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Il Generale Temperino propone i suoi due ultimi libri, al Lions Club Valsesia

Martedì 3 maggio, Dario Temperino, socio del Lions Club Valsesia, ha presentato i suoi ultimi due libri: Diario in grigioverde, pubblicato nel 2020 e Amara terra del 2021, scritti nel periodo della pandemia, quando si è stati costretti all’isolamento in casa. L’ironico titolo della serata, annunciato dal Presidente Fausto Luotti era infatti: “Un lockdown produttivo”.

Nel 2020, approfittando della segregazione dovuta al Covid, Dario Temperino riesuma dei racconti dal cassetto della sua scrivania, li rivisita e li riunisce inDiario in grigio verde, del quale dice: “È una raccolta di storie e aneddoti di sapore vagamente autobiografica, che indulge al sano spirito di goliardia che anima i giovani ufficiali, così come alla tenerezza dei sentimenti, alla nostalgia, alla malinconia e al dramma”.

Per quanto possa ricordarla, Lenta non è la Fortezza Bastiani del Deserto dei Tartari di Buzzati e il Comandante Temperino non è Giovanni Drogo, il giovane tenente assegnato ad uno sperduto avamposto in una landa desertica, ma certo l’impressione chene ebbeal suo arrivo,nel lontano 1975,non fu delle più rasserenanti. Qui,tuttavia, nei trentacinque anni di servizio, seppe costruire un ambiente umano e culturale, in cui non c’erano numeri, ma persone e proprio pensando a loro, componeDiario in grigioverde,omaggiandoli dei ricordi di una vita, che idealmente si affollano in quattro diversi diari in cui il protagonista è sempre “l’uomo in uniforme”, in pace e in guerra, con la sua umanità, i suoi sentimenti, i suoi pregi e difetti. Questi diari immaginari sono: Diario Calotta, che raccoglie le storie degli ufficiali più giovani; Diario Reggimentale, con racconti di più ampio respiro; Diario di Naja, dove protagonista assoluta è la leva, Diario di Guerra, ispirato all’esperienza della seconda guerra mondiale e alla Missione inLibano del 1983.

Il Generale Dario Temperino, giunse a Lenta nel dicembre del 1975. È stato il Comandante del Gruppo Squadroni del Reggimento Cavalleggeri di Lodi (15°)dal 1991 – ’92 e poi per oltre sette anni, dall’ottobre del 2000 al febbraio del 2007, il Comandante del Parco Mezzi Cingolati e Corazzati. Lion dal 1983, è stato presidente del Lions Club Valsesia nell’anno lionistico 2007 – 2008. Ha retto, come 6° Priore, il Tempio della Cavalleria Italiana,che sorge in Voghera, dall’aprile del 2008 all’aprile del 2018. Ma le sue vere passioni sono la storia e la letteratura. Come storico ha pubblicato diversi saggi, il più originale dei quali è Montebello, chiave del Risorgimento italiano, mentre la sua opera più importante:”Storia dei Cavalleggeri di Lodi (15°)” è ormai giunta alla terza edizione, che è costata all’autore molti anni di ricerche bibliografiche ed iconografiche. Temperino ha scritto anche novelle e racconti brevi, molti dei quali si possono leggere sulla Rivista di Cavalleria, dove,già dagli anni Novanta,teneva una rubrica letteraria: Vita di caserma.

A partire dal 2014 si è dedicato alla narrativa più impegnativa, con la pubblicazione di:Collegio, ricordi di un orfano, e nel 2016La coppola, il suo primo vero romanzo, seguito due anni dopo da: Amara terra, che ne è la continuazione, presentato nella stessa serata lionistica. Amara terra, amara terra mia è un brano musicale appartenente alla tradizione popolare abruzzese, riadattato da Giovanna Marini e in seguito rielaborato da Domenico Modugno ed Enrica Bonaccorti, ed è questo il titolo scelto per il romanzo che riprende le vicende di Saro e Angela, i giovani che al termine del precedente romanzo, La Coppola,  fuggivano dal paese dominato dalla vecchia baronessa, erede di antichi privilegi feudali, per sottrarsi ad un mondo fatto di pregiudizi, di violenza e sopraffazione, nel quale anche la giustizia era corrotta. I due protagonisti, diretti negli Stati Uniti, la terra promessa nella quale sperano di rifarsi una vita, arrivano nella “capitale”, come viene chiamata Palermo dai Siciliani, dove si confrontano con un mondo sconosciuto e bipolare: da un lato bei palazzi e strade eleganti, lussuosi negozi dove è possibile trovare tutto ciò che si desidera, dall’altro una malavita che regna incontrastata su un mare sconfinato di miserabili senza identità e senza nome. Anche la traversata dell’Atlantico non sarà del tutto serena, ma alla fine sbarcheranno felicemente a Boston. Cosa succederà nel Nuovo Mondo lo scopriremo quando, prima di Natale, uscirà il terzo romanzo, che chiuderà la trilogia. “Questo romanzo è al femminile, un omaggio al coraggio delle donne siciliane perché nascere in Sicilia non è facile per nessuno, ma se sei donna tutto diventa molto più difficile”: così Temperino, palermitano adottato da Ghemme, dove vive da anni, ha sintetizzato il suo lavoro di scrittore, ringraziando la moglie Alda, preziosa correttrice di bozze.

Al termine della presentazione, Temperino ha pregato Alberto Regis Milano, cerimoniere del Club, con numerose esperienze attoriali, di dare voce ad un racconto tratto da Diario: “Gerardo” e questi, con consumata sapienza, ha coinvolto gli astanti, riuscendo a trasmettere le emozioni dello scrittore, sicché al termine della breve lettura è stato applaudito con sincera convinzione. Parimenti, quando ha letto l’incipit del capitolo 16° di Amara terra, dove il corrotto finanziere Antimo Castronovo incontra il mafioso don Giovanni Basile. La lettura qui si è trasformata in un vero e proprio testo di teatro e, come da un improvvisato palcoscenico, si levano le diverse voci dei due uomini dallo spiccato accento siciliano. Quando Alberto Regis ha terminato, si è levata una meritata ovazione, all’attore e all’autore dei testi.

Dopo gli applausi, da parte dei soci è stata colta l’occasione per porre alcune domande sulla guerra Russia-Ucraina, alle quali il Generale ha risposto con osservazioni “tecniche”. Ha ricordato come la Russia si estenda su un territorio immenso, abitato da etnie molto diverse tra di loro, spesso tenute insieme con la forza ed ha aggiunto: “Pur essendo il paese più esteso del mondo ha solo 140 milioni di abitanti ed un reddito nazionale pari a quello dell’Italia. La sua industria non è quella di una grande potenza e il reddito pro-capite è tra i più bassi, così come il grado di alfabetizzazione. Spende il 25% del reddito nazionale in armamenti e possiede un arsenale nucleare che forse è il più consistente del mondo(oltre 4.000 testate), anche se non il più moderno. E questo, militarmente parlando,rappresenta il vero, unico, suo punto forza, potendo oggi ogni potenza nucleare aggredire qualsiasi suo vicino, avendo ottime speranze di restare impunita.L’altro punto di forza è rappresentato dalle sue immense riserve di gas naturale. Allora, ci si potrebbe chiedere perché la Russia non chiude i gasdotti che alimentano l’Europa che le è nemica? Perché è su queste entrate che fonda buona parte delle sue entrate.L’insipienza che ci ha portato alla dipendenza pressoché totale dall’estero per l’energia mette noi italiani, e gran parte dell’Occidente,in condizioni di assoluta inferiorità. La stessa cecità si manifesta con incosciente disinvoltura anche in altri campi, come quello della tecnologia, delle telecomunicazioni e dell’acciaio, del quale in Italia si stanno smantellando tutti i siti di produzione. Politiche queste che, se non invertite alla luce delle ultime esperienze (Covid e guerra), inevitabilmente ci porteranno al disastro.Intanto questa guerra, che dobbiamo sperare rimanga circoscritta, ci costerà un salto all’indietro di almeno un decennio in fatto di benessere e progresso sociale“.

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