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Borgosesia: “La cura per il Covid” un libro e tanta solidarietà

Pomeriggio molto intenso nella Sala Consiliare del Comune di Borgosesia, per fare un bilancio di ciò che il Covid ha portato alla comunità: tanto dolore, fisico e morale, ma anche tanta solidarietà, scaturita in modo naturale da tanti borgosesiani animati che si sono messi a disposizione per aiutare l’intera cittadinanza nel momento del bisogno.

Il pomeriggio è iniziato con la presentazione del libro “Le ferite della cura”, racconti itineranti al tempo del Covid, in cui gli psicologi dell’Asl Vc raccontano come la tempesta del Covid abbia travolto psicologicamente medici e pazienti e di come, attraverso l’ascolto, gli psicologi abbiano cercato di curare le ferite degli animi. “Noi abbiamo ascoltato da vicino quelle persone; con la mente, con gli occhi, con il cuoreha raccontato la dott.ssa Patrizia Colombari, responsabile della Struttura Complessa di Psicologiaper raccogliere il loro vissuto, le loro angosce, le ferite e la cura”.

Il libro entra con delicatezza nelle angosce di operatori sanitari, pazienti e familiari, è testimonianza ma anche catarsi, per non dimenticare ciò che il Covid ha provocato ma anche per tornare a guardare avanti con fiducia. I proventi del libro andranno all’Ambulatorio per i Bambini Autistici e all’Ambulatorio per Adolescenti con Disturbo del Comportamento Alimentare. Il libro è in vendita nelle librerie e sul Web. A Borgosesia, Libreria Colibrì. A Varallo Centro Libri e Cartolibreria Dalla Rossi. A Vercelli Mondadori e S. Andrea. Sul Web: Amazon, Ibs Libri, Feltrinelli, Mondadori, Google.

«All’inizio della pandemia io ero all’estero – ha raccontato la Vicesindaco Emanuela Buonannoe mi sono attivata per trovare i famosi dpi (dispositivi di protezione individuale) per poterli portare a Borgosesia: tornai con disinfettanti e mascherine, ma quando arrivai mi resi conto che era una goccia nel mare del bisogno che si avvertiva. Ebbene, in quei giorni – ha ricordato con voce rotta dall’emozione – sono stata contattata da tante persone che mi hanno manifestato la volontà di mettersi a disposizione: a loro, oggi voglio esprimere il più
sentito ringraziamento a nome di tutta la comunità, perché con silenzioso slancio hanno fatto moltissimo per stare vicino al Comune ed ai loro concittadini».

Emanuela Buonanno ha quindi premiato con una targa

  • Arturo Gronda, titolare di un laboratorio che nell’emergenza ha prodotto oltre 13mila mascherine
  • Antonella Caraglia, che si è messa a totale disposizione del Comune, cucendo centinaia di mascherine
  • La presidente e le volontarie dell’Associazione Igea, per l’instancabile lavoro fatto su più fronti a sostegno della comunità e dell’Ospedale cittadino.
  • Matteo Rizzo, giovane studente che ogni mattina, con la sua bicicletta, ritirava le mascherine appena fatte e le distribuiva alla popolazione.

«Da tempo volevo ringraziare pubblicamente queste persone generose – ha concluso Emanuela Buonanno – il cui aiuto è stato estremamente prezioso e soprattutto la cui disponibilità ha dimostrato che, anche se viviamo in un mondo difficile e spesso aggressivo, c’è ancora tanta umanità e spirito di solidarietà. È da qui che dobbiamo ripartire, per essere consapevoli della nostra forza di comunità».

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