GuardabosoneNotizie dal territorio

Guardabosone: un interessante incontro pubblico col Prof. Gianfranco Pasquino

Gianfranco Pasquino, intellettuale, politologo,docente di scienza della politica, accademico, Senatore della Repubblica dal 1983 al 1992 e dal 1994 al 1996, editorialista per Il Sole 24 Orela Repubblica e l’Unità, commentatore della trasmissione radiofonica di Radio 1 Zapping, spesso ospite di trasmissioni televisive, che si definisce: “Europeo, nato a Torino”, martedì 29 marzo, è stato invitato a Guardabosone, per un incontro nel salone parrocchiale, gremito per l’importante occasione. Il Sindaco, Nicole Bosco, ha definito questo incontro una fortuna, così come qualche anno fa in Uruguay, dopo un’appassionante conferenza, una signora aveva avvicinato il professore dicendo che per loro era stato un lusso poterlo accogliere ed ascoltare. Guardabosone si è meritato sia la fortunache il lusso, perché è un borgo storico, pieno di attrattive e ricco diiniziative, promosse da amministrazioni intelligenti e soprattutto preparate, che da anni ormaihanno compreso che ambiente, cultura, storia ed economia sono strettamente connessi e che la qualità della vita è un bene prezioso che va salvaguardato.

Pasquino, si è laureato a Torino in Scienza Politica con Norberto Bobbio e specializzato in politica comparata con Giovanni Sartori all’Istituto Cesare Alfieri di Firenze.La sua carriera universitaria l’ha portato a insegnare nelle Università di Firenze, ad Harvard, a Los Angeles, e alla School of Advanced International Studies di Washington, a Oxford, Madrid e a Bologna, dove nel 2014 è stato nominato Professore Emerito. Nel 2022 per UTET ha pubblicato: “Tra scienza e politica. Una autobiografia”, che è anche “L’occasione per rileggere la propria vita, ricordarsi del fatto, del non fatto, del fatto male”. RobertoTravostino e Valerio Agliotti, entrambi insegnanti, hanno fatto alcune domande al professore, che volutamente non aveva fissato un tema, alle quali si sono subito aggiunte quelle numerose provenienti dal pubblico, tra il quale c’erano anche molti amministratori ed ex amministratori.

Rispondendo alla domanda: “Cosa significa essere europeo?” Pasquino ha premesso che, grazie a Degasperi e Spinelli, siamo in Europa, entrati a far parte di una storia accomunata dalla ricerca di libertà, uguaglianza, benessere e prosperità: “Per entrare nella Comunità Europea bisogna aver abolito la pena di morte”e questa non è affatto una cosa scontata. L’Unione Europea continua ad espandersi, Mitterand, con un’iperbole, alla domanda su cosa comprendesse l’Europa, rispose: “L’Europa va dall’Atlantico agli Urali”. Pasquino, dopo aver ricordato che: “Draghi è stato un uomo potentissimo in Europa e ancora oggi gli europei lo ammirano e ci danno credibilità, così David Sassoli è pianto in Europa”, ha spiegato chela sua coscienza di essere “europeo” emerse per la prima volta con forza il 13 agosto 1961, quando si cominciò a costruire il muro di Berlino: “La notizia mi colse a La Rochelle dove studiavo: scese il gelo su tutti noi studenti, condividevamo un lutto”.

La politica non è una scienza, ma la scienza della politica riesce a studiare la politica in modo scientifico: ad esempio secondo il metodo comparato un leader che innesca la guerra e la perde, perde anche il suo potere politico.I sondaggi sono utili, ma parziali, perché scattano la fotografia del momento: di mezzo c’è la campagna elettorale. In un paese normale il 10% dei votanti nell’urna si discosta dalle scelte dichiarate, invece in Italia il 30% dei votanti cambia voto da un’elezione all’altra. Il 50% degli elettori decide nell’ultima settimana, il 10% tra sabato e domenica: quindi è complicatissimo prevedere l’esito delle elezioni.

Oggi la gente non crede più nei politici: “C’è un leader donna, coerente con le sue posizioni, che è passata dal 6% al 21% dei consensi: Giorgia Meloni è anche nelle prime posizioni tra i politici per popolarità” questo risultato dovrebbe far riflettere. La legge elettorale varia a seconda del potere che assegna agli elettori: l’uninominale può essere una buona legge, consente di vedere i candidati, scegliendo il meno sgradevole, l’ironia del Professore si esprime nella citazione di IsaiahBerlin: “Non scegliamo mai tra un bene e un male, sarebbe facile, ma tra due mali e quindi scegliamo il male minore”.

Daniele Baglione, già Sindaco di Gattinara, ha chiesto come fare per uscire dalla preoccupante dinamica dell’astensionismo in costante ascesa, recuperando l’interesse dei cittadini alla politica: “Il voto è un rapporto tra il partito e i suoi elettori, tra candidato ed elettori, diffido sempre molto di chi afferma di non aver mai fatto politica e quindi di meritare il voto: vi affidereste mai ad un idraulico che non ha mai esercitato quella professione?” Pasquino ha poi spiegato molte ragioni che determinano l’astensionismo: “In Italia è cresciuto il numero di anziani che hanno difficoltà a raggiungere i seggi elettorali, c’è un insieme di persone che possiamo definire piccoli imprenditori che sono sempre in giro per il mondo per promuovere le loro attività, gli studenti all’estero non tornano per votare, chi è in vacanza nei giorni delle consultazioni elettorali e poi ci sono quelli che non vogliono votare perché nessuno glielo ha chiesto. In Italia esiste anche il voto affettivo: gli italiani vanno a votare in compagnia, marito e moglie, padre e figlia. Il voto è sempre lo specchio di ciò che siamo: isolati, apatici, confusi, sono tutti sentimenti che certo contribuiscono a far crescere l’astensionismo”.

Commentando l’affermazione, diffusa nel centro-destra,che il governo tecnico non è eletto dal popolo: “Il popolo elegge il Parlamento, non il Governo, che per sussistere deve avere la fiducia di entrambe le Camere. Oggi in tutti i paesi europei i capi di governo sono capi del partito di maggioranza relativa, come garanzia che almeno il capo del governo sarà sostenuto: quella italiana è senz’altro un’anomalia”.

Alla richiesta di definizione del concetto di “politica empirica” Pasquino ha spiegato che è quella che fa i conti con i dati: “Vogliamo la pace: abbiamo la capacità di costruirla e mantenerla?”. Pasquino ha osservato che oggi molti politici, e anche molti professori, conoscono un albero, ma non hanno mai visto una foresta e quindi non riescono a fare politica ad ampio respiro.

Sollecitato dalla domanda del Sindaco Nicole Bosco: “Per costruire una democrazia piena, si deve pensare alla Costituzione, scritta da persone con una importante storia personale e politica, eletti attraverso i partiti che li avevano selezionati: la Costituzione è presbite, guarda lontano, ed è un documento storico-politico prima che giuridico”.

Oggi il Sindaco, anche di un piccolo paese, non può e non deve limitarsi ad amministrare, ma deve avere una visione politica, l’amministrazione deve essere proiettata in un futuro per costruire città che corrispondano davvero alle esigenze dei cittadini. A differenza del parlamentare, il Sindaco è sul territorio e risponde in prima persona delle scelte che fa. In democrazia i cittadini contano, decidono chi viene eletto, l’opposizione può partecipare alle elezioni e può anche vincerle.

Il dibattito avrebbe potuto proseguire ancora a lungo, Pasquino non dava certo segni di stanchezza, ma l’ora avanzata ha invitato a chiudere l’incontro dialettico e brillante, proseguito con una conviviale, in cui tre ragazzi del Liceo Scientifico di Borgosesia: Leonardo Tambone, Michele Rege e Agnese Miola, accompagnati dalla professoressa Carolina Palatella, hanno avuto la possibilità di conversare in modo informale con il Professore, gettando le basi per l’incontro del giorno successivo al teatro Pro Loco di Borgosesia, in cui era stata convocata un’Assemblea degli studenti.

Al termine della cena l’attore varallese Graziano Giacometti ha proposto alcune letture tratte da De Senectute di Norberto Bobbio, che delineavano le peculiarità dell’uomo piemontese, come omaggio al Professor Pasquino, che li ha molto graditi.

 

Guarda tutto

Lascia il tuo commento

Back to top button