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Il Comune stampa il libro “Memorie di Borgosesia” di Anna Detaddei Bertola

Bianco come i classici “White Paper” che contengono rapporti ufficiali, il libro “Memorie di Borgosesia” di Anna Detaddei Bertola è stato stampato dal Comune di Borgosesia e contiene preziose memorie della Borgosesia della seconda metà del Novecento.

Luoghi, episodi e persone che hanno caratterizzato la vita del Borgo, e che ora rimangono ad imperitura memoria.

«Questo libro ci accompagna indietro nel tempodice il Sindaco Paolo Tiramanifacendoci ripercorrere non solo le vie della nostra città, ma anche la quotidianità dei nostri concittadini, alle prese con nuovi modelli abitativi, negozi pieni di merce, feste in piazza ed una città molto viva. Il lavoro di Anna Detaddei è molto importante perché ci fa fare un tuffo nel passatocontinua il Sindacoe restituisce vivacità alle immagini ormai sfocate dei tempi andati, offrendo a tutti noi uno scrigno di memoria che ci ricorda le nostre radici comuni».

Il libro riproduce esattamente, nella forma e nei contenuti, il lavoro dell’autrice che ha scelto un quaderno a righe per appuntare, scrivendo rigorosamente a mano, i suoi ricordi: “Riferendomi a quanto rimasto impresso nei miei ricordi, ho pensato di scrivere fatti, persone e attività che hanno caratterizzato la storia di Borgosesiaspiega nella sua prefazione Anna Detaddei Bertola, che poi prosegue con la sua calligrafia chiara e precisa, riga dopo riga, a ricordare la sua storia e quella della città.

L’incipit riguarda l’arrivo di Anna a Borgosesia da Carega di Cellio, nel 1950, per frequentare l’Avviamento Professionale alle Scuole Magni; la conclusione, a pagina 26, viene affidata a quello che l’autrice definisce “Un pensiero…un’idea…un sogno (irrealizzabile?”: la ristrutturazione dei vecchi edifici della città, per riportarli all’antico splendore rendendo Borgosesia sempre più bella.

Il libro è dunque un inno d’amore per la città, che unisce tutti i borgosesiani: «Questo libro mi fa pensare che ogni borgosesiano sia come un albero che cresce in una foresta – conclude il Sindaco – dove i tronchi sono separati, ma i rami si intrecciano in una promessa di solidarietà che parte dalle radici, rappresentate dalla nostra storia comune».

 

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