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Don Florindo Piolo e le reliquie dei santi Teodoro e Teonesto 91 anni fa – Ara 1935

Serata culturale con Ruggero Sala

Nell’ambito delle iniziative promosse dalla Parrocchia di M.V. Assunta di Grignasco per festeggiare San Grato, patrono dell’omonimo Oratorio della Frazione Ara, venerdì 4 settembre nell’Oratorio di San Grato, Ruggero Sala ha tenuto una conferenza, nata dal fortuito ritrovamento sulla cantoria dei due busti di San Teodoro e San Teonesto seguita dal recupero delle reliquie negli armadi della sacrestia, che furono correttamente riposizionate. I protagonisti di questa vicenda furono: Marisa Tosalli, Alberto Tosetti e Federica Sezzano. Nel 1599 la cappella di San Grato esisteva già, ma era in cattive condizioni e fu ricostruita nella prima metà del Seicento. Il quadro con San Grato, San Gaudenzio e la Vergine è del 1645. I due busti di Teodoro e Teonesto, originariamente erano collocati sulla facciata della chiesa, come mostrano immagini d’epoca.

L’evento ha avuto il patrocinio della Parrocchia di Grignasco e del Centro Studi di Grignasco, rappresentati dal Parroco Don Marco Borghi e dal Presidente, Angelo Zanolini.

La conferenza di Sala, supportata dalle immagini di una proiezione curata da Alberto Agabio, si intitolava: Don Florindo Piolo e le reliquie dei Santi Teodoro e Teonesto, riferendosi alle cronache di novantuno anni fa: Ara 1935, quando, in occasione della festa, si poterono ammirare i due busti di San Teodoro e San Teonesto “decorati di nuovo da un pittore arese”.

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Le notizie sui due santi e Don Florindo Piolo

L’unica fonte antica e storica che ricorda San Teonesto è la: Vita Eusebii, sul Santo vescovo Eusebio, un testo redatto probabilmente nell’VIII secolo, in cui si ricorda come il presule desiderasse essere sepolto accanto a questo martire. Di Teonesto non si conoscono né la data di nascita, né quella di morte. Dopo il martirio il corpo venne tumulato, senza particolari indicazioni, in un’area cimiteriale mista (pagani e cristiani) extra muros della Città. Le poche notizie disponibili individuano proprio in Eusebio colui che ne rinvenne le spoglie e fece costruire sul luogo un primo sacello ove darvi degna sepoltura. Già alla fine del IV secolo il sacello venne ingrandito, per dare origine alla prima basilica eusebiana. Quando, nel XVI secolo la costruzione venne demolita per l’edificazione dell’attuale cattedrale vennero ritrovate, l’una accanto all’altra, le sepolture di Teonesto e di Eusebio, secondo le volontà di quest’ultimo. Attualmente i resti del Santo sono conservati in una nicchia posta sopra l’altare della Madonna dello Schiaffo nel Duomo di Vercelli.

Rastiglione, parrocchia autonoma fino al 1967, quando venne riunita con decreto diocesano a quella matrice di Zuccaro, da cui si era staccata nel XVI secolo, venera San Teodoro come suo compatrono, di cui conserva il corpo che l’autentica, firmata dal sacrista pontificio Monsignor Giuseppe Eusanio nel febbraio del 1683, indica estratto dal cimitero di Callisto.

Nel 1934 – 35 il sacerdote serravallese Don Florindo Piolo ebbe in reggenza la parrocchia di Ara, resa vacante dalla morte del Parroco, e scrisse delle memorie, ma non ottenne mai la parrocchia, che fu assegnata ad altro sacerdote.

Il 1935 in Italia fu l’anno dell’inizio della Guerra d’Etiopia e della conseguente svolta autarchica del regime fascista. Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane guidate da Emilio De Bono passarono il confine tra l’Eritrea e l’Etiopia, dando inizio al conflitto: Benito Mussolini volle vendicare la sconfitta di Adua del 1896 e dare un impero coloniale al Regno d’Italia. La Società delle Nazioni condannò l’attacco e impose sanzioni economiche all’Italia il 18 novembre 1935. Queste misure non bloccarono l’economia di guerra, ma alimentarono la propaganda ed il nazionalismo interno, spingendo i cittadini a donare l’oro alla Patria, ma gli aresi, pochi mesi prima, avevano già dato alla Parrocchia, su sollecitazione di Don Piolo, argento (1,5 Kg) e oro (0,5 Kg), per far realizzare dall’argentiere Conti di Borgosesia, una nuova chiave d’oro del tabernacolo e due corone d’argento con inserti in oro per la statua della Vergine e del Bambino. Don Florindo ad Ara, tra molte altre cose realizzate a favore della parrocchia, acquistò un nuovo presepio, tuttora esistente, fece fare la statua di Santa Lucia al cimitero, intitolò la targa al canonico Sottile, residente ad Ara e parroco di Colma, e portò molte reliquie disposte in teche, benedette il 28 luglio 1935. Le reliquie sono tutte elencate in un faldone dell’archivio parrocchiale, in cui sono conservate anche le relative autentiche.

Il 20 agosto di quell’anno un fulmine danneggiò gravemente la chiesa parrocchiale e la Comunità dovette far fronte agli ingenti danni.

Il 27 ottobre 1935 fu realizzato un filmato per l’inaugurazione delle nuove opere pubbliche realizzate dal fascismo a Grignasco: ad Ara furono ripresi il nuovo cimitero, il lavatoio e il calzaturificio Francescoli: la cosa singolare è che Don Florindo non compare mai né nelle fotografie, né nel filmato.

Le “Storie di ordinaria Fenera”, avranno un seguito a Isella e a Grignasco, in cui sarà proiettato integralmente il filmato del 1935.

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