Domenica il Grim ha ripreso la sua annuale attività, con un’escursione sulla neve da Campertogno all’alpe Argnaccia.
La giornata è iniziata con una sfida imprevista, perché la nevicata notturna in quota, ha trasformato le condizioni del sentiero.
Valutate le condizioni meteorologiche in miglioramento, si decide di confermare la gita, richiedendo l’utilizzo delle ciaspole al posto dei ramponcini, il cui uso era previsto fino al giorno prima.
All’idea di affrontare il sentiero innevato, i ragazzi hanno accolto questo cambio di programma con entusiasmo, malgrado l’incertezza climatica.
Anche chi non era provvisto dell’attrezzatura si è subito mobilitato riuscendo a noleggiarla e quindi a partecipare alla gita.
Per garantire la massima sicurezza, abbiamo deciso di seguire il tracciato della strada carrozzabile.
Durante la salita, la fatica è stata ripagata dal meteo. Il tempo è migliorato progressivamente e un piacevole sole ha iniziato a fare capolino tra le nuvole, facendo pregustare ai ragazzi i possibili giochi una volta arrivati e la camminata è diventata ancora più snella.
Siamo così arrivati al rifugio “al Pracc” all’alpe Argnaccia. Quì i gestori ci hanno accolto calorosamente in un ambiente confortevole, offrendoci un ottimo pasto rigenerante.
Il richiamo della neve, però, è sempre irresistibile e appena finito di mangiare, i ragazzi si sono catapultati all’esterno, trasformando le rive intorno al rifugio in un campo di battaglia per epiche sfide a palle di neve e capriole.
Non è stato quindi facile radunare il gruppo per il successivo “incontro di vetta”, in cui abbiamo parlato di come affrontare in sicurezza un’escursione in ambiente innevato, spaziando dalla programmazione, all’abbigliamento adeguato, all’attrezzatura tecnica necessaria e al suo utilizzo.
I ragazzi si sono subito interessati agli argomenti trattati, partecipando in modo attivo e propositivo alle spiegazioni date dagli accompagnatori.
Per passare dalla teoria alla pratica, Ferruccio ha organizzato un’esercitazione di ricerca: i ragazzi, con grande impegno, si sono cimentati nella localizzazione di un “travolto” (simulato), imparando a usare l’Artva, a sondare il terreno e infine a scavare con la pala.
Ancora qualche aneddoto e consiglio da parte di Ferruccio ed è giunto il momento di tornare a valle.
La discesa si è svolta in un clima di grande gioia e tra una battaglia di neve e l’altra, siamo tornati alle auto.
Questa è stata una giornata esemplare, in cui i ragazzi hanno potuto associare il divertimento e la convivialità con l’apprendimento tecnico.
Noi accompagnatori abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di unire la teoria al gioco, perché crediamo che imparare divertendosi sial il modo migliore, per i nostri ragazzi, di diventare dei futuri alpinisti consapevoli, in grado di affrontare la montagna con la massima consapevolezza e sicurezza.











