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Gattinara: inaugurata la mostra MI-TO del collettivo Kliccando

Venerdì 7 ottobre a Gattinara negli ampi spazi espositivi di Villa Paolotti, il Sindaco di Gattinara, Maria Vittoria Casazza, ha inaugurato la mostra MI-TO, allestita dal Collettivo Kliccando per raccontare sguardi provinciali sulle città, mettendo in rilievo i complessi fenomeni che intrecciano visione e percezione, senza escludere il nostro piacere di venire ingannati, tra specchi, riflessi e trompe l’oeil.

Uno dei libri più famosi di Annie Ernaux, Premio Nobel per la letteratura 2022, Gli anni, si apre con: “Tutte le immagini scompariranno” e si conclude con:“Salvare qualcosa del tempo in cui non saremo mai più”. Il Collettivo Kliccando, invita a ripulire lo sguardo con una immersione in molteplici identità fluide: che gli occhi ingannino la mente lo sapeva già Platone.

Kliccando è un collettivo nato nel 2020 dall’incrocio tra quattro sguardi di due donne e due uomini: Sabrina Marianelli, Maddalena Ferro, Fabio Tacca, Giovanni Franchi, dalla forte impronta autoriale riconosciuta  (Adobe Getty Contributor, Concorsi Nazionali, Vittorio Sgarbi, immagini selezionate per Vogue Italia), che si sono incontrati frequentando l’Associazione Culturale Officina Fotografica, e hanno lavorato a progetti condivisi, declinati secondo le diverse sensibilità, animati da un costante spirito di confronto per sviluppare l’impegno creativo.

Kliccando, termine onomatopeico che riproduce quello che un tempo era il rumore dello scatto, è un collettivo d’amicizia, valore al quale lo psichiatra Eugenio Borgna, primario emerito dell’Ospedale Maggiore di Novara, ha appena dedicato un libro intitolato: Sull’amicizia, che racchiude una chiave per leggere le immagini esposte. Alla base dell’amicizia ci sono comunicazione, condivisione, reciprocità, ma tutto questo può nascere solo quando ognuno è in armonia con la propria solitudine: da una pacificata relazione interiore ci si relaziona con gli altri. I Kliccando sono animati dalla fiducia, che consente di accogliere e di essere accolti, accudire ed essere accuditi, sostenere ed essere sostenuti, protagonisti di un dialogo terso e incessante tra vita e sguardi sul mondo, che si concretizzano in immagini, esplorando svariati linguaggi, contemporanei e passati.

I Kliccando si sono “allenati” ad interagire con una prima mostra nel 2020, seguita da una esposizione a Prato e dalla partecipazione alle prime due edizioni di Ciclopico a Cavaglietto.

Per la mostra gattinarese è stata scelta l’omogeneità della narrazione tematica: raccontare l’usuale, il quotidiano della “città” dalla prospettiva della fascinazione per il quotidiano metropolitano. La meta del viaggio descrittivo e introspettivo, sono le grandi città di riferimento del nostro territorio: Milano, dinamica capitale economica,Torino, già capitale sabauda, città dell’auto, caratterizzata dal rigore del suo impianto urbanistico, e Novara, al centro della direttrice che idealmente unisce Piemonte e Lombardia.

Un mito è capace di polarizzare le aspirazioni di una comunità o di un’epoca, elevandosi a simbolo privilegiato e trascendente. Il Mi-To, abbreviazione di Milano-Torino, era un drink storico della tradizione italiana, e aperitivo per eccellenza di tutto il Novecento. La sua origine è nascosta tra l’inaugurazione dell’autostrada A4 Milano-Torino, il 25 ottobre 1932, con il richiamo all’origine dei suoi ingredienti fondamentali: il Vermouth di Torino e il Campari di Milano. Sabrina Marianelli espone la fotografia: Tirare a Campari.

L’interazione e il dialogo tra i quattro amici… questa volta non al bar, ma dietro l’obiettivo, si esprime in una serie di efficaci confronti, che il visitatore potrà divertirsi a scoprire. Ne evidenziamo alcuni, cominciamo con la solitudine di: C’è nessuno di Fabio Tacca, chepuò trovare conforto in: Prospettiva umana, di Sabrina Marianelli. Come tutto cambia  e Solitario, di Maddalena Ferro, sono immagini  di persone anziane che colgono i mutamenti irreversibili del quotidiano, senza rimpianti, ma con tante domande, quelle stesse del Collettivo Kliccando, che propone fotografie attente alle “piccole persone”, non per impietosire o commuovere, ma per evidenziare le strutture e le persone che perpetuano alcune condizioni di inferiorità.

Il rigore dello sguardo si traduce in architetture inconsuete: Maddalena Ferro in Casa Milan, coglie un particolare dell’edificio progettato dall’architetto leccese Fabio Novembre per ospitare la sede dell’Associazione Calcio Milan, mentre Giovanni Franchi propone: A grandi linee, la copertura della metro, in cui lo sguardo converge sull’unico punto di colore, il cartelloche indica la via d’uscita: abbiamo sempre bisogno di segnali!

L’invito è quello di volare alto: Uno sguardo verso il cielo, di Fabio Tacca, ma di saper cogliere l’uomo dall’Oiblò, di Giovanni Franchi, così come Sabrina Marianelli pone in primo piano la Maschera rossa di un locale di tendenza che si riflette in architetture neoclassiche, mentre Dreambig, evoca i sogni di un ragazzo addormentato dietro agli occhiali da sole.

La vita è come la bicicletta, sta su perché va, di Fabio Tacca, esprime la leggerezza dello sguardo, che anima: Nient’altro che noi, riecheggiato in: Bicini bicini di Giovanni Franchi. Entrare nel racconto delle immagini è davvero un’esperienza affascinante, senza preoccuparsi: Non è tardi se non guardi che ora è, di Fabio Tacca, invita a proseguire nel viaggio alla scoperta di: Beau…tique con Sabrina Marianelli.

La mostra sarà visitabile il 15 e 16 ottobre dalle 16 alle 20.

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