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“Fuori Menù” progetto di Anfass Valsesia e lotteria benefica di Soroptimist

“C’è un grande prato verde, dove nascono speranze, che si chiamano ragazzi”: a Prato Sesia, tutto questo esiste, è il prato di sei ettari che precede la Cascina Spazzacamini, struttura residenziale dell’Anffas Onlus Valsesia.

La Regione Piemonte aveva conferito in comodato d’uso ad Anffas Valsesia la storica Cascina Spazzacamini, all’interno del Parco del fiume Sesia, raggiungibile attraverso una strada consortile purtroppo non molto praticabile, ma il Sindaco di Prato, Alberto Boraso, si sta attivando per migliorarne l’accessibilità. La complessa e delicata ristrutturazione, attraverso finanziamenti pubblici e numerosi interventi di privati, è terminata nel 2009: il primo gruppo di ragazzi diversamente abili è stato ospitato dal 23 marzo 2011.

Attualmente presso la casa famiglia lavorano: una Direttrice, tre educatori, otto Operatori Socio Sanitari, un medico, un’infermiera e due fisioterapiste.

Martedì 12 dicembre a Prato Sesia, il Presidente dell’Anffas Valsesia, Carlo Ronco, ha presentato ufficialmente ai giornalisti il progetto Fuori Menu.

Erano presenti all’incontro la Presidente del Club Soroptimist di Valsesia, Rosanna Prosino, con numerose socie, poiché il Club aveva già aderito al progetto organizzando una grande lotteria dalla quale si dovrebbero ricavare diecimila euro che saranno interamente devoluti all’ Anffas Valsesia per contribuire all’acquisto della cucina.

Il progetto architettonico e gestionale – realizzato dall’Arch. Mossotti, ideato e seguito personalmente dal Presidente Carlo Ronco e dal Consiglio Direttivo, con l’importante contributo del Professor Alessandro Orsi e del docente in pensione dell’Istituto Alberghiero Prof. Comettoprevede l’ampliamento dei locali a disposizione per le attività con la ristrutturazione dell’ala Sud della cascina per realizzare una sala polifunzionale ed una cucina didattica, con i relativi
locali accessori.

Anffas Onlus Valsesia aveva iniziato la raccolta fondi nel 2018 aggiudicandosi alcuni bandi importanti e ricevendo contributi dalle Fondazioni locali, interessate al progetto: 175.000 euro dalla Fondazione Cariplo: Bando Emblematici Provinciali promosso da Fondazione Comunitaria del Novarese, 80.763 euro, ottenuti tramite un Bando della Regione Piemonte, 60.000 euro messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di risparmio di Vercelli.

Con lo stop forzato dovuto all’emergenza sanitaria, a marzo si erano interrotte le attività relative alla progettazione, ma non il cantiere che dovrebbe terminare i lavori a primavera inoltrata: Carlo Ronco ha mostrato come la ristrutturazione e l’ampliamento dei locali sia ormai a buon punto e il Professor Cometto ha illustrato la destinazione d’uso dei vari locali, ideati con spazi adatti a persone giovani (16-30 anni) con disabilità medio lieve che, una volta finito il percorso scolastico e non avendo a disposizione risorse percorribili per l’inserimento lavorativo, hanno difficoltà, più o meno rilevanti, nel trovare una qualunque forma di attività che possa gratificarli ed offrire loro un contesto di scambio.

Anffas reinveste capacità e progetti per aprirsi alla Comunità, coinvolgendo direttamente persone, Enti ed Istituzioni, superando il concetto dell’assistenzialismo”: sintetizza Carlo Ronco che sogna un luogo davvero inclusivo, con persone che, pur con il loro carico di disabilità, diventano una risorsa, e persone che, frequentandolo, lo rendono vivo.

La Direttrice, dottoressa Laura Lazzarotto, che è anche Coordinatrice delle Anffas di Borgomanero e di Novara, ha illustrato la finalità generale del progetto: “Costruire un innovativo tassello di offerta di servizi e di opportunità: laboratori legati alla cucina ed alla ristorazione sembrano rispondere a queste esigenze di socializzazione prevedendo il contatto, la collaborazione e la condivisione delle varie fasi di lavoro tra persone disabili, volontari, studenti e professionisti, mettendo in evidenza abilità e capacità, fungendo da stimolo per la crescita di una coscienza civica maggiormente rivolta ad una effettiva inclusione. La nostra forza sta proprio nel fare rete: fondamentale nell’attivazione del progetto è la collaborazione con l’Istituto Professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera di Varallo e di Gattinara che sostiene nel proprio programma formativo progetti per l’inclusione ed ha un’esperienza fondamentale per realizzare le attività previste dal progetto”.

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