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La Biblioteca di Varallo incontra il Lions Club Valsesia

Il Lions Club Valsesia, presieduto da Vito Arlunno, in occasione dell’ultimo incontro avvenuto il 4 ottobre, festa di San Francesco, giornata della pace, della fraternità e del dialogo interculturale, ha invitato il Presidente del Consiglio di Biblioteca, Aristide Torri e il Direttore della Biblioteca Civica”Farinone-Centa” di Varallo, Piera Mazzone, a presentare la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, importante istituzione culturale valsesiana.

L’invito è stato accolto con molto piacere perché rappresentava l’ideale continuazione di un dialogo aperto due settimane prima da Piera Mazzone con il ringraziamento per il contributo finanziario offerto dal Lions Club Valsesia, utilizzato per acquistare libri tattili, per non vedenti, ipo-vedenti e bambini dislessici, che generosamente è stato raddoppiato quest’anno.

Durante l’incontro è stata commentata una serie di immagini che illustravano la Biblioteca,“presidio culturale” per il territorio, definizione che nasce dalla frase della scrittrice francese Marguerite Yourcenar, che apriva il biglietto di invito all’inaugurazione della sede storica della Biblioteca in Palazzo Racchetti, il 6 dicembre 1997, dopo dieci anni di restauri: “Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.

Oggi, dopo il Covid, con una guerra in corso, la generale situazione di precarietà, occorre ripensare profondamente il ruolo della Biblioteca all’interno della Comunità, ricordando che è un luogo straordinario perché è per tutti (non esistono altri servizi così trasversali), è gratuito (accoglie, offre dei servizi e non chiede nulla in cambio) ed è “plurale”nella sua trasversalità. Oggi è importante far riacquistare fiducia nell’istituzione, aumentando l’accoglienza e offrendo servizi diversificati a seconda dell’utenza, che deve sentirsi protagonista delle scelte e dei cambiamenti.

In Biblioteca a Varallo i servizi iniziano dalla porta, si è cercato di eliminare la soglia tra dentro e fuori, proponendo un ambiente amichevole e curato: un servizio che dia il buon esempio. Per essere utili a tutta la Comunità e non solo a quelli che leggono, o che studiano, bisogna superare i pregiudizi, soprattutto quelli inconsci e diventare accoglienti, avere uno sguardo diverso. Vorremmo che la biblioteca diventasse un “terzo luogo” diverso dai luoghi del “dovere” (lavoro-casa), al quale si converge spontaneamente e nel quale nascono rapporti. La sfida è quella di come farla diventare davvero utile in questo momento storico così particolare, declinando il tema dell’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale, perché la biblioteca non è solo consultazione o prestito di libri, ma interscambio con e fra gli utenti, dialogo. Abbiamo bisogno di energia sociale e ognuno può prendersi cura della Biblioteca come bene comune, attivando esperienze umane, che creino benessere: “Stare nei luoghi della cultura può aiutare a stare meglio, aumentare la socialità, trasformarsi in un piacere”.

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