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Inaugurazione mostra sulla Regina Margherita a Varallo.

Un’inaugurazione fuori dal comune, ma molto partecipata.

La mostra sulla Regina Margherita a Varallo, allestita al Palazzo dei Musei, è stata inaugurata con una partecipazione sorprendente, anche in un giorno insolito come lunedì 27 aprile.

Non è un caso che la Regina Margherita, la prima regina d’Italia, tanto legata alle montagne, sia ancora oggi così amata in Piemonte e in Valsesia. La Regina Margherita in persona ha voluto partecipare all’inaugurazione della mostra allestita in suo onore, impersonata dall’attrice protagonista del docu-film.

“Sulle orme di Margherita”: un percorso tra storia e territorio

La mostra interattiva allestita a Palazzo dei Musei, nell’ex chiesa di San Carlo, che sarà visitabile dal 28 aprile al 31 luglio 2026, fa parte di un fitto programma di eventi culturali, raccolti sotto il suggestivo titolo di: “Sulle orme di Margherita”, per ripercorrere i luoghi amati dalla Regina in Piemonte e valorizzare il suo legame con il territorio valsesiano e il Monte Rosa. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con CAI di Varallo, Fondazione Sella, Museo della Montagna di Torino e dedicata al rapporto tra la Regina e la Capanna che porta il suo nome, da lei visitata il 18 agosto 1893, qualche giorno prima dell’inaugurazione ufficiale.

Il progetto è stato sostenuto dal Consorzio Turistico Monterosa Valsesia, che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere tutta la Valsesia attraverso le strutture ricettive ed i servizi, con il contributo della Regione Piemonte. Camilla Anselmi, autrice di “Dove è il mio cuore. Viaggio biografico tra i rifugi e i bivacchi italiani dedicati alle donne”, è la curatrice della mostra e del catalogo, mentre l’allestimento è stato realizzato da Patrizia Cimberio e Marco Torri.

La Regina riemerge attraverso immagini fotografiche, ma anche lettere private inedite, che ne tratteggiano il profilo umano, oltre che storico. Al centro della mostra un ritratto inedito della regina Margherita, dipinto dal pittore di Campertogno Camillo Verno nel 1893, racchiuso in una ricca cornice dorata ed intagliata, conservato a Palazzo dei Musei.

Il legame con la Capanna Margherita e il Monte Rosa

Nella parte centrale dello spazio espositivo sono raccolti dieci strumenti scientifici e metereologici provenienti dall’Osservatorio della Capanna Margherita, che testimoniano il valore pionieristico della Capanna come “Laboratorio sospeso tra terra e cielo”, recuperati dopo i lavori di demolizione e la completa ricostruzione della Capanna, iniziata nel 1977 e completata nel 1980, conservati presso la Sezione del CAI di Varallo, presentati al pubblico per la prima volta.

Il primo Libro di vetta della Capanna (1893–1905) conservato dal Club Alpino Italiano, Sezione di Varallo, è stato interamente digitalizzato e, grazie all’accurata trascrizione fatta da Graziella Cusa, responsabile della Biblioteca del CAI, è ora consultabile in formato digitale.

Le autorità presenti all’evento

I saluti istituzionali sono stati portati da Alberto Daffara, Presidente del Consorzio Monterosa e Vice Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, Claudio Francione, presidente della Società di Incoraggiamento allo studio del Disegno, Pietro Bondetti Sindaco di Varallo, Carlo Riva Vercellotti, Consigliere Regionale, Attilio Ferla, Assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, Piero Carlesi, presidente della Sezione CAI di Varallo, che ha portato i saluti del Presidente Nazionale dei CAI Antonio Montani, Bruno Gozzelino, Presidente UNASCI (Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie d’Italia), Andrea Enzio, Presidente del Corpo Guide Alagna e direttore della omonima Scuola di Alpinismo.

Il progetto: ricerca, documentario e itinerari della Regina

Camilla Anselmi ha parlato di come sia nato il “progetto multidisciplinare”, condiviso con Patrizia Cimberio e Roberta Orsenigo, legato alla Regina e ad un luogo speciale come la Capanna Margherita: “Che trasmette molta energia e fa nascere idee”. Alla base c’è stato un lungo ed accurato lavoro di ricerca storica ed archivistica dal quale è scaturito il volume “Sulle orme di Margherita. Luoghi del cuore della Regina in Piemonte”, illustrato da Luca Pettarelli, che raccoglie in dieci itinerari i percorsi della Regina in Piemonte: dall’amata Stresa all’Alta Valsesia e il docu-film di Roberta Orsenigo del quale Alessandro Beltrame è il regista, che ripercorre la vita, le passioni e le tracce lasciate dalla Regina Margherita di Savoia, immaginata come una donna in cerca di libertà ed emancipazione dai vincoli di corte, nel suo amore per la montagna ed il Monte Rosa, esplorando il rapporto intimo della sovrana con l’alta quota (in particolare la zona di Alagna Valsesia e il Col d’Olen).

Mattia Sella, membro del Comitato Scientifico della Mostra, ha raccontato la “Storia del più audace progetto del CAI”, promosso da Vittorio Sella, avviato a seguito della deliberazione dell’Assemblea del Club Alpino Italiano del 14 luglio 1889. La costruzione della Capanna iniziò nel 1890 e fu completata in soli tre anni: “Gli operai dormivano alla Gnifetti e al mattino risalivano, facendo novecento metri di dislivello”.

Andrea Pivotto, Responsabile dell’Archivio fotografico della Fondazione Sella, a nome della Presidente, Angelica Sella, ha ringraziato per essere stato coinvolto nel progetto, mostrando “Il sorriso di Margherita” che compare in alcune immagini che la ritraggono tra le sue amate montagne, ben diversa da come appare nelle fotografie ufficiali e ha presentato tre fotografie scattate da Vittorio Sella, quando la Regina salì alla Capanna. Il fotografo biellese era stato ufficialmente invitato dal Barone Luigi Beck-Peccoz (1841-1894), amico fidato e guida della Regina Margherita.

Fotografie, archivi e nuove tecnologie per raccontare il passato

L’ultimo intervento introduttivo è stato affidato all’Architetto Marco Torri: “HBIM a servizio della storia. Caso studio Capanna Margherita” in cui ha spiegato l’applicazione del modello BIM (acronimo di Building Information Modeling, Modellazione Informativa dell’Edificio) agli edifici storici per preservarne la loro peculiarità e per una riqualificazione conservativa: “L’architettura si mette al servizio della storia: qui la sfida era riuscire a dare storicità ad un edificio che non c’era più, perché l’originale Capanna fu completamente smantellata e sostituita dalla nuova, quindi si è partiti dai documenti e dalle testimonianze delle persone che erano salite alla prima Capanna Margherita, e, con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale è stato possibile ottenere risultati notevoli, mostrando l’evoluzione dell’architettura sul tetto più importante d’Europa”.

Una mostra che guarda anche al turismo e alla divulgazione

Questa mostra ha anche un importante risvolto turistico, offrendo la possibilità di fruirne a tutte le fasce di popolazione, spiega Torri ricordando che: “Nel video girato nel 1980, all’epoca dell’inaugurazione della nuova Capanna Margherita si vede il parroco di Alagna Don Carlo Elgo – degno erede dei preti alpinisti, essendo salito ben 298 volte alla Capanna – mentre celebra la messa: ora vive a Grignasco dalle suore e gli inviamo i nostri auguri più affettuosi”.

Dopo il taglio del nastro e la visita alla mostra, a tutti i presenti è stato offerto un ricco rinfresco “valsesiano”, con comprendeva anche la pizza Margherita, in omaggio alla sovrana.

🕧Orari visita

La mostra è visitabile nei giorni e orari di apertura di Palazzo dei Musei:

  • Da martedì a venerdì: 14.30-18.00  (ultimo ingresso ore 17.00)
  • Sabato e domenica: 10.30-12.30; 14.30-18 (ultimo ingresso ore 17.00)
  • Lunedì chiuso

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