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Con Soroptimist Valsesia si è parlato di “truffe in rete”

Il Soroptimist Club di Valsesia è un Club di servizio femminile molto attivo su più fronti: dall’educazione ambientale, con le “giornate delle api” al Parco Magni a Borgosesia, all’aiuto alle persone con difficoltà di tipo fisico o intellettivo: recente è stata la consegna di un assegno di diecimila euro all’ Anffas Valsesia per contribuire all’acquisto della cucina,
presso la Cascina Spazzacamini, all’erogazione di borse di studio annuali, intitolate alla compianta socia fondatrice Elena Nathan Loro Piana, per incentivare le studentesse dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “G. Pastore” di Varallo e Gattinara, che vogliano proseguire i loro studi all’Università, o iscrivendosi a Corsi di Specializzazione.

Costante è l’impegno attivo delle Soroptimiste in favore delle donne maltrattate, o che subiscono violenza: è stata realizzata la “stanza protetta in caserma dei Carabinieri a Borgosesia, Borgosesia: Soroptimist inaugura “Poltrona rossa” e promuove spettacolo per studenti utilizzata per ascoltare le donne vittime di violenza, inaugurata la poltroncina rossa nel teatro di Borgosesia, organizzato il corso: “Non ci cascare! Impara a smascherare il pericolo travestito da agnello, attuato prima a Varallo e poi a Quarona, che era collegato alla mostra
fotografica di Raffaella Bordini, Soroptimista e fotografa: “Dalle donne per le donne”, messo a disposizione le professioniste socie del Club per aiutare e sostenere le donne che denunciano violenze.

L’ultima iniziativa, presentata dall’attivissima Presidente Rosanna Prosino, è stata l’organizzazione di un incontro sulla piattaforma Zoom dedicato a: “Donne vittime di raggiri sentimentali e psicologici”, condotto dalla giornalista Carlotta Tonco.

Pietra Pellegrino, Petra Pell in arte, ha scritto un libro sull’argomento dei raggiri informatici: “Due amiche per caso”,
che racconta la vicenda di una donna coinvolta in una truffa proprio facendo leva sul sentimento di solidarietà che scatta istintivamente nei confronti di una bambina ammalata. La donna conoscerà un’amica che ha subito il suo stesso raggiro ed insieme riusciranno a punire in maniera esemplare il disonesto che aveva architettato il tutto. Dopo aver raccontato la sua esperienza, la signora Pellegrino spiega: “Il libro è nato dalla mia triste esperienza personale proprio con l’obiettivo di essere di aiuto alle donne vittime di abusi psicologici e per difendersi dalle fakes”.

Lucetta Patriarca, avvocato e socia Soroptimist, ha spiegato come la legge italiana consideri questi reati come truffe, e come tali vengano punite penalmente, ma ora, in ambito europeo, si sta pensando ad una legislazione più specifica per la tutela delle donne vittime di violenza a livello informatico, elaborando strumenti concreti per aiutare le vittime di questi raggiri virtuali: “Esistono truffe che fanno leva sulla sensibilità e sul sentimento di solidarietà, ma anche truffe usate per fare del riciclaggio di denaro: in questo caso la vittima diventa a sua volta imputata di un reato che viene punito con sanzioni particolarmente pesanti”. L’avvocato Patriarca ha invitato le donne a denunciare sempre questo tipo di truffe, rivolgendosi ai Carabinieri, o più specificatamente alla Polizia Postale.

Alessandra Culurgioni, consulente informatica, spesso si è trovata di fronte donne vittime di queste truffe ed ha spiegato come i truffatori riescano a portare a termine i loro piani criminosi attivando una strategia articolata in diverse fasi: “Il loro obiettivo è diventare attraenti per le loro vittima, quindi per farlo cercano di entrare in intima relazione, per
conoscere interessi e punti deboli, poi il criminale comincerà a chiedere danaro, perché ormai la vittima si fida ciecamente del proprio interlocutore, e, in alcuni casi si arriva anche all’abuso sessuale: dopo aver ottenuto il denaro il criminale umilia sessualmente la sua vittima. Quando arriva la rivelazione, cioè il criminale, raggiunti i suoi obiettivi, sparisce, la vittima si sente persa”.

L’Assessore ai Servizi Socio Assistenziali dell’Unione dei Comuni Montani, Francesco Nunziata, molto attento a queste problematiche di cui spesso le donne sono vittime, ha ricordato come nel 2019 a Varallo, in Corso Roma n. 35, sia stato aperto uno Sportello Antiviolenza, che fa capo al Centro Antiviolenza Vercellese EOS, al quale si possono rivolgere le donne in difficoltà: “Allo Sportello telefonano per lo più donne italiane, perché le straniere difficilmente denunciano: riceviamo circa tredici chiamate al mese. A oggi ci sono già state otto donne violentate in codice rosso: sono dati che dovrebbero far riflettere. La nostra azione non si limita a mettere in contatto la vittima con le forze di sicurezza, ma
provvede a ricoverarla in centri di accoglienza, seguendola in un percorso di reinserimento, che dura circa tre mesi, cercandole anche un lavoro che le permetta di essere indipendente”.

L’incontro si è concluso con il saluto della Presidente, che ha sottolineato il fondamentale ruolo dell’educazione in casa, e a scuola: “Le bambine devono essere abituate a crescere con l’obiettivo di essere indipendenti dal punto di vista economico: solo a quel punto saremo davvero tutti uguali”.

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