La giornata programmata per questa escursione non si è presentata sotto i migliori auspici, presentandosi con un cielo coperto e nuvole poco promettenti. La voglia di esplorare e di non deludere l’entusiasmo dei ragazzi ci ha indotto a partire comunque verso la valle Antigorio, alla scoperta degli orridi di Uriezzo.
Arrivati a Baceno, abbiamo imboccato un facile sentiero, che ci ha condotto verso il primo sito geologico della giornata: le marmitte dei giganti di Maiesso, lungo il corso del fiume Toce.
I ragazzi hanno ammirato con curiosità queste profonde cavità scavate nella roccia e hanno ascoltato attentamente la spiegazione sulla loro formazione, dovuta all’azione combinata della forza dell’acqua e dei detriti sassosi, trascinati dai torrenti subglaciali a partire dall’ultima glaciazione, circa 12.000 anni fa.
Proseguendo il cammino, siamo entrati nel cuore degli orridi di Uriezzo. Nonostante la mancanza del sole, che avrebbe dato una luce diversa alle pareti rocciose, i ragazzi hanno percorso e risalito l’orrido Sud con grande entusiasmo, in un’atmosfera quasi magica.
Sembravano proprio dei piccoli esploratori mentre attraversavano questi “canyon”, creati anch’essi dallo scorrere millenario del fiume, che ha poi cambiato il suo decorso, lasciando queste incredibili scanalature verticali.
Raggiunta la piana di Uriezzo, le previsioni meteo indicavano pioggia nel primo pomeriggio. Abbiamo quindi deciso di fermarci presso l’oratorio di Santa Lucia per la pausa pranzo. Qui i ragazzi hanno approfittato del prato per un momento di gioco e socializzazione, sempre prezioso per approfondire l’amicizia.
A causa del meteo avverso, abbiamo dovuto rinunciare alla salita verso la frazione di Crego, un piccolo borgo che sorge su un terrazzo glaciale. Qui avremmo potuto ammirare il monte Cistella, che insieme alle cime circostanti, crea una cornice molto suggestiva alla chiesa monumentale di S. Giovanni Battista, edificata nella seconda metà dell’800 da un parroco che lavorò la pietra locale con l’aiuto dei suoi parrocchiani.
Per rientrare, abbiamo optato per un piccolo percorso ad anello che ci ha permesso di attraversare l’orrido di Nord-Est, più corto ma altrettanto suggestivo, tornando infine a Baceno lungo un sentiero pianeggiante.
Nonostante il programma originale sia stato ridimensionato, i ragazzi hanno dimostrato adattabilità e hanno apprezzato il valore della giornata. Anche questa volta abbiamo scoperto come la natura, con la sua lenta evoluzione, sia la vera scultrice dell’ambiente in cui viviamo e meriti quindi tutto il nostro rispetto mentre interagiamo con lei durante le nostre escursioni e nella vita quotidiana.
Bravi ragazzi, alla prossima avventura dai vostri accompagnatori.






