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Guardabosone: in mostra le opere di Andrea Agliaudi

Nel cuore di Guardabosone, all’interno della ex scuola elementare, dal 6 all’8 gennaio è stata allestita la mostra Alterego, con una selezione di opere di Digital Art realizzate dall’artista postuese Andrea Agliaudi.

Il Sindaco, Nicole Bosco, ha portato il saluto ufficiale dell’Amministrazione Comunale, sottolineando come da anni il paese porti avanti un costante aggiornamento artistico, ospitando sempre nuovi Artisti Pionieri e ricercando tra storia e memoria i tasselli di un’armonia che il nostro tempo sembrerebbe aver dimenticato.

Andrea Agliaudi, dopo aver frequentato il Liceo Classico a Varallo, scoprendo una straordinaria attitudine all’apprendimento delle lingue antiche e della matematica, si iscrisse prima al corso di laurea in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, ma ben presto capì che quella non era la sua strada e si trasferì a Venezia, iscrivendosi alla facoltà di Lingue Orientali, dove imparò l’Hindi, il Sanscrito e il Cinese. L’Oriente divenne per lui un grande polo di attrazione, sia a livello artistico che filosofico.

Questi interessi culturali si materializzarono nelle sue opere: pittura, scultura su pietra, intaglio del legno e parallelamente composizione di musica elettronica. Carboncino e acrilico sono solo le prime tappe di un percorso che trova piena soddisfazione nella Digital Art, definizione allargata che comprende qualsiasi opera,o pratica artistica, che si avvalga della tecnologia digitale come parte del processo creativo o di presentazione, o più specificamente arte computazionale che interagisce con i media digitali: gli artisti utilizzano softwares potentissimi al posto di pennelli e scalpelli, usano dati al posto di tempera, pittura e bronzo, hanno competenze da programmatori, intelligenza da scienziati ed estro da artisti. Sfruttando tutte queste potenzialità  Andrea ha saputo dare forma e colore ai dati statistici e alle formule fisiche o matematiche: trasformando i numeri in oggetti che si muovono a ritmo di musica, le sequenze di DNA in alberi tanto alti da non intravederne le chiome.

Nelle stampe delle opere racchiuse nel computer di Andrea Agliaudi emergono scelte e desideri: l’uomo è piccolissimo rispetto alla maestosità della natura che assume talvolta aspetti inquietanti e grotteschi. Cappuccetto Rosso, trasformata inuna sagoma nera, tiene saldamente un valigino, mentre attraversa la foresta animata dallo stridore dei denti acuminati di un gigantesco lupo, che guarda attraverso un unico occhio, senza tradire nessuna emozione. Il cammino è segnato da orme, quelle stesse lasciate da Andrea a chi si pone sulle sue tracce e avanza nel futuro.

Questo giovane artista non trovò pace,come il protagonista di una sua tavola, un viaggiatore che volontariamente scende dal treno, con la sua valigia e due occhi di luce. Noi, che siamo ancora in viaggio, siamo chiamati ad interrogarci, a capire ed interpretare.

La mostra è stato il primo approccio con la personalità e le opere di Andrea Agliaudi, per il quale si sta creando una Fondazione che avrà sede nella casa da lui abitata e consentirà di conoscere tutti campi in cui si è applicato da autodidatta dotato di uno straordinario talento naturale, lasciando molte opere inedite. I suoi amici, non solo non lo dimenticheranno mai, ma ne hanno fatto un punto di riferimento e d’interpretazione di una realtà tanto complessa quanto oscura.

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