Furono anni impegnativi, difficili e il nostro rapporto fu lungo ed intenso. Quando Mario mi fermò un giorno per dirmi che aveva scritto un romanzo, fu una felice sorpresa, una novità assoluta e quindi fu naturale invitarlo in
Biblioteca, dove ogni sabato passano, fotografi, scrittori, artisti, protagonisti del variegato mondo del volontariato. La biblioteca interpreta a 360° la sua funzione di acceleratore culturale, segnalando persone del territorio, focalizzando l’attenzione dei distratti, che si accorgono finalmente dei compagni di strada”.

Mario ha accennato alla sua esperienza: “Il 20 luglio del 2010 iniziava l’Alpaa e mi fu diagnosticato un cancro, il giorno dopo mi fu detto che era maligno e che c’era già una metastasi: quella notizia mi destabilizzò, cambiò per sempre la percezione che avevo di me stesso, quella ideale quella reale non coincisero più. Scoprii anche che era meno complesso combattere il cancro, rispetto a combattere l’idea del cancro”. Pastore pensò quindi di trasformare il suo viaggio nella malattia in un libro che potesse essere utile a chi doveva fare lo stesso percorso, ma ribaltò la prospettiva, anziché parlare della malattia, preferì instaurare un dialogo con la malattia, sviluppando principalmente alcuni aspetti:
l’io, che non esclude gli altri, la consapevolezza della morte come fine naturale di un percorso, in cui però ciò che deve essere privilegiato è il percorso.

Il presente, per l’Autore, soffre per la “mancanza di cultura”: paradossalmente ci sono moltissime opportunità, ma vengono confusi gli strumenti con gli obiettivi, si è diventati schiavi degli strumenti, invece di utilizzarli per quello che è il loro ruolo: “Quello che conta è l’obiettivo che io voglio raggiungere e per farlo utilizzo tutti gli strumenti che ho a
disposizione”. Pastore ha osservato anche come spesso gli strumenti abbiano limitato molta gente nella capacità di analisi.
Il libro, che parla della sconfitta di una delle malattie emblematiche del nostro tempo: il cancro, è suddiviso in capitoli, brevissimi, preannunciati da un “occhiello” che ne anticipa il contenuto, e scanditi dai dialoghi con Selene, la malattia.

Tra il pubblico sono emerse testimonianze di persone che, dopo essere state colpite dal cancro, si sono poste il problema se renderlo pubblico, o viverlo in segreto, quasi fosse una inconfessabile colpa. La reazione di amici e conoscenti spesso è stata l’allontanamento, quasi per il timore che si trattasse di una malattia contagiosa. Mario ha fatto notare che il reparto di Oncologia esercita una attrazione/repulsione: da un lato è il luogo nel quale si può dialogare con persone che stanno affrontando la stessa battaglia, dall’altro diventa difficile distinguere ammalati e accompagnatori. Un tempo al paziente si celava la parte più cruda della realtà, adesso lo si coinvolge, si richiede la sua collaborazione attiva per curarlo.

Gli anni della malattia, dal 2010 al 2013, non interruppero il lavoro dell’Autore: “Percorsi in auto circa 160.000 chilometri e in quello stesso 2010, in primavera, in coincidenza con l’ostensione della Sindone, era nato il romanzo, che ipotizzava il ritorno nel presente dell’Uomo della Sindone. Nel libro si ipotizzarono le dimissioni del Papa e l’avvento al soglio pontificio di un francescano. Paradossalmente, molti anni dopo questi fatti si verificarono puntualmente: il nostro tempo dovrebbe davvero diventare il tempo della ricostruzione”.

La presentazione di “…E poi?” era stata posticipata di una settimana perché Pastore doveva essere presente a Jesi, dove il suo romanzo “Il sesto sigillo” era finalista, tra circa duemila lavori, e ora ha comunicato che ha vinto per la categoria Inediti e quindi presto sarà pubblicato.

Pastore alla letteratura affianca un’intensa vita professionale e con il collega Giulio Spreti, è autore di testi professionali: Prove tecniche di aggregazione (2015), Pari dignità (cronache di una fusione) 2018, “Il modello distributivo a servizio del business” (maggio 2020) di Gianni Barison, Mario Pastore, Giulio Spreti, “CRM – Covid Relationship Management” (agosto 2020) – di Gianni Barison, Alessandro Giantin, Mario Pastore, Giulio Spreti. Prossima è la pubblicazione del volume: “Siamo uomini o caporali?”.

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