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Orta San Giulio: costumi Valsesiani alla giornata in ricordo di Flavia Fiori

Per ricordare la professoressa Flavia Fiori, venuta a mancare a gennaio 2022, il Museo d’Arte Religiosa “p. A. Mozzetti” (MAR), in collaborazione con il Museo Civico Etnografico Archeologico C.G. Fanchini, la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, il Comune di Oleggio e con il patrocinio della Diocesi di Novara, ha organizzato due giornate di studio in memoria dei suoi studi e del suo impegno, come direttrice prima del Museo Civico e poi del MAR.

Il tema delle giornate era: Arte e storia in Oleggio e dintorni nel ricordo di Flavia Fiori”. Il 14 gennaio presso il Museo Civico si è tenuto l’evento dal titolo: “Nel ricordo di Flavia Fiori: Oleggio e dintorni tra arte e storia”: con gli interventi di Paolo Mira, direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi di Novara, Emiliana Mongiat, Marina dell’Omo, Fiorella Mattioli Carcano, Susanna Borlandelli e Ivana Teruggi, che hanno esposto i loro studi, ricordando le ricerche i convegni e le iniziative, organizzati con Flavia Fiori,a testimonianza del grande impegno della studiosa nel far conoscere e valorizzare l’arte del Novarese e non solo.

Il secondo appuntamento:Dai damaschi cinquecenteschi milanesi agli abiti delle valli piemontesi sino alle vesti cinesi. Flavia Fiori, donna dalle ampie vedute tessili”, si è svolto sabato 21 gennaio all’isola di Orta San Giulio, presentato da Don Riccardo Crola, Vice Parroco di Oleggio e da Suor Maria Lucia Ferrari, coordinatrice del Laboratorio di Restauro, tanto caro a Flavia, che lo frequentò assiduamente dal 1994, per il restauro degli abiti del vescovo Bascapè, passando da un rapporto professionale ad un proficuo interscambio di conoscenze, trasformato in amicizia: “Grazie a Flavia si crearono contatti con molti esperti dei tessili antichi, tra i quali Jacopo Colombo, prima allievo di Flavia e oggi Direttore del Museo di Oleggio”. Anche in questo appuntamento sull’isola i relatori che avevano condiviso con Flavia passione, lavoro e amicizia: Paola Marabelli, Magda Tassinari, Loretta Polacchini, Emma Dellavedova, Anna Carusi, Franco Passarello, sono intervenuti raccontando le proprie ricerche e le collaborazioni con la direttrice del Museo.

I costumi valsesiani sono stati presentati sull’Isola di San Giulio da Emma Dellavedova, riproponendo parte del lavoro realizzato nel 2008, quando la Valsesia era scesa in pianura, a Oleggio, per partecipare alla mostra, della quale era stato stampato un catalogo riccamente illustrato: “L’abito, il lavoro, la donna. Mostra di abiti provenienti dalle valli del Piemonte Orientale e dalla collina novarese di fine XIX secolo e inizio XX secolo”, allestita dal 15 marzo al 6 aprile 2008, presso il prestigioso Palazzo Bellini, ideata e organizzata da Flavia Fiori. Il Comune di Varallo, attraverso la Biblioteca Civica “Farinone-Centa”, aveva collaborato alla mostra con i preziosi costumi valsesiani della Val Grande, Val Mastallone e Val Sermenza, reperiti e classificati da Emma Dellavedova.

Tutti gli interventi sono stati molto interessanti e hanno delineato un percorso segnato dal fil rouge dell’amore per i tessuti antichi, che ha portato molto lontano: a Lisbona con Magda Tassinari e addirittura in Cina con la collezione di abiti Miao dell’architetto Passarello.

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