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Borgosesia: precisazioni tecniche relative alle polemiche sulla questione “sanificazione zanzare”

A seguito della pubblicazione, su un quotidiano on line del territorio, della lettera firmata dall’esponente di minoranza Claudia Marchesini, riportante numerose inesattezzecirca la gestione del progetto di lotta alle zanzare sul territorio comunale di Borgosesia, il coordinatore del progetto medesimo, il dottor DavideBruciaferri ritiene di dover fare chiarezza, per fornire ai cittadini il corretto quadro della situazione: «Il primo elemento da chiarire riguarda la data d’inizio dei trattamenti– afferma il tecnico – che si colloca all’inizio di giugno e non ai primi di luglio come dichiarato nella lettera. Detto ciò, le responsabilità dei ritardi nell’inizio dei lavori non sono da imputare né all’Amministrazione Comunale né al nostro Centro Operativo, considerando che l’iter autorizzativo dei progetti regionali è indipendente dalla volontà delle singole amministrazioni locali, che peraltro nel nostro comprensorio avevano già aderito ufficialmente al progetto a dicembre 2021, come previsto dalla Legge Regionale di riferimento».

Bruciaferri conferma che i primi interventi devono concentrarsi sull’eliminazione delle larve, che vivono nelle acque ferme e a tal proposito specifica: «I primi interventi di quest’anno (dalla prima settimana di giugno in avanti) hanno riguardato proprio i focolai di sviluppo larvale presenti sul territorio, ivi compresi i tombini delle vie pubbliche; sono seguiti, successivamente, alcuni trattamenti a carico degli adulti di zanzara, effettuati sulla base di un’attenta analisi ambientale nonché sul parere dell’A.S.L. competente, al fine di contrastare il più possibile la presenza delle popolazioni di tali insetti nelle aree maggiormente frequentate del centro urbano».

A tal proposito, Davide Bruciaferri si sofferma sul tipo di prodotti utilizzati per il contrasto alle zanzare, per spiegare per quale motivo l’Avviso pubblico (a cui si fa riferimento nella lettera pubblicata) fosse riferito all’area verde del giardino delle Scuole Elementari di Via Partigiani e non al resto delle aree verdi cittadini: «L’uso di prodotti abbattenti, a maggiore impatto, come indicato dall’ASL e dal progetto di fattibilità, è stato limitato alle aree verdi che è stato possibile interdire al pubblico per le 48 ore successive al trattamento (giardini della Scuola di Via Partigiani e Scuola Materna di via Giordano). Nelle aree del centro – aggiunge il tecnico –  dove la chiusura di eventuali aree trattate risulterebbe troppo limitante per i dei cittadini, l’Amministrazione comunale, anche sulla base delle indicazioni che personalmente ho fornito visto il mio ruolo di coordinatore del progetto regionale, ha optato per l’uso di prodotti atossici (in particolare estratti vegetali all’aglio) che, se dispersi con regolarità nelle aree da proteggere, garantiscono un ottimo effetto repellente nei confronti delle zanzare, senza interferire minimamente con la salute delle persone».

La lettera dell’esponente della minoranzadice anche che “la disinfestazione necessita di programmazione e non può essere lasciata “al caso”: affermazione del tutto pleonastica, come spiega ancora Bruciaferri: «E’ bene ricordare che i trattamenti sono svolti sulla base di un monitoraggio costante sia delle infestazioni larvali che della presenza di adulti nonché delle ovideposizioni da parte della zanzara tigre, osservate mediante l’ubicazione di specifiche trappole di monitoraggio».

Quanto alla diffusione dei moscerini, il coordinatore del progetto è tranchant: «Il nostro progetto regionale si limita al contenimento delle zanzare e non ad altri insetti come i cosiddetti “moscerini”, che pur potendo essere indirettamente coinvolti dai nostri trattamenti, non sono per ora considerati una priorità dal punto di vista sanitario e, pertanto, nei nostri territori non è giustificata una programmazione sistematica e diffusa di interventi di contrasto, che dovrebbero inoltre fare i conti con una seria valutazione di sostenibilità sanitaria ed ambientale”.

Come già ricordato dal Comune nella propria comunicazione dei giorni scorsi, anche Bruciaferri non perde l’occasione di ricordareche circa i due terzi dei siti di sviluppo delle zanzare moleste in ambito urbano è situato presso le aree private, dove gli innumerevoli contenitori d’acqua, principalmente a scopo irriguo, rappresentano l’habitat ideale per la deposizione delle uova ed il successivo sviluppo delle larve: «Importantissima, pertantonei progetti su larga scala come il nostro – conclude il tecnico – la collaborazione da parte di tutti i cittadini sia mediante attività di prevenzione (eliminazione dei ristagni) che di messa in pratica delle ormai note regole di gestione delle acque a livello domestico».

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