AlagnaNotizie dal territorio

Lions Club Valsesia ha presentato il calendario 2022 di Alagna “Il tempo di migrare”

Martedì 30 novembre il Lions Club Valsesia ha presentato il calendario 2021/22 di Alagna Valsesia: “Il tempo di migrare”, per testimoniare e far conoscere la storia delle emigrazioni in alta valle, con testi, ricerca iconografica e grafica curati da Donata Farinetti, Elisa Farinetti, Paola Leonoris. “Squadra vincente non si cambia”: questo team tutto femminile ogni anno riserva sorprese e stupisce con una pubblicazione che definire solo calendario sarebbe davvero riduttivo, forse potrebbe essere chiamato: “Calenda-libro”.

Il calendario, che appartiene agli alagnesi e ai rivesi, era già stato presentato pubblicamente ad Alagna l’8 agosto, come ha ricordato Lorena Chiara, guida turistica e responsabile dell’Ufficio del Turismo di Alagna, che ha portato il saluto del Sindaco di Alagna Roberto Veggi, sottolineando che: “Tramite la memoria collettiva ha riportato alla luce storie
dimenticate e che ha permesso di ridare voce a molti nomi senza volto”, e ricordando come gli alagnesi che migravano fossero maestranze di alto livello: piccapietre, falegnami, gessatori, stuccatori, decoratori. L’apprendistato richiedeva anni per arrivare alla professionalizzazione: tagliapietre in tre anni, scalpellino dopo cinque, ma per diventare mastro costruttore servivano altri due anni di viaggi al servizio dei Maestri. Si trattava di una migrazione stagionale, ma in realtà la maggior parte dei migranti si fermava all’estero molto di più di una semplice stagione.

Per un anno all’estero, la permanenza a casa era di tre settimane: i matrimoni venivano celebrati in inverno, quando gli emigranti tornavano. “Il Colle di Valdobbia, 2500 metri, ha visto passare migranti, mercanti, disperati e uomini felici” ha osservato Lorena Chiara, commentando lo scorrere delle immagini che si affiancano ad ogni mese: “L’ospizio è uno dei più antichi d’Italia, ed era composto da un ricovero e da una cappella con campana, i cui rintocchi servivano da orientamento nella nebbia, o nelle bufere di neve”.

I “documenti per partire”, lasciapassare, passaporti, sono testimonianze che oggi commuovono: “Ci si perde nel leggerli e trovarvi i caratteri fisiognomici degli antichi alagnesi: naso adunco, occhi glauchi”. I legami con casa erano mantenuti attraverso lettere e cartoline, che spesso erano una trascrizione del linguaggio parlato, mentre le fotografie cercavano di colmare ciò che non poteva essere espresso. Interessante anche la parte della ricerca del tema dell’emigrazione nelle “canzonette”: da “Le colline sono in fiore” di Wilma Goich, ai testi più impegnativi di Luigi Tenco. Il calendario si completa con citazioni d’arte, della pittura tardo ottocentesca: Segantini, Pellizza da Volpedo.

Il prof. Massimo Bonola, studioso della storia della Valsesia, ha sottolineato che il calendario, oltre alle splendide immagini, frutto di una ricerca iconografica capillare, ha proposto una interessante riflessione, che in una terra di emigrazione maschile aveva un peso sociale rilevante: “Emigrazione alagnese ed emigrazione valsesiana sono sovrapponibili?” rispondendo: “No, il modello migratorio era differente, i migranti della Comunità di Alagna
parlavano già la lingua delle terre dove si recavano a lavorare. Quelli che migravano in tempi antichi erano gli stessi che erano arrivati come migranti. La migrazione era qualcosa che faceva parte del DNA di queste genti. A un certo punto non si fondarono più frazioni di Alagna, non c’era più spazio, bisognava andare oltre: nella prima metà del Cinquecento si esaurì la prima ondata migratoria, nei primi tre secoli la popolazione di Alagna era aumentata di otto volte, cominciava a scarseggiare lo spazio per così tante persone”.

E’ stato ricordato che emigrare era un’opportunità, una ricchezza, un investimento: Elena Ronco ha osservato come la formazione di queste persone si completasse all’estero. Nelle prime pagine del calendario si accenna a libri religiosi posseduti dagli alagnesi, scritti in tedesco: si trattava talvolta di libri proibiti, posti all’Indice, come i testi della riforma luterana e il Nuovo Testamento di Lutero.

Un ampio spazio è stato riservato alle Società Operaie di Mutuo Soccorso, che nacquero per ragioni di solidarietà, filantropia e sussidiarietà. Quella della migrazione è una storia che sta appena dietro le nostre spalle, con ancora un presente molto impegnativo. L’emigrazione non è solo un fenomeno storico del passato: ci sono migliaia di giovani italiani laureati e specializzati che negli ultimi dieci anni sono emigrati in ogni parte d’Europa.

“Per il Lions è un onore mettere la propria firma su quello che è un vero e proprio documento storico”: ha commentato Fausto Luotti, Presidente Lions, chiudendo la serata e ringraziando i relatori: “Oggi che abbiamo tutto, perdiamo il nostro passato recente: ci si chiede se tra i giovani ci sarà qualcuno che prenderà il testimone e proseguirà questi lavori di ricerca e documentazione”.

A volte bisogna anche fermarsi e guardare indietro, come l’Angelo della storia di Benjamin con il viso rivolto al passato, ma spinto inesorabilmente verso il futuro: guardare indietro per essere tutti migliori nel futuro.

 

Guarda tutto

Lascia il tuo commento

Back to top button