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Ad Alagna presentato il volume dedicato all’eccellenza alberghiera dei Guglielmina tra l’800 e il ‘900

Il 29 dicembre, nel teatro dell’Unione Alagnese, è stato presentato il volume: “L’eccellenza alberghiera tra ‘800 e ‘900 del cavalier Giuseppe Guglielmina”, pubblicato nelle raffinate Edizioni Zeisciu, con in copertina gli alberghi valsesiani della famiglia: Monte Rosa ad Alagna, Colle d’Olen, Delle Alpi a Riva Valdobbia, Italia a Varallo, mentre nell’ultima di copertina compare l’elenco degli alberghi fondati e diretti dai  Fratelli Guglielmina: Mottarone, Sopra Stresa, Belle-Vue a Gignese, Royal a Ospedaletti, Eden a Santa Margherita Ligure.

Il volume, voluto dall’ingegner Franco Guglielmina e dedicato al padre Mario e alla moglie Paola: “che sono stati i fari della mia vita”, è corredato da un gran numero di fotografie storiche, spesso inedite.

Nella prima parte si delinea il contesto storico, sociale, artistico in cui nacquero queste eccellenze alberghiere: Aldo Lanfranchini si occupa della “Storia militare e politica italiana dal XIV secolo all’inizio del XX secolo”, focalizzando l’attenzione su alcuni personaggi, molto noti, che frequentavano gli alberghi della famiglia Guglielmina: da Re Umberto I a Quintino Sella, Orazio Spanna, Costantino Perazzi, Luigi Luzzati, Enrico Sacchetti, uno dei più famosi caricaturisti italiani del primo Novecento, Gilberto Govi, attore del teatro dialettale genovese, alla baronessa Maria Blich-Sulzer, tra i personaggi più noti della Belle Epoque, al Principe Gioachino Albrecht di Prussia.

Attilio Ferla, Assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni, assumendo come limiti cronologici le date di nascita e di morte del Cav. Giuseppe Guglielmina, 1821–1906 ha tracciato i lineamenti della storia delle comunità di Mollia, Alagna e Riva dalla Restaurazione al primo Novecento. Ad Alessandro Orsi, già Dirigente dell’Istituto Alberghiero di Varallo, è stato affidato un excursus sul turismo in Valsesia tra due secoli, mentre Daniele Conserva, attore e musicista, si è soffermato su: “L’eterno fascino della musica”, elemento importante nei grandi Hotel della Belle Epoque, così come la presenza delle Sale di Lettura, presenti in tutti alberghi di proprietà della famiglia Guglielmina, esaminati da Piera Mazzone, direttore della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, cercando di ipotizzare quali fossero i libri presenti e come venissero scelti in base agli interessi ed alle caratteristiche degli ospiti: da coloro che trascorrevano una vacanza, agli escursionisti, agli alpinisti, ai pellegrini che soggiornavano a Varallo per visitare il Sacro Monte.

Nella seconda parte del volume l’Ingegner Franco Guglielmina ripercorre l’ascesa di Giuseppe Guglielmina, ciabattino di Mollia, che sposò Anna Maria de Paulis di Alagna, proprietaria insieme alla sorella di una piccola osteria davanti alla chiesa, mettendo le basi per lo sviluppo turistico e alberghiero della Valsesia e non solo. Con il dissolversi del mondo dorato della Belle Epoque, a seguito della Prima Guerra Mondiale, quell’impero imprenditoriale si sfaldò. Nel saggio del discendente di Giuseppe si sottolinea l’importanza delle donne all’interno della famiglia Guglielmina e si ricorda l’inaugurazione dell’impianto elettrico nel 1891, definito “il sogno di un visionario”. Alcune pagine sono state dedicate a Giuseppe “Juppi” Guglielmina , terzogenito del cavaliere, famosa guida alpina, che salvò il Senatore Perazzi e fu premiato con una “Medaglia al Valor Civile”, un premio speciale ed un “Attestato di Benemerenza”. Le ultime pagine sono incentrate sul Grand Hotel Eden a Santa Margherita, condotto da Adolfo e dal fratello Albino, con la trascrizione di alcuni ricordi del figlio Mario, padre dell’autore del saggio, che conservano la freschezza del racconto di vita vissuta.

Luciano Guglielmina, imprenditore edile, morto da poco, era solito ripetere: “Se non hai coraggio non fai mai niente nella vita”: questo concetto citato dal discendente di Giuseppe, può essere considerato il motto di una grande famiglia che ha saputo rifondarsi, aprendosi verso altri settori della società civile.

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