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MABASTA: attività antibullismo per le classi IV e V primaria e II secondaria di Varallo

Attività Mabasta: una lezione che lascia il segno

Il 23 aprile 2026, presso la scuola primaria di Varallo, si è svolto un incontro con l’associazione Mabasta, impegnata nella lotta contro il bullismo e il cyberbullismo.

A condurre l’attività è stata Sara, una studentessa delle Superiori, che, con un linguaggio semplice e diretto, ci ha spiegato la natura profonda di questi fenomeni sempre più diffusi e quali gravissime conseguenze possono avere, soprattutto sugli adolescenti.

L’associazione Mabasta – acronimo di “Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti” – è nata il 7 febbraio 2016 grazie all’iniziativa di una classe di 18 studenti quattordicenni. La sua creazione è stata ispirata da un grave episodio di cronaca: il tentato suicidio di una ragazza di 12 anni, vittima di bullismo. Da quel momento, l’obiettivo dell’associazione è diventato quello di prevenire e contrastare ogni forma di violenza tra studenti.

Nel 2018 è stato ideato il “Modello Mabasta”, un protocollo con azioni concrete per combattere il bullismo all’interno delle scuole. Il progetto è guidato da Mirko Cazzato, fondatore e team leader, originario di Lecce.

Tra le principali azioni del modello troviamo:

  • la presenza di un docente referente per ogni classe;
  • il questionario “Maba-Test”, per verificare la presenza di episodi pregressi;
  • la figura dei “Bulliziotti” e delle “Bulliziotte”, compagni con il compito di coinvolgere un adulto di riferimento in caso di necessità;
  • la “Bullibox”, uno spazio di dialogo per segnalare episodi in modo anonimo;
  • il “DAD” (Digital Antibullying Desk), per poter raccogliere le segnalazioni anche in rete;
  • l’obiettivo finale delle “classi debullizzate”, dove tutti si impegnano a evitare comportamenti offensivi.

Questo protocollo verrà attivato all’interno di ogni classe che ha partecipato all’incontro nel corso delle prossime settimane e negli anni a venire.

Le classi destinatarie dell’incontro sono state le quarte e quinte della Primaria e le seconde della Scuola Secondaria di I grado. Il progetto è stato finanziato dal gruppo delle ex Cecche e Marcantoni del Comitato Carnevale di Varallo, che ringraziamo sentitamente.

Ecco il commento di qualche alunno:

 

Anastasia

Questo incontro mi ha insegnato che non bisogna mai tirarsi indietro nell’aiutare le persone in difficoltà (grandi e piccole) e che occorre avere il coraggio di intervenire perché anche solo se si assiste a una scena di violenza fisica o verbale senza far nulla si diventa complici.

La cosa che mi ha colpito di più è stata la storia raccontata dalla formatrice: in una scuola ha trovato quattro banchi vuoti: i tre banchi in fondo erano dei bulli (che sono stati puniti) e il banco in prima fila con foto e fiori per ricordare la vittima. Questo racconto mi ha fatto davvero riflettere sulla pericolosità di queste dinamiche.

Maddalena

Questo incontro è stato per me molto importante, perché mi ha fatto capire meglio quanto il bullismo possa ferire le persone, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. A volte si pensa che siano solo scherzi, ma in realtà possono lasciare segni profondi nell’anima dei ragazzi.

Mi ha colpito il fatto che ognuno di noi può fare qualcosa, anche semplicemente non restando in silenzio. Ho capito che essere spettatori non è una cosa “neutra”: scegliere di non intervenire significa comunque permettere che certe cose continuino. Questa esperienza mi ha fatto riflettere sul mio comportamento e su quello degli altri, e penso che mi aiuterà a essere più attenta e più pronta ad aiutare chi si trova in difficoltà.

Nina

Per me questo non è stato un incontro come tutti gli altri contro il bullismo e questo è dovuto, probabilmente, al fatto che a condurlo è stata una ragazza poco più grande di noi.
Questa ragazza, mentre spiegava, è stata capace di coinvolgere noi ragazzi, facendoci per esempio svolgere le azioni del protocollo antibullismo.

In questa giornata di sensibilizzazione e contrasto al bullismo ho capito una cosa molto importante: prima pensavo che assistere a una scena di bullismo non comportasse responsabilità; invece, adesso, ho preso coscienza del fatto che non solo non bisogna compiere azioni da bullo ma, per cercare di contrastare il bullismo, bisogna anche denunciare se si assiste o se si è a conoscenza di qualcosa, anche attraverso l’aiuto degli adulti.
A volte basta chiedere a una persona in modo sincero “Come stai?” per aiutarla a confidarsi e spingerla ad aprirsi. Non siamo soli, le nostre difficoltà spesso assomigliano a quelle degli altri e insieme possiamo aiutarci a superarle. Dovremmo ricordarcelo sempre…

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