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Mercu Scûrot 2026 a Borgosesia: tradizione, Fagiolata d’an Ciciola e l’ultimo discorso del Peru Magunella

Ci sono giorni che segnano un calendario.
E poi ci sono giorni che segnano una comunità.

Il Mercu Scûrot 2026 a Borgosesia non è soltanto un appuntamento del Carnevale: è un giorno che parla di appartenenza, memoria e legami che si rinnovano nel tempo.

Per chi ancora non lo sapesse, questa giornata segna la conclusione del Carnevale di Borgosesia. Una tradizione iniziata nel 1854 che mette in scena il simbolico “funerale” della maschera della città, il Peru.

Le vie del centro si riempiono di mantelli neri, cappelli a cilindro, cassù di legno e i grandi fiocchi bianchi al collo (le gale). Un colpo d’occhio che ogni anno si ripete, ma che non è mai uguale al precedente.

🎩Il cuore del Mercu Scûrot: abiti e simboli

Camminando tra la gente si percepisce subito la forza di questa tradizione. Il nero elegante dei mantelli, i cilindri decorati con fiori, spille e medaglie, ognuna delle quali racconta una storia personale da indossare con orgoglio e spirito di appartenenza.

Il Mercu Scûrot non è solo una sfilata. È un rito che si rinnova, generazione dopo generazione.

Ieri, mercoledì 18 febbraio, si è svolto, qui a Borgosesia, il 173° Mercu Scûrot.

E voglio raccontarvi, con queste poche righe, quello che è successo.


🍲La Fagiolata d’an Ciciola.

Il profumo arriva prima ancora di vedere i grandi paioli.

La Fagiolata d’an Ciciola è un altro dei momenti più partecipati di questa lunga giornata. I cuochi al lavoro già dalle prime ore del mattino, il vapore che sale nell’aria, le scodelle strette tra le mani e i contenitori portati da casa: tutti in attesa del proprio turno per gustare o portare a casa il piatto della tradizione. Non è soltanto una distribuzione di cibo. È un gesto che si ripete anno dopo anno, un appuntamento che scandisce il tempo del Carnevale e richiama persone di ogni età.

Si aspetta l’arrivo del Peru, della Gin e del Sindaco e dopo saluti e foto di rito, tutti ci si mette in fila, si scambiano parole, si ride, si gusta e ci si sente come a casa tra amici.

Se la mattina è tutta un’attesa che profuma di fagioli e legna, il pomeriggio ha preso una piega più solenne…

🎶Musica, corteo e incontri lungo le vie della città

Ad accompagnare il corteo, come ogni anno, c’era l’Orchestra di Fiati Città di Borgosesia, presenza immancabile del Mercu Scûrot. Le note, che hanno guidato il passaggio verso la Fagiolata d’an Ciciola, hanno continuato a fare da colonna sonora per tutta la giornata.

A mezzogiorno si è svolto il consueto pranzo alla Pro Loco, altro momento atteso e partecipato, durante il quale è stato consegnato il Premio Giovanni Franco Zanni “Borgosesia La Meja Cità”, quest’anno attribuito all’imprenditore Gianni Filippa.

Nel pomeriggio ha preso avvio il lungo corteo “funebre” che dalla Pro Loco è ripartito alla volta di Aranco, attraversando le vie della città. Un fiume di persone, tra canti, balli e risate.

Dietro al grande carro del Comitato Carnevale, numerosi e fantasiosi carretti trainati dai “magoni” — così sono chiamati gli abitanti di Borgosesia durante il Carnevale — erogavano vino da gustare nei tipici cassù di legno, che ognuno porta appeso al collo.

E poi le street band, come la Curva Band di Santhià, insieme ad altri musicisti con fisarmoniche, trombe e tamburi, a scandire il passo e accompagnare tutti in un clima di festa.

🔥La fiaccolata, il testamento e i fuochi

La giornata si conclude con la tradizionale fiaccolata che accompagna il fantoccio del Peru verso il luogo in cui verrà dato alle fiamme.

È un momento carico di simbolismo. Dopo la lettura del testamento — lungo racconto ironico e satirico che ripercorre fatti, episodi ed eventi dell’anno trascorso — il corteo si raccoglie attorno al rogo.

Il falò segna la chiusura ufficiale del Carnevale, accompagnato dai fuochi d’artificio che illuminano il cielo e salutano un’altra edizione del Mercu Scûrot.

📜L’ultimo discorso del Peru Magunella

Il momento più intenso è arrivato dopo la lettura del testamento.

Dopo dieci anni, il Peru Magunella, Carlo Minoli, ha salutato la corona. Un discorso carico di emozione, ascoltato da una folla  consapevole del valore di questa figura.

«Il Mercu Scurot è una festa degli innamorati. Perchè noi siamo innamorati della nostra storia, della nostra tradizione. Noi amiamo vivere queste emozioni che il Carnevale ci regala. E che si condensano in modo particolare, in questa giornata.

«Penso che questa meravigliosa esperienza resterà con voi e con me per tutta la vita.
Ho vissuto questi dieci anni come Peru Magunella con tutto l’amore che ho per voi e spero che lo abbiate sentito e lo porterete nel cuore.»

«È stato per me un onore interpretare e vivere il Peru Magunella, simbolo della tradizione e dell’amore che ho per la mia città.
Oggi smetto la corona, ma nel mio cuore porterò per sempre questa bellissima emozione.»

E poi una frase che racchiude il senso di tutto:
«Senza i miei magoni il Peru non è nessuno.»

Un richiamo forte alla comunità, alla partecipazione, alla responsabilità di custodire e portare avanti questa tradizione.

«Abbiamo un Carnevale fantastico. Una tradizione meravigliosa. Continuate a portarla avanti con il cuore e l’amore.»

Il prossimo anno non indosserà più la corona, ma sarà comunque lì, tra la sua gente. Perché le radici restano, anche quando cambia il ruolo.

💞Un’emozione che si rinnova ogni anno

Ogni volta riesce a commuovermi questo giorno. Perché, che ci si conosca oppure no, in questa giornata tutti si diventa “amici” o meglio tutti la vivono con lo stesso entusiasmo e piacere di condivisione, tanto da esserne comunque coinvolto, anche se lo osservi dal di fuori, magari come fotografo e come pubblico.

Il Mercu Scûrot oggi va oltre i suoi confini iniziali, e penso che questo senso di unione e condivisione con tutta la comunità sia il suo lato più bello.

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