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Alagna: presentato il libro “Genti operose ai piedi del Rosa” di Emilio Stainer

ALAGNA PRESENTAZIONE VOLUME DI EMILIO STAINER: “GENTI OPEROSE AI PIEDI DEL ROSA”.

«Genti operose ai piedi del Rosa – Artigiani e imprenditori nell’Alagna valsesiana di fine Ottocento e inizi Novecento»: raccoglie le storie di Alagna a cavallo degli ultimidue secoli, rievocando vicende e personaggi che hanno ancora un testimone nell’autore: Emilio Stainer, nato il 20 ottobre 1923, l’uomo più anziano di Alagna. Silvano Pitto si è occupato della revisione dei testi, mentre Luciano Cattaneo, che fu allievo di Emilio, ha curato la realizzazione grafica.

Il libro, frutto dell’esperienza di una vita e di ricerche durate dieci anni, edito grazie alla sensibilità del Lions Club Valsesia, il cui Presidente, Fausto Luotti, nella presentazione sottolinea come la Comunità alagnese incarni alcuni valori citati nel Codice dell’Etica Lionistica,del Comune di Alagna e della Comunità Walser Alagna Valsesia, è stato presentato domenica 24 aprile nel Teatro Unione Alagnese:  «E’ frutto della collaborazione di tante persone che mi hanno regalato testimonianze e la possibilità di consultare documentispiega Emilio Stainer seduto in prima fila con la moglie Luciana e molto emozionatoMi auguro che possa diventare uno strumento per trasmettere alle nuove generazioni usi e costumi di un tempo ormai passato».

Hanno partecipato all’evento il Sindaco di Alagna, Roberto Veggi: “E’ un libro che racchiude lo spirito degli alagnesi,  scorre con la leggerezza di una narrazione fiabesca”, l’Assessore alla Cultura dellUnione dei Comuni Montani, Attilio Ferla, il Presidente della Provincia di Vercelli, Eraldo Botta, che ha inserito le vicende alagnesi nel quadro della storia della Valsesia di quegli anni in cui arrivò a Varallo la ferrovia, nacque Vincenzo Lancia, operarono persone laiche e religiose che si caratterizzarono per la concretezza delle loro azioni.

Massimo Stainer, uno dei due figli di Emilio, ha condotto la presentazione, affidata a Luisa Lana, Direttore del Corriere Valsesiano, storico settimanale che dal 1895 racconta settimanalmente la cronaca della Valle, e a Lorena Chiara, guida turistica e del Museo Walser di Pedemonte. Grazie agli attori di Scenotecnica Itinerante è stato possibile far rivivere alcune delle figure caratteristiche della Comunità alagnese: la mugnaia, Caterina Spinga, il tagliapietre Giovanni Bianco, maestro nella fabbricazione delle stufe in pietra ollare, morto in Macedonia per ferite da combattimento nel 1917, il fabbro Eugenio Debernardi, il tornitore Guglielmo Guglielminetti, che esercitava anche la professione di Guida Alpina e che fu protagonista con Eugenio Piana di uno sfortunato tentativo di scalata del Monte Sarmiento, nella Terra del Fuoco, chiamati dal salesiano PadreAlberto Maria De Agostini, fratello del fondatore dell’omonima casa editrice novarese, la filatrice Papi, che fu l’ultima alagnese che non parlava né capiva l’italiano, il bottaio, Giovanni Bottoni, specializzato nella realizzazione delle doghe.

Nella piccola Comunità alpina le figure importanti erano il medico condotto, Cristoforo Montella, dottore, ma anche confidente ed amico, la levatrice, Barbara Prato in Spinga, che seguiva le puerpere anche dopo il parto, il parroco, Don Francesco Gatti, originario di Nibbia, che arrivò ad Alagna nel 1905 e vi rimase fino al 1961,il quale nell’estate 1913 «Ebbe l’onore – scrive Emilio Stainer nel libro – di accompagnare sul Monte Rosa un monsignore appassionato di montagna come lui, che in seguito raggiunse il livello più alto nella carriera ecclesiastica: si tratta di Achille Ratti, il futuro papa Pio XI. Si racconta che il papa stesso amasse scherzare sul fatto che mai come in questa occasione Ratti e Gatti fossero andati d’accordo». Un capitolo è stato dedicato a un personaggio di straordinaria umanità: Michele Necer, “papà Necer” partito gessatore, divenuto imprenditore, che ebbe sempre nel cuore il suo paese, creatore di un’originale fontana, che avrebbe dovuto originariamente essere alimentata dalle acque dell’Olen, dell’Otro e della Sesia.

Oggi, ha sottolineato Lorena Chiara, è molto di moda parlare di “economia circolare”, ma davvero in quel piccolo mondo alagnese il concetto trovava perfetto compimento: “Era semplicemente naturale, non occorreva nessuna forzatura”. Nel libro si delinea un percorso attraverso i siti pre-industriali del territorio, dalla resiga, segheria di origine settecentesca, ai mulini, alla conceria, alle fucina, attività che si avvalevano tutte dell’acqua, così come la macerazione della canapa, che poi veniva filata con la lana, ottenendo il tessuto mezzalana: Gabbio Firmino, di Riva Valdobbia, fu un industriale tessile che produceva da maggio a novembredagli ottocento ai mille metri di tessuto, utilizzato per confezionare le vesti maschili e femminili delle genti di montagna.Le pezze venivano poi bollite dalle due alle quattro ore, tingendole con sostanze naturali, dal mallo di noceal solfato di rame o di ferro.

L’ultima sezione del volume è dedicata a quella che oggi è Casa Stainer, risalente al 1668, con la ricostruzione delle vicende che portarono i Lapierre di Gressoney a  stabilirsi ad Alagna, dove il cognome venne letteralmente tradotto in Stainer.

Tutti i proventi derivanti dalla vendita del volume saranno devoluti alla S.A.V., Soccorso Alta Valsesia, e si vorrebbe anche acquistare un defibrillatore.

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