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La devozione Mariana in Valsesia. Ne ha parlato il Prof. Gagliardini al Lions Club

Ospite e relatore del Lions Club Valsesia è stato il professor Giacomo Gagliardini, Sindaco di Vocca, figura molto nota nel panorama culturale valsesiano, presente attivamente nelle principali associazioni culturali del territorio, definito “uomo dal multiforme ingegno”, come Odisseo, in cui l’aggettivo multiforme, è traduzione dell’ambiguo aggettivo greco polytropon, che significa ingegnoso, dai molti espedienti, astuto, ma anche che ha molto viaggiato. Giacomo Gagliardini è docente presso le Scuole Superiori, studioso di arte e di storia, ma è stato anche impegnato nel Comitato Carnevale Borgosesia e nell’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte, dei quali è stato Presidente, attivo nella Delegazione del FAI Valsesia.

Il suo intervento è stato incentrato su cinque secoli di arte e devozione mariana in Valsesia: “ad te, Virgo Virginum, Mater, curro…”, citazione dal cosiddetto Memorare (lett. ricòrdati) una celebre preghiera della tradizione orante propria della Chiesa cattolica, dedicata alla Vergine Maria. Il testo è attribuito al monaco cistercense san Bernardo di Chiaravalle.

Il relatore, dimostrando notevoli capacità di sintesi, ha saputo affrontare un tema molto vasto, scegliendo una prospettiva di tipo interlocutorio, avviando il discorso dall’amore e dall’interesse verso il territorio.

Quell’andare verso, andare incontro a Maria, in Valsesia si è tradotto in oltre cinquanta santuari mariani, tra più e meno noti. Il fenomeno è stato analizzato dal punto di vista antropologico, interrogandosi sulle motivazioni di questa devozione mariana tanto spiccata. L’uomo sin dall’antichità tendeva al divino, ad una realtà superiore, con l’avvento del Cristianesimo, il divino è stato “umanizzato”. I Santuari sono luoghi dove il divino si manifesta e trasmette fiducia e speranza a chi li frequenta. Il Cristianesimo dapprima nel Medioevo e poi con la grande spinta della Controriforma colse questo desiderio e lo tradusse in pellegrinaggi verso Roma, Santiago, Gerusalemme, ma anche nel nostro territorio erano presenti mete di pellegrinaggio, ricordiamo Boca, Cannobio, Re, il Sacro Monte di Varallo, Oropa: “La gente, il popolo cerca questo aggancio con l’altro mondo e costruisce i santuari in luoghi elevati, che si avvicinino il più possibile al cielo. Farsi pellegrino significava porsi una meta da raggiungere”. L’idea del viaggio verso il sacro nacque con Dante ed è stata evidenziata e spiegata con molta chiarezza da Vittorio Sermonti, straordinario interprete dantesco: “Dante compì il primo pellegrinaggio, attraverso i tre regni dell’oltretomba, il suo viaggio è una metafora del pellegrinaggio della vita”. Gagliardini ha poi parlato della “devotio”, da devovere, fare un voto. L’origine della devozione è ovviamente religiosa: ci racconta l’antica e attuale pratica dei voti, la dedizione grata e sempre volta a santi o divinità, le preghiere e le opere d’arte sacra (spesso chiamate direttamente devozioni). Le opere sono concepite e trovano attuazione e compimento nella “liturgia”, il complesso dei riti e delle cerimonie propri di un culto religioso, nelle quali tutti si sentono realizzati, ciascuno con il proprio compito (dal celebrante ai fedeli). La devozione mariana in Valsesia è molto diffusa e si è “materializzata” in numerosi luoghi, puntualmente citati per tracciare quella “geografia del sacro” della quale occorre tener conto per comprendere il territorio.

Al termine del suo brillante intervento Giacomo Gagliardini ha donato al Presidente del Lions Club Valsesia, Fausto Luotti, una copia del prezioso volume pubblicato dal canonico Romerio nel 1932: “La Valsesia alla Vergine Maria”.

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