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Notizie dal territorio

La seconda edizione del Festival delle relazioni è entrata nel vivo

Tra musica, teatro, mostre, installazioni e talk

Ci sono iniziative che vanno oltre il semplice programma di appuntamenti. Il Festival delle Relazioni Varallo 2026 è una di queste: un’occasione per incontrarsi, conoscere persone nuove, scambiare idee e, perché no, far nascere nuove amicizie.

L’arte, in questo, può diventare un bellissimo punto d’incontro. Non serve essere esperti, conoscere tecniche o nomi importanti: a volte basta fermarsi davanti a un’opera, ascoltare qualcuno che racconta il proprio modo di esprimersi o lasciarsi coinvolgere in qualcosa che non avevamo mai provato prima. E magari scoprire che proprio quella forma d’arte, così lontana da ciò che conoscevamo, potrebbe essere un modo per esprimere anche qualcosa di noi.

E’ proprio questo uno degli aspetti più belli del Festival delle Relazioni: avvicinare le persone attraverso l’arte e, allo stesso tempo, avvicinare l’arte alle persone.

Con questo spirito si è aperta ieri pomeriggio, nelle Scuderie di Palazzo d’Adda a Varallo, la seconda edizione del Festival delle Relazioni, manifestazione che fino a domenica propone incontri, mostre, laboratori, spettacoli e momenti di confronto dedicati al tema “La biologia delle emozioni”.

Festival delle relazioni 2026 Banda musicale città di Varallo

L’inaugurazione è stata accompagnata da una pioggia tanto attesa, arrivata dopo settimane di caldo intenso, siccità e incendi che hanno interessato anche il territorio. Una presenza inattesa, ma accolta con favore dagli organizzatori e dal pubblico.

Ad accogliere il pubblico è stata la Banda Musicale Città di Varallo, diretta dal maestro Dario Colombo, che ha proposto un concerto molto apprezzato, concluso con un bis richiesto dagli spettatori.

Presenti anche il sindaco di Varallo Pietro Bondetti, il vicesindaco Enrica Poletti e l’assessore Gaetano Amodio. A condurre la cerimonia inaugurale è stato, ancora una volta, il noto presentatore e speaker radiofonico Paolo Simonotti.

Il Festival, organizzato dall’Associazione Culturale Creativa sotto la direzione artistica di Antonio Spanedda, propone tre giorni di appuntamenti che spaziano dall’arte contemporanea ai laboratori creativi, dalle visite guidate ai talk, dalle mostre alle cene comunitarie.

Dopo il concerto della Banda, il sindaco ha ufficialmente inaugurato il Festival con il tradizionale taglio del nastro, aprendo le sale espositive.

L’arte relazionale al centro del primo confronto

festival delle relazioni artisti dialogo

Visibilmente emozionato per la partecipazione del pubblico e degli artisti invitati, Antonio Spanedda ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione.

A seguire, la giornalista Federica Mingozzi ha introdotto il primo momento di confronto tra gli artisti partendo proprio dal tema scelto per questa edizione.

Secondo Mingozzi, “La biologia delle emozioni” rappresenta quasi un ossimoro: da una parte la biologia, che richiama strutture e leggi della natura, dall’altra le emozioni, che sfuggono a ogni schema. Da qui la domanda rivolta agli artisti: come può l’arte trasformare questo apparente contrasto in una relazione?

Nel corso del dibattito è stato affrontato anche il tema dell’arte relazionale e del suo significato oggi.

Antonio Spanedda ha ricordato come l’arte relazionale, teorizzata negli anni Novanta, nasca dall’incontro tra le persone prima ancora che dall’opera stessa. Secondo il direttore artistico, quando un movimento viene istituzionalizzato rischia di perdere parte della sua forza originaria, quella di creare relazioni vive, spontanee e aperte.

Ogni artista interpreta la relazione in modo diverso

Più che trovare una risposta univoca, il confronto ha mostrato come ogni artista interpreti la relazione secondo il proprio percorso creativo. C’è chi considera l’opera capace di dialogare autonomamente con il pubblico, chi invita le persone a diventarne parte attiva, chi vede nelle emozioni e nella memoria il punto di partenza di ogni espressione artistica, chi interpreta l’arte relazionale come un atto di coraggio, capace di mettere in gioco artisti e visitatori, e chi ritiene che il semplice gesto di esporre una fotografia, una scultura o un’installazione sia già un modo per creare un legame con chi osserva. Pur attraverso linguaggi diversi, tutti hanno condiviso una convinzione comune: l’arte acquista il suo significato più profondo quando riesce a generare incontri, dialogo e nuove relazioni.

Il Festival prosegue fino a domenica

Il Festival proseguirà fino a domenica con un ricco calendario di incontri, mostre, laboratori, spettacoli, visite guidate e momenti di confronto aperti al pubblico. Tutti gli appuntamenti sono raccolti nel nostro articolo dedicato al ⇒ programma del Festival delle Relazioni pubblicato su Eventi Valsesia e Alto Piemonte.

Foto inaugurazione festival

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