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A Varallo si è svolto un importante convegno scientifico

“Il fascino della ricerca: quando Università, Parchi, Orti Botanici collaborano per andare lontano”

Nel fine settimana si è tenuto al Centro Congressi di Varallo un convegno scientifico dal titolo molto “intrigante”: “Il fascino della ricerca: quando Università, Parchi, Orti Botanici collaborano per andare lontano”, organizzato dall’Ente Parco Aree Protette della Valsesia e dall’Orto Botanico di Guardabosone, con il patrocinio dell’Università degli Studi
del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.

Paolo Ferrari, Presidente dell’Ente Gestione delle Aree Protette della Valle Sesia ha presentato l’iniziativa: “Il Giardino Botanico Fum Bitz, fondamentale per i compiti di divulgazione scientifica e per proseguire nello studio delle piante in alta quota, quest’anno, da parte del Parco, è stato oggetto di un notevole impegno finanziario e di una rinnovata ricerca scientifica, primi passi per instaurare una collaborazione continuativa con l’Università e con gli studiosi che troveranno accoglienza nel Giardino per portare avanti i loro studi. Il Parco è a disposizione degli studenti impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro che potranno applicare sul campo le loro conoscenze”.

Gli interventi sono stati coordinati dal Direttore dello stesso Ente, Lucia Pompilio, che ne ha riassunto i contenuti: “Oggi ci sarà una carrellata sulle ricerche più recenti promosse come Ente Parco sulla flora e sulla fauna, riempiendo di contenuti il concetto spesso troppo abusato di biodiversità, calato nel contesto della Valsesia, dove esistono ottocento piante, delle settemila nazionali, centonove specie di uccelli nidificanti sulle duecentottanta italiane, trentatré specie di invertebrati di interesse comunitario”.

Il “Parco più alto d’Europa”, si estende dalla pianura al Monte Rosa e comprende una grande varietà di ambienti, tanto da poter essere definito un: Hotspot di biodiversità, che supporta, sostiene, comunica i risultati delle ricerche più avanzate, come hanno dimostrato le cinque relazioni, oggetto del Convegno di studi. Federica Pollastro (Università del Piemonte Orientale) ha intitolato il suo intervento dedicato all’assenzio “Non sono solo un amaro: la scienza dietro la tradizione”. La Direttrice dell’Orto Botanico di Guardabosone, Angela Maria Vicario, ha parlato dell’interessante esperienza condotta nell’estate con i suoi studenti al Giardino Botanico all’alpe Fum Bitz, relazione seguita dall’intervento di Daniela Caccia, Presidente dell’Orto Botanico Pier Carlo Bussi di Guardabosone.

Hanno concluso il pomeriggio di studi le esposizioni delle ricerche condotte da due laureate presso l’U.P.O.: Ilaria Pastori, che si è occupata della pernice bianca in Alta Valsesia, e Ilaria Godio, sui chirotteri del Monte Fenera.

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