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Lions Club Valsesia: una serata con le Guide di Alagna e il Dott. Pascariello

Il Lions Club Valsesia, da sempre molto vicino alle genti dell’alta valle ed in particolare alle Comunità  di Riva Valdobbia ed Alagna, ha invitato, per una serata conviviale,il dottor Adolfo Pascariello ed una rappresentanza del Corpo delle Guide di Alagna Valsesia, che quest’anno hanno festeggiato il 150° anniversario della fondazione.

Adolfo Pascariello, autore del volume: Una montagna di storie. Il Corpo Guide Alpine di Alagna Valsesia. 150 anni dalla fondazione (1872 – 2022)”, promosso dall’Associazione Amici delle Guide Alagna Valsesia, della quale è Presidente, e stampato con il contributo del Lions Club Valsesia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, con l’aiuto di alcune immagini proiettate, ha guidato in un viaggio a ritroso nel tempo, per risalire ai marronier, servizio di guide e portatori nacque tra l’anno Mille e il XII secolo nella valle del Gran San Bernardo, che possono essere considerati i predecessori delle guide. Nell’Ottocento sulle Dolomiti si afferma un singolare tipo di Guida: Francesco Lacedelli, che ebbe la prima licenza  per esercitare la professione di guida alpina nel territorio comunale di Cortina. Con l’aumento dei visitatori ed esporatori britannici,  cacciatori e cercatori di cristalli divennero guide per i loro percorsi.

In Valsesia la conquista delle vette del Rosa fu un incentivo ad emulare le imprese dei grandi alpinisti, con il supporto a accompagnatori qualificati locali.Orazio Spanna nel 1871 fece riconoscere dal CAI le Guide Valsesiane, che vennero ufficialmente istituite il 1 settembre 1872. Nel 1909 venne fondata in Alagna Valsesia la Società di Mutuo Soccorso fra Guide e Portatori. Nel 1989 venne promulgata una legge-quadro nazionale che riconosce nella Guida Alpina l’unica figura che può offrire al cittadino prestazioni di accompagnmento in montagna e d’insegnamento delle tecniche alpinistiche.

Pascariello ha ricordato alcune indimenticabili Guide Alpine: Giuseppe Guglielmina detto Ioppe, Antonio Bruno, Giacomo Calzino, e molti altri, fino a Giacomo Chiara, detto Jocu, perito in un incidente mai chiarito, la cui vicenda è stata oggetto di una recente pubblicazione diAldo Lanfranchini e Marzia Fuselli.

Al termine dell’apprezzato intervento molte domande sono state poste sia al relatore che alle Guide presenti: Andrea Degasparis, terza generazione di Guide Alpine della sua famiglia, Andrea Enzio, appartenente ad una grande famiglia di guide alpine e maestri di sci, Presidente e  Capo Corpo Guide di Alagna Valsesia e Silvio Mondinelli, uno dei pochi alpinisti del mondo ad aver raggiunto tutte le quattordici vette più alte del mondo senza l’uso di ossigeno supplementare e ad aver raggiunto la vetta dell’Everest da entrambi i versanti, Croce d’Oro al merito delle Guardie di Finanza, Premio Lancia nel 2004, Cavaliere al merito della Repubblica.

Attraverso i successivi interventi è stato evidenziato come oggi le Guide siano anche divulgatrici di un approccio rispettoso verso la montagna e l’ambiente in genere, sensibili ai problemi sociali, come testimoniano le esperienze di costruzione di una scuola e di un ospedale in Nepal, offrano supporto agli studi di fisiologia, permettendo di studiare i comportamenti del corpo umano sottoposto a stress da privazione di ossigeno, si sottopongano a screening dermatologici per verificare l’impatto dei raggi solari ad alta quota.

Molto interessante è stata la presentazione dell’attività didattica, completamente gratuita, proposta a cento bambini “di montagna”, che frequentano le scuole elementari di Scopello, Alagna e Boccioleto. Il progetto pilota: Piccole Guide crescono, nato per riappropriarsi della cultura di montagna, che può diventare risorsa di vita,comprendeva un’istruzione sul lavoro delle Guide, con esperienze di trekking, pulizia dei sentieri, pernottamento in rifugio, uso della carta topografica e del GPS. Ai bambini è stato mostrato come si vive in montagna,facendo loro conoscere allevatori e seguire le fasi della trasformazione del latte in formaggio. Grazie alla collaborazione di Monterosa 2000 sono stati spiegati i sistemi di sicurezza della funivia e anche cosa succede quando la cabina si ferma, con evacuazione da un cabina all’altra  e anche evacuazione con sistema di teleferica a terra. “L’entusiasmo dei bambini impegnati era davvero alle stelle”, ha sottolineato Pascariello, ricordando che non è neppure mancata l’attenzione verso i ragazzi disabili, che sono stati condotti a livello dei ghiacciai. Un proficuo contatto con le vecchie guide ha riannodato i rapporti tra le generazioni: “Gli occhi dei bambini si sono accesi di interesse, mentre quelli degli anziani si sono velati di lacrime”. Dal 2023 il progetto sarà aperto anche a coloro che non abitano in montagna, favorendo un reciproco scambio di esperienze.

Attraverso le domande poste alle Guide si è parlato del drammatico cambiamento climatico, che questa estate ha indotto a modificare gli orari di partenza per le ascensioni. Le Guide hanno spiegato come le numerose esperienze all’estero non siano state solo imprese alpinistiche, ma abbiano permesso di conoscere nuove culture. La serata si è conclusa con un insegnamento: “La tecnologia è importante, ma bisogna sempre far uso del buonsenso: tornando indietro non si fa una brutta figura, però bisogna avere l’umiltà per riconoscerlo”.

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