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Borgosesia: un grande successo per le Giornate FAI d’autunno

Pieno successo per le Giornate d’Autunno del FAI, organizzate dal FAI Giovani – che proponevano ai visitatori i “Biscotti di San Grato”, realizzati secondo l’antica ricetta della “Torta ‘d San Grà”, fatta con ingredienti poveri, cotta nel forno comune, dopo la preparazione del pane, per sfruttare il calore rimasto – e dalla Delegazione Fai per la Valsesia: soddisfatti i volontari, i giovani “ciceroni” ed i visitatori.

La bravura degli organizzatori, la preparazione dei “ciceroni”: studenti dell’Istituto Superiore D’Adda, Ragioneria, indirizzo Turistico, guidati dal Professor Giacomo Gagliardini e studenti del Liceo di Scienze Applicate di Gattinara, guidati dalle Professoresse Angela Maria Vicario e Samanta Viazzo, le “lezioni” tenuti dagli esperti: Giacomo Gagliardini e Donata Minonzio, la piena collaborazione di coloro che si occupano dei beni aperti ai visitatori dal FAI, cercando di conservarli e valorizzarli: i fabbriceri di San Grato e di Sant’Anna, l’Associazione dei Terrieri, ha permesso che tutto fosse perfetto.

Le due splendide giornate d’autunno, nelle quali il cielo terso permetteva di spingere lo sguardo al Fenera e sulla pianura, hanno fatto da ulteriore richiamo per i visitatori, che sono accorsi da ogni dove per ammirare un complesso storico, artistico, culturale e ambientale, davvero unico. I visitatori venivano accolti alla base del colle di Montrigone da due “pellegrini” a piedi scalzi, abbigliati come coloro che, tra Cinquecento e Seicento, salivano al Santuario soffermandosi nelle cappelle della Via Crucis, che nel Settecento furono affrescate dal pittore valsesiano Lorenzo Peracino, i quali enunciavano le antiche “Regole” cinquecentesche, dettate dalle autorità religiose per il pellegrinaggio.

Nell’antico lavatoio erano state esposte fotografie storiche ed una serie di corde prodotte dai Panizza, illustrate da un discendente. L’attività cordaria della stirpe dei Panizza risale al 1858, quando la Cartiera Italiana di Serravalle necessitava di un grande quantitativo di cordame di canapa per uso imballaggio e sorse a Montrigone una piccola azienda. L’ultimo dei cordai Panizza, Antonio, morì nel 1971, ma già da qualche anno aveva chiuso l’attività. Sempre nello spazio del lavatoio, Franco Cameroni aveva esposto una interessante collezione di attrezzi agricoli utilizzati per la viticultura e per l’enologia, appartenenti al Museo di Ca’ d’l’Amis di Quarona.

Sono state registrate quasi duemila presenze, egualmente distribuite nei vari punti del percorso FAI: dalla chiesa di Sant’Anna, all’antico torchio e lavatoio, fino all’Oratorio di San Grato. Il passaggio di un numero così elevato di persone ha consentito ai volontari FAI di illustrare l’attività del Fondo per l’Ambiente Italiano, e quindi molti hanno rinnovato le tessere di iscrizione, o hanno deciso di iscriversi per la prima volta.

I visitatori si sono dimostrati anche molto generosi nelle oblazioni, che verranno utilizzate per organizzare altri eventi e per sostenere l’attività del FAI regionale e nazionale.

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