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Piane Sesia: in ricordo di Maria Antonietti

Maria Antonietti, era nata alla Piana di Rassa, suo padre Talete aveva meritato la medaglia d’argento al Valor Militare nella prima Guerra Mondiale. Da moltissimi anni risiedeva a Piane, dove si era sposata con Adolfo Danesi,aveva avuto due figli: Cristina e Fabio. Il marito era falegname e aveva lavorato per anni in Nigeria, tornando definitivamente in Italia nel 1971 e costruendo la bella casa luminosa all’incrocio con la Via del Sole.

Cristina, istruttrice del CAI, era nata a Lagos e oggi vive con il marito Jim in Pennsylvania, uno stato nel Nord-est degli Stati Uniti: Maria più volte era volata in America per trascorrere con loro lunghi periodi, creando subito un cerchio di amicizie. Non conosceva l’inglese, ma la sua era un’innata capacità di comunicare, che si annunciava con un sorriso contagioso. Aveva ammirato le cascate del Niagara, era stata a Las Vegas, conosciuto gli Hamish, solo la “casa sulla cascata”l’opera più famosa dell’architetto Frank Lloyd Wright, l’aveva un po’ delusa: “Rassetta l’era ‘nsì, ma soma mai pensaghi!”.

Cristina con Jim è tornata per salutarla, con gli occhi lucidi di emozione, ha accolto l’affetto dimostrato da molte persone che hanno partecipato al funerale, accompagnato dai canti e dalla musica del Maestro AndreaBuonavitacola. Fabio, che ha seguito le orme del padre, commosso, stringeva mani, riceveva abbracci, con negli occhi quegli ultimi giorni della sua mamma, ripetendo che si era stabilizzata e stava benino, ma poi il suo cuore ormai stanco aveva ceduto.

Negli anni la salute di Maria era declinata: i periodici ricoveri in cardiologia però erano diventati quasi una consuetudine, tornava a casa, come se non fosse successo nulla: era nel suo carattere minimizzare ed ironizzare su quel cuore ballerino.

Una corona di fiori è stato l’ultimo omaggio delle sue amiche, le signore con le quali condivideva quello che Monsignor Gianluca Gonzino, che ha celebrato le esequie, ha definito: “Mantenere il decoro della chiesa, conservandola pulita, in ordine e abbellendola di fiori”.

Quasi come se fosse un ultimo commosso omaggio il Prunus vicino alla chiesa di San Giacomo era un’esplosione di fiori rosa: Maria ha sempre amato coltivare fiori nel suo giardino, belli, variopinti, particolari come quei papaveri giganti che conserverò a suo ricordo.

Piera Mazzone

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